L'indennità di disoccupazione a requisiti ridotti rappresenta una misura di tutela per i lavoratori che, pur non avendo maturato i 52 contributi settimanali richiesti per la disoccupazione ordinaria, possono dimostrare un'attività lavorativa minima nell'anno precedente. Questa prestazione è destinata ai casi di cessazione del rapporto di lavoro involontaria, come il licenziamento o le dimissioni per giusta causa.
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- L'indennità di disoccupazione a requisiti ridotti e i criteri di accesso
- Disoccupazione e requisiti ridotti: verificare i requisiti e procedere alla domanda
- Procedure di domanda e documentazione necessaria
- FAQ
- Bibliografia
L'indennità di disoccupazione a requisiti ridotti e i criteri di accesso
Per accedere a tale beneficio, il lavoratore deve soddisfare contemporaneamente due condizioni specifiche:
- Essere assicurati all'INPS da almeno 2 anni, con almeno un contributo settimanale versato prima del biennio precedente la domanda;
Se desideri avere una panoramica completa sulle tue tutele lavorative, informarti sul lavoro svolto dall'ispettorato del lavoro .
Disoccupazione e requisiti ridotti: verificare i requisiti e procedere alla domanda

- Aver lavorato almeno 78 giornate nell'anno precedente, includendo nel conteggio le festività e le giornate di assenza indennizzata (malattia, maternità, ecc.).
La durata della prestazione è calcolata in base alle giornate effettivamente lavorate nell'anno precedente, con un limite massimo di 180 giorni totali.
Calcolo dell'importo e massimali previdenziali
L'ammontare dell'indennità viene determinato sulla base della retribuzione media giornaliera del lavoratore. Il calcolo segue una progressione specifica:
- Per i primi 120 giorni, l'importo corrisponde al 35% della retribuzione media;
- Copia del libretto di lavoro o Modello C2 dell'ufficio di Collocamento.
Casistiche specifiche e modalità di pagamento
In presenza di situazioni particolari, è necessario integrare la pratica con documentazione aggiuntiva:
- Per il personale scolastico: certificato di servizio;
- Per i giorni successivi, la percentuale sale al 40%.
I limiti massimi mensili lordi sono stabiliti come segue:
| Profilo lavoratore | Massimale Mensile Lordo |
|---|---|
| Lavoratori standard | 844,06 € |
| Lavoratori con retribuzione mensile lorda superiore a 1.826,07 € | 1.014,48 € |
Procedure di domanda e documentazione necessaria
La richiesta per l'indennità di disoccupazione a requisiti ridotti deve essere presentata direttamente agli uffici INPS o tramite i canali istituzionali. Il modulo specifico, denominato Mod. DL 86/88 BIS, deve essere compilato e timbrato da tutti i datori di lavoro per ogni rapporto attivo nell'anno precedente.
La domanda può essere presentata in diverse modalità:
- Presso gli sportelli fisici dell'INPS;
- Tramite il portale ufficiale inps.it nella sezione dedicata ai moduli;
Per completare l'iter amministrativo, il richiedente deve allegare i seguenti documenti specifici (la mancanza di uno qualsiasi può causare il rinvio o il rigetto della domanda):
- Fotocopia della carta d'identità e, per i cittadini non comunitari, del permesso di soggiorno in corso di validità;
- Dichiarazione per eventuali periodi di residenza all'estero;
- Dichiarazione per collaborazioni occasionali (Co.Co.Pro.) o altre forme di impiego;
- Fotocopia dell'ultima busta paga per ogni rapporto di lavoro;
- Per i cittadini neo-comunitari: iscrizione anagrafica comunale;
- Per chi richiede l'ANF (Assegno per il Nucleo Familiare): redditi del coniuge degli ultimi due anni.
- I primi 120 giorni, l'indennità giornaliera non può superare il 35% della retribuzione media giornaliera,
- Oltre il 120 giorno, tale percentuale sale al 40%
- L’ammontare dell’indennità di disoccupazione non potrà superare il massimale mensile fissato ogni anno dall’INPS.
L’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti spetta anche ai lavoratori che sono stati sospesi. Quest’ultimi hanno diritto alla disoccupazione qualora l’impresa si trovi in una temporanea difficoltà, non causata dalla dirigenza o dai dipendenti. Lo Stato fa cosi in modo che l’azienda non debba sostenere i costi di manodopera non utilizzata nel momento di crisi. Ovviamente per far accedere alla cassa integrazione le parti: azienda, lavoratori e enti territoriali devono aver raggiunto un accordo.
