I tipi di contratti di lavoro sono vari ma la definizione di contratto è una sola, ovvero si tratta di un negozio giuridico. quindi “una manifestazione di volontà destinata a produrre effetti giuridici ammessi dall’ordinamento giuridico”.

I contratti commerciali (ovvero stipulati dall'imprenditore nell’esercizio della sua attività) sono rappresentati da:

  • di lavoro subordinato,
  • per la distribuzione dei prodotti,
  • per produzione di beni e prestazione di servizi,
  • contratti bancari
  • contratti d’assicurazione

Chi stipula un contratto: obblighi e diritti dei datori di lavoro e dei dipendenti

Secondo il Codice Civile, che è il testo base che declina la totalità delle caratteristiche del patto di lavoro, gli accordi di questo tipo vengono stipulati tra un datore di lavoro (persona fisica o giuridica o un ente) ed un lavoratore (soltanto persona fisica) ed è mirato a costituire un rapporto di lavoro.

Non esiste, in Italia, una forma convenzionale per i contratti: l'importante è che nel documento siano indicate

  • Le parti. Ovvero le persone o enti che firmano l'accordo. In Italia, l'età minima per poter procedere è 16 anni.
  • La causa. Convenzionalmente, nei contratti la causa è indicata dalla prestazione e dalla retribuzione. La prestazione dev'essere evidenziata con precisione: è obbligo, infatti, che il dipendente svolga esattamente le stesse (e non altre) mansioni indicate nel patto. Lo stesso dicasi per la retribuzione. In molti casi questo valore viene sancito dai Contratti Nazionali, così come tutto quello che afferisce a ferie, permessi e malattie. Quando non è così, occorre un chiarimento fra datore e lavoratore.
  • La forma, che può essere orale o scritta. In alcuni casi è obbligatoria per legge la forma scritta, ovvero per l'arruolamento fra il personale marittimo, il personale d'aria e quello sportivo. Per il contratto a tempo determinato occorre che la data di fine dell'accordo sia messa per iscritto (e questo implica la forma scritta dell'intero accordo); lo stesso dicasi per il patto di prova.
    Esistono poi obblighi che rendono di fatto altamente consigliabile optare per la forma scritta: l'obbligo di consegnare al lavoratore una copia o della comunicazione obbligatoria di assunzione per renderlo a conoscenza di tutti i termini dell'accordo (retribuzione, ferie, malattia e così via); l'obbligo di inviare al Ministero del Lavoro per via telematica il contenuto del contratto.
  • L'oggetto. Si parla qui della prestazione (fisica o intellettuale) e della retribuzione (gli stessi elementi della causa). Come si è accennato, in molti casi l'accordo afferisce alle contrattazioni collettive di settore.

Le forme degli accordi di lavoro nello specifico

immagine esemplificativa di tipi di contratto di lavoro

  • subordinato. Si tratta della tipologia standard regolata dalla disciplina giuridica del lavoro dove un datore assume un lavoratore che presta il proprio lavoro intellettuale o fisico in cambio di una retribuzione. Il datore ha diversi obblighi economici, ma anche, ad esempio, l'onere di fornire un luogo di lavoro sicuro e adatto alla tipologia di attività. Questa si svolge secondo tempi e modalità stabiliti dal datore.

    I contratti subordinati sono: apprendistato, contratto di formazione, contratto di lavoro a tempo determinato, di inserimento, a tempo indeterminato, in cooperativa, a domicilio, ripartito, di somministrazione lavoro, intermittente, part time.
  • parasubordinato. È una tipologia vicina al lavoro subordinato e quello autonomo: il collaboratore presta la sua attività a beneficio del titolare senza essere direttamente un suo dipendente, ma sottostando alle direttive fornite circa la modalità. Si ricordano fra questi contratti anche le collaborazioni coordinate continuative, i lavori a progetto e le collaborazioni occasionali.
  • autonomo. La differenza coi precedenti è che il lavoratore autonomo è legato al datore per quello che riguarda il risultato, non i mezzi: può scegliere dove e come lavorare, perché quello che conta è che raggiunga l'obiettivo. I contratti di questa categoria sono: gli appalti, lavoro accessorio, lavoro autonomo occasionale.

Principi generali delle contrattazioni lavorative

E’ obbligatoria la pari retribuzione tra uomo e donna. La legge fissa i tre parametri per cui può sussistere una diversa retribuzione: per diverso titolo di studio, per anzianità di servizio o se la tipologia di lavoro richiede dipendenti di un determinato sesso.

