Il tema del pensionamento in Italia ha subito notevoli cambiamenti anche contradditori per cui occorre fare chiarezza tra le varie sigle, i loro significati e i loro contenuti: dalla buonuscita al TFR cosa è cambiato e cosa è sostanzialmente rimasto immutato. Questa guida si sofferma, in particolar modo, sulle forme di liquidazione per i dipendenti pubblici.

TFR, TFS e buonuscita

La normativa applicata ai dipendenti del settore pubblico in materia di pensionamento è alquanto complessa, poiché mentre i lavoratori dipendenti del settore privato possono accedere solo al TFR – trattamento di fine rapporto – i dipendenti pubblici hanno accesso al TFS -  Trattamento di Fine Servizio – a prestazioni diverse e a seconda dell’amministrazione presso cui hanno lavorato. Il TFR nel settore pubblico è accessibile a determinate condizioni che vedremo in seguito.

All’interno del TFS vi sono tre tipologie di “liquidazione” con caratteristiche diverse tra loro:

  1. IBU o Indennità di Buonuscita: destinata ai dipendenti statali in senso stretto (ministeriali, dipendenti delle scuole, delle agenzie fiscali, AFAM – Alta Formazione Artistica Musicale – e università);
  2. IPS o Indennità Premio di Servizio: destinata ai dipendenti degli enti locali, Regioni e Servizio Sanitario Nazionale;
  3. IA indennità di Anzianità: riservato ai dipendenti degli Enti Pubblici non economici e delle Camere di Commercio.

Una precisazione dovuta interessa i dipendenti dei Ministeri e dell’Università che sono a loro volta distinti tra contrattualizzati e non: i contrattualizzati sono coloro il cui stipendio è regolato dal CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Levoro), mentre i “non contrattualizzati” (l’espressione è impropria ma serve solo ai fini della distinzione in questo contesto esplicativo) sono in sostanza i professori e i ricercatori universitari, gli avvocati, i procuratori di Stato, i magistrati, prefetti, diplomatici e l’intero comparto della sicurezza e della difesa il cui trattamento economico è regolamentato dalla Legge. La distinzione ha ragione di essere precisata perché i “contrattualizzati” possono accedere ai Fondi Pensione Perseo Sirio e Espero, mentre per tutti gli altri non è prevista ancora alcuna forma pensionistica complementare di ordine negoziale, come appunto i Fondi Pensione.

Il TFS, o Trattamento di Fine Servizio, è dunque una forma di previdenza complementare per i dipendenti pubblici, che viene erogata al momento della cessazione del rapporto di collaborazione tra dipendente e Azienda (che può essere dovuta a dimissioni, pensionamento o licenziamento). E' importante sottolineare il fatto che venga tassato come reddito da lavoro dipendente: la tassazione dipende dalle aliquote IRPEF in vigore al momento dell'erogazione del TFS.

I dipendenti pubblici hanno diritto al TFS indipendentemente dal numero di anni di servizio, a differenza del TFR che spetta solo dopo almeno 5 anni di servizio.

La riforma delle pensioni "quota 100" introdotta nel 2019

I lavoratori che hanno almeno 62 anni d'età e 38 anni di contributi possono accedere al pensionamento anche senza aspettare il raggiungimento dell'età pensionabile. In questi casi il TFS viene pagato quando l'Inps verifica che i requisiti per la pensione sono stati soddisfatti.

Per sapere a quanto ammonta il proprio TFS, i dipendenti pubblici possono contattare l'Inps e fornire i propri dati, in modo che l'ente possa calcolare la somma dovuta. In alternativa, è possibile consultare il proprio cedolino dello stipendio o chiedere informazioni all'ufficio del personale dell'ente di appartenenza.