La richiesta dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori sospesi deve essere presentata dal datore di lavoro ai Centri per l’impiego ed alla sede INPS del territorio, a cui è allegata la lista dei nominativi dei lavoratori sospesi.
L'indennità di disoccupazione per i lavoratori sospesi è riconosciuta ai lavoratori che non possono far valere 52 contributi settimanali negli ultimi due anni e hanno lavorato per almeno 78 giornate nell'anno precedente (esclusi coloro che si dimettono volontariamente, a meno che non si tratti di dimissioni per giusta causa) o coloro che risultano assicurati da almeno 2 anni e possano far valere almeno 1 contributo settimanale prima del biennio precedente la domanda.
L'indennità di disoccupazione per i lavoratori sospesi può essere corrisposta nel limite di 90 giorni e l’ammontare è pari al 35% della retribuzione dell’anno precedente, suddiviso per il numero di giornate effettive di lavoro.
Come presentare le richiesta per l'indennità di disoccupazione
La domanda per l'indennità di disoccupazione dei lavoratori sospesi va presentata all'Inps entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello di disoccupazione. Il moduli sono disponibili presso gli uffici dell’Inps e nella sezione “Moduli” del sito internet.
Il ricorso può essere presentato, in carta semplice al Comitato Provinciale dell'Inps, entro 90 giorni dalla data di ricezione della lettera con la quale si comunica il rifiuto.
Se sei stanco di essere disoccupato allora ti consigliamo di leggere il nostro approfondimento su come scrivere un curriculum vitae.
L'indennità di disoccupazione ordinaria è una forma di tutela per il lavoratore, che spetta a quest’ultimo in caso di rescissione del contratto di lavoro per: scadenza del termine del contratto, licenziamento, dimissioni (solo alcuni casi). Una volta dimostrato di avere i requisiti per l’indennità di disoccupazione il lavoratore ha il diritto di ricevere un sostegno economico, secondo quanto previsto dal codice che tutela i lavoratori e che fa parte di quella branca del diritto nota come Diritto del Lavoro.
Il lavoratore che intende richiedere l’indennità di disoccupazione deve seguire una procedura ben precisa, avendo cura di rispettare i tempi e di soddisfare i requisiti previsti dalla normativa vigente. La domanda per accedere a questo sostegno economico deve essere presentata all'INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) entro un termine massimo di 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Tale scadenza è tassativa, motivo per cui è importante non tardare nella compilazione e nell’invio della richiesta.
Per avviare la procedura, il lavoratore deve rivolgersi al Centro per l’Impiego della propria circoscrizione territoriale. Questi centri rappresentano il punto di riferimento per gestire la domanda e attivare i servizi necessari al reinserimento lavorativo. Infatti, oltre a fungere da tramite per la richiesta dell’indennità, i Centri per l’Impiego offrono orientamento professionale e opportunità formative, con l’obiettivo di aiutare i disoccupati a rientrare nel mondo del lavoro.
Requisiti per presentare la domanda
Non tutti i lavoratori possono beneficiare dell’indennità di disoccupazione. È necessario soddisfare due requisiti principali, che attestano la regolarità contributiva e l’assicurazione per la disoccupazione:
Assicurazione per la disoccupazione involontaria da almeno due anni: Questo significa che il lavoratore deve essere stato iscritto all'assicurazione sociale obbligatoria per almeno 24 mesi, ovvero due anni, prima della cessazione del rapporto di lavoro.
Contributi lavorativi per almeno 52 settimane nei due anni precedenti: Il richiedente deve aver accumulato almeno un anno di contribuzione effettiva (52 settimane lavorative) negli ultimi 24 mesi antecedenti la data del licenziamento. Questi contributi devono essere stati versati regolarmente dal datore di lavoro e riportati correttamente nella posizione assicurativa del lavoratore presso l’INPS.
Tali requisiti hanno lo scopo di garantire che l’indennità venga erogata a coloro che, avendo lavorato regolarmente, si trovano improvvisamente privi di reddito per cause non dipendenti dalla loro volontà, come licenziamenti per crisi aziendali, chiusure o ristrutturazioni.
Durata e importo dell’indennità
Una volta accolta la domanda, l’INPS provvede a calcolare e ad erogare l’indennità di disoccupazione. Questa viene riconosciuta per un periodo massimo di 180 giorni (pari a circa 6 mesi). Durante questo lasso di tempo, il beneficiario riceve un importo proporzionato alla retribuzione percepita negli ultimi mesi di lavoro, tenendo conto dei limiti stabiliti annualmente dall’istituto previdenziale.