Le diverse formule di pattocollettivo sono molti attenti a quest'aspetto, soprattutto alla lotta contro le discriminazioni sul posto di lavoro.

La norma che disciplina il patto di inserimento

Nel periodo storico in cui viviamo la stabilità è una parola che ha perso di significato. Purtroppo o per fortuna (dipende un pò dai punti di vista) dobbiamo per forza di cose fare i conti con una situazione in cui il lavoro ce lo dobbiamo sudare, guadagnare, addirittura conquistare con le unghie e con i denti in certi casi. Sempre di più i datori di lavoro hanno avuto la possibilità (spinti da politiche liberiste e flessibili di dubbia e discutibile forza) di mettere sotto contratto i giovani con contratti così detti di inserimento. Le caratteristiche di questo tipo di rapporto lavorativo? Eccole riassunte di seguito:

  • Tipologia di contratto a tempo determinato
  • Accordo di lavoro subordinato
  • Durata tra i 9 e i 18 mesi (fino a 36 mesi per i soggetti portatori di handicap)
  • Non è previsto il rinnovo, ma la proroga si

Con questa norma è stata introdotta la possibilità per le aziende private di avere una tipologia di contratto simile all'accordo di formazione lavoro, riconosciuto solo alle imprese pubbliche. Lo scopo del decreto legislativo è stato quello di incentivare l’occupazione per i target più influenzati dalla disoccupazione, quali i giovani sotto i 30 anni, i soggetti con grave handicap, le donne residenti nelle aree ad alto tasso di disoccupazione femminile.

I vantaggi per le aziende che stipulano i contratti di inserimento

Il datore di lavoro ha diversi vantaggi nel stipulare dei contratti di inserimento come:

  • la possibilità di inquadrare il collaboratore fino a due livelli inferiori rispetto la categoria della qualifica da conseguire;
  • le agevolazioni contributive dei contratti di formazione lavoro;
  • i lavoratori con contratto di inserimento non rientrano nel computo del numero dei dipendenti ai fini dell’applicazione di alcune tutele legali e collettive.

Al contempo, l’azienda ha l’obbligo di modificare almeno il 60% dei contratti di inserimento in contratti a tempo indeterminato per poterne stipulare di nuovi. I CCNL fissano un numero massimo di contratti di inserimento in base all'organico dell'impresa.

I soggetti che possono stipularlo

Com’è stato già detto in precedenza questo particolare genere di patto ha il compito di aumentare l’inserimento di alcune categorie di persone nel mondo del lavoro. Di seguito sono illustrati i soggetti che possono stipulare il contratto d’inserimento.

  • Enti pubblici;
  • cooperative professionali;
  • società di ricerca;

La cd. legge Biagi ha stabilito che all’interno della lista dei soggetti che potevano avere questo particolare genere di contratto potevano essere inseriti anche i gruppi d’impresa. Con il suddetto termine s’intendono aggregazioni di società, che sono autonome e indipendenti tra di loro, ma sono caratterizzate dalla stessa direzione unitaria. Sono tutte controllate da una società che può essere definita capogruppo, che le coordina direttamente o indirettamente e le spinge a raggiungere uno scopo economico unitario. Il contratto d’inserimento può essere applicato a categorie specifiche di persone, che sono elencate nell’elenco che segue.

  • Persone di età compresa tra 18 e 29 anni.
  • Lavoratori con più di 50 anni privi del posto di lavoro.
  • Disoccupati di lunga durata tra i 29 e i 32 anni.

Lavoratori che vogliono riprendere l'attività e che non lavorano da almeno due anni.

E’ di fondamentale importante sottolineare che questo accordo può durare dai nove ai diciotto mesi, nel caso in cui il lavoratore sia una persona con grave handicap psichico, mentale o fisico, la durata può arrivare a trentasei mesi. Per stabilire il periodo massimo non sono da tenere in considerazione eventuali assenze dovute alla maternità e al servizio civile. E’importante inoltre sapere che il contratto non può assolutamente essere rinnovato con lo stesso datore di lavoro e le eventuali proproghe devono comunque rispettare i limiti imposti dalla legge. Il documento contrattuale deve contenere i dati in merito il progetto da realizzare e la firma del lavoratore. Nel caso in cui il contratto non sia redatto in forma scritta non ha validità e subirà la trasformazione in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

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Il rapporto di lavoro subordinato è disciplinato dall’articolo 2094 del Codice Civile: “è prestatore di lavoro subordinato chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell’impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore.”

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