Disposizioni comuni a tutte le tipologie di prestazione racchiuse nel TFS (il TFR per gli statali)

finanza

I termini di pagamento sono diversi a seconda delle cause di cessazione del rapporto di lavoro, per cui il pagamento è stabilito che avvenga:

  • entro 105 giorni in caso di cessazione dal servizio per inabilità o per decesso (termine breve);

Deroghe a questi termini sono previste per il personale che ha maturato il diritto a pensione dopo il 12 agosto 2011 (31 dicembre per il personale della scuola) e entro il 31 dicembre 2013.

Quali sono le differenze tra TFS e TFR?

Il trattamento di fine servizio (TFS) e quello di fine rapporto (TFR) si differenziano per le modalità di calcolo: il TFS è di tipo previdenziale con contributi distinti tra datore di lavoro e dipendente, il TFR, invece, ha carattere di retribuzione differita, ovvero nell’accantonamento di una parte di salario/stipendio che viene rivalutato ed erogato al termine del rapporto di lavoro. Vediamo i calcoli nel dettaglio per le singole tipologie di TFS:

La fiscalità del TFR per gli statali

Data la diversità delle tipologie di trattamento, anche la fiscalità è diversa.

  • Il regime fiscale applicato all’Indennità di Buonuscita prevede la riduzione dell’indennità lorda di una quota esente pari a 309,87 €, moltiplicato per gli anni utili, e di un abbattimento d’imponibile del 26,04%. 
  • Il regime fiscale applicato all’Indennità Premio di Servizio prevede la riduzione dell’indennità lorda a una quota esente pari a 309.87 €, da moltiplicare per gli anni utili, e di un abbattimento d’imponibile del 40.98%.
  • Il regime fiscale sull’Indennità di Anzianità prevede la riduzione della stessa a una quota esente pari a 309.87 €, moltiplicata per gli anni utili. 

Le rivalutazioni del TFR sono annualmente sottoposte a tassazione sostitutiva con aliquota del 17%, ma non saranno ulteriormente tassate al momento dell’’erogazione della liquidazione.

Faq

Cos'è il TFR (Trattamento di Fine Rapporto)?

Il TFR è una somma di denaro che viene gestita dal datore di lavoro durante il periodo in cui un lavoratore è impiegato per l'azienda: viene corrisposta al dipendente al momento della cessazione del rapporto di collaborazione.

Come viene calcolato?

Viene calcolato sulla base della retribuzione, comprensiva di stipendio, salario, straordinari e eventuali indennità.

Chi ne ha diritto?

Spetta a tutti i dipendenti che hanno un rapporto di lavoro a tempo indeterminato o determinato, con un'azienda privata o pubblica.

Quando viene corrisposto?

E' corrisposto al dipendente al momento della cessazione del rapporto di lavoro (sia in caso di dimissioni, pensionamento o licenziamento).

Esiste un limite massimo per il TFR?

Può essere cumulato fino ad un limite massimo stabilito dalla legge.

Il TFR può essere utilizzato per pagare debiti?

Può essere utilizzato per pagare debiti, ma solo in alcuni casi specifici, come ad esempio debiti con il fisco o per il pagamento del mutuo sulla prima casa. 

Può essere trasferito in un altro stato?

E' possibile trasferirlo in un altro stato solo nel caso in cui esista un accordo internazionale tra i due paesi. 

Quali sono le banche che anticipano il TFR per gli statali?

Non esistono banche che anticipano il TFS, poiché stiamo parlando di un trattamento previdenziale complementare per i dipendenti pubblici, che viene "rilasciato" esclusivamente al momento della cessazione del rapporto di collaborazione; è una somma di denaro accumulata dal datore di lavoro durante tutto il periodo in cui un dipendente ha lavorato. Specifichiamo che il TFS viene pagato dall'Inps.

Autore: Enrico Mainero
Immagine di Enrico Mainero

Dal 2011 Direttore Responsabile e Amministratore unico di ElaMedia Group SRLS. Mi dedico prevalentemente all'analisi dei siti web e alla loro ottimizzazione SEO, con particolare attenzione allo studio della semantica e al loro posizionamento organico sui motori di ricerca. Sono il principale curatore dei contenuti di questo Blog (assieme alla Redazione di ElaMedia).

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