Come funziona l’erogazione
L’indennità viene accreditata mensilmente sul conto corrente bancario o postale indicato dal richiedente al momento della domanda. È fondamentale che i dati forniti siano corretti e aggiornati per evitare ritardi nei pagamenti. Il lavoratore riceverà una somma che inizialmente corrisponde al 75% della retribuzione media mensile imponibile degli ultimi quattro anni, fino a un tetto massimo stabilito annualmente dalla normativa.
L’ottenimento dell’indennità di disoccupazione comporta i seguenti obblighi da parte del beneficiario:
- Adesione ai programmi di reinserimento lavorativo: Il lavoratore deve partecipare alle attività formative, ai colloqui e agli incontri organizzati dal Centro per l’Impiego.
- Disponibilità immediata al lavoro: È necessario rendersi disponibili per eventuali offerte lavorative compatibili con le proprie competenze.
- Comunicazione di variazioni occupazionali: Se il beneficiario trova un nuovo impiego o inizia un’attività autonoma, deve informare tempestivamente l’INPS per evitare indebiti pagamenti dell’indennità.
Per presentare la domanda, è indispensabile allegare alcuni documenti, tra cui:
- Carta d’identità e codice fiscale.
- Lettera di licenziamento o documentazione che attesti la cessazione del rapporto di lavoro.
- Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID), che si compila presso il Centro per l’Impiego.
- Coordinate bancarie o postali per l’accredito dell’indennità.
Il sistema attuale: NASpI e tutele per il lavoratore
Oggi, l'indennità di disoccupazione è gestita principalmente attraverso la NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego).
Questo strumento garantisce una protezione economica ai lavoratori che perdono il proprio impiego involontariamente, indipendentemente dall'età anagrafica.
A differenza delle vecchie normative basate su fasce d'età rigide, la durata della NASpI nel 2026 è calcolata in base alla durata della contribuzione versata negli ultimi anni, garantendo una transizione più equa e proporzionata al percorso lavorativo del soggetto.
Durata dell’indennità e criteri di erogazione
La durata del beneficio non è più legata a soglie anagrafiche arbitrarie, ma è strettamente correlata alla storia contributiva.
Il periodo di fruizione della NASpI può arrivare fino a 24 mesi (due anni), a seconda delle settimane di contribuzione accumulate negli ultimi quattro anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro.
Questo sistema mira a fornire un supporto economico stabile e coerente con il tempo effettivamente dedicato alla produzione di valore nel mercato del lavoro.
A partire dal 1° aprile 2005 e fino al 31 dicembre 2006, l’INPS ha introdotto modifiche significative alle modalità di erogazione dell’indennità di disoccupazione, apportando migliorie e differenziazioni basate sull’età anagrafica del lavoratore. Queste disposizioni hanno avuto un impatto diretto sulla durata del beneficio e sull’importo percepito dai disoccupati, cercando di offrire un supporto economico più adeguato alle diverse necessità delle fasce d’età coinvolte.
Durata dell’indennità in base all’età
La normativa stabiliva che il periodo massimo di fruizione dell’indennità fosse incrementato rispetto al passato, articolandosi come segue:
- Per i lavoratori con meno di 50 anni: L’indennità poteva essere percepita per un periodo massimo di sette mesi.
- Per i lavoratori con più di 50 anni: La durata del beneficio era estesa a dieci mesi, riconoscendo le maggiori difficoltà di reinserimento lavorativo per questa fascia di età.
Calcolo dell’indennità: criteri attuali e massimali
L'importo della NASpI viene calcolato sulla base della retribuzione media mensile imponibile degli ultimi quattro anni di lavoro.
La percentuale erogata è fissata al 75% della retribuzione media, soggetta a un tetto massimo (massimale) che viene aggiornato annualmente dall'INPS in base all'indice dei prezzi al consumo.
Questo meccanismo assicura che il sostegno economico sia proporzionato alla capacità reddituale precedente del lavoratore, pur rispettando i limiti di spesa pubblica stabiliti dalla normativa vigente nel 2026.
Evoluzione della durata e incentivi alla ricollocazione
A differenza dei sistemi precedenti basati su scaglioni percentuali decrescenti, il sistema attuale si focalizza sulla continuità del sostegno durante il periodo di transizione.
L'obiettivo principale è garantire al lavoratore un reddito stabile per tutta la durata della NASpI, incentivando la ricerca attiva di un nuovo impiego attraverso i programmi di politiche attive del lavoro gestiti dai Centri per l'Impiego.
La riduzione delle percentuali non è più legata a scadenze mensili fisse, ma alla disponibilità effettiva del lavoratore e alla partecipazione ai corsi di riqualificazione professionale.
Sintesi della normativa vigente
L'attuale struttura normativa mira a coniugare la protezione sociale con l'efficienza del mercato del lavoro.
Fornendo un sostegno economico solido e basato su criteri oggettivi di contribuzione, lo Stato garantisce che il lavoratore possa dedicarsi pienamente alla ricerca di una nuova occupazione o alla formazione professionale senza subire brusche fluttuazioni nel proprio reddito durante la fase di transizione.
D’altro canto, le disposizioni introdotte nel 2005-2006 hanno avuto il merito di avviare una politica più mirata, in grado di differenziare le modalità di intervento in base alle esigenze specifiche delle diverse fasce di età. Questo approccio rappresenta un esempio di come la normativa previdenziale possa essere utilizzata per affrontare le sfide del mercato del lavoro in modo più equo e flessibile.
FAQ
Cos'è l'indennità di disoccupazione a requisiti ridotti?
L'indennità di disoccupazione a requisiti ridotti è una misura di protezione sociale pensata per i lavoratori che non raggiungono il monte minimo di 52 settimane di contributi richiesto dalla normativa ordinaria.
Questa prestazione mira a tutelare chi, pur avendo un percorso lavorativo più breve, può dimostrare un'attività minima nel corso dell'anno precedente. È destinata specificamente a chi subisce una cessazione del rapporto di lavoro involontaria, come nel caso di:
- Licenziamenti;
- Dimissioni per giusta causa.
Quali sono i requisiti specifici per accedere alla prestazione?
Per ottenere il beneficio con requisiti ridotti, il lavoratore deve soddisfare contemporaneamente diverse condizioni previste dalla normativa INPS:
- Anzianità assicurativa: essere iscritti all'INPS da almeno 2 anni;
- Contributi minimi: aver versato almeno un contributo settimanale prima del biennio precedente la domanda;
- Giornate lavorate: aver prestato servizio per almeno 78 giornate nell'anno precedente (includendo festività e assenze retribuite).
Come viene calcolato l'importo dell'indennità?
L'ammontare della prestazione non è fisso, ma viene determinato sulla base della retribuzione media giornaliera del lavoratore. Il calcolo segue una progressione temporale:
- Per i primi 120 giorni di fruizione: l'indennità corrisponde al 35% della retribuzione media;
- Per i giorni successivi (oltre il 120° giorno): la percentuale sale al 40%.
È importante notare che esistono dei massimali mensili lordi stabiliti dall'INPS:
- 844,06 € per i lavoratori standard;
- 1.014,48 € per chi ha una retribuzione mensile superiore a 1.826,07 €.
Quali documenti sono necessari per presentare la domanda?
Per completare correttamente l'iter amministrativo e non rischiare il rigetto della pratica, è fondamentale allegare la seguente documentazione:
- Documenti di identità: fotocopia della carta d'identità (e permesso di soggiorno per i cittadini extra-UE);
- Dichiarazioni specifiche: documenti relativi a residenze all'estero o collaborazioni occasionali;
- Buste paga: copia dell'ultima busta paga per ogni rapporto di lavoro precedente;
- Documentazione specifica: certificato di servizio (per il personale scolastico) o dichiarazioni sui redditi del coniuge (se richiesto l'ANF).
Quali sono le tempistiche e le modalità per la richiesta?
La domanda deve essere presentata presso gli uffici INPS o tramite i canali istituzionali ufficiali. È fondamentale rispettare i tempi tecnici:
- Termine massimo: la richiesta va inoltrata entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro;
- Punto di riferimento: il lavoratore deve rivolgersi al Centro per l'Impiego della propria zona, che funge da supporto per la gestione della pratica e per il reinserimento lavorativo;
- Modulistica: è necessario compilare il modulo specifico (es. Mod. DL 86/88 BIS) timbrato dai datori di lavoro.
L'indennità spetta anche ai lavoratori sospesi?
Sì, l'indennità può essere riconosciuta anche ai lavoratori sospesi a causa di difficoltà temporanee dell'impresa (non imputabili alla gestione).
In questo caso specifico:
- La prestazione è limitata a un massimo di 90 giorni;
- L'ammontare è pari al 35% della retribuzione dell'anno precedente, suddiviso per le giornate effettive.
Bibliografia
- Autore: Zaninelli, Giandomenico; Titolo: Diritto del Lavoro; Casa editrice: Giuffrè Editore
- Autore: Sacco, Raffaello; Titolo: Diritto del lavoro; Casa editrice: Giuffrè Editore
- Autore: Molinari, Giuseppe; Titolo: Diritto del lavoro; Casa editrice: Giuffrè Editore





