Le trasferte di lavoro comportano un cambiamento provvisorio, rispetto a quanto scritto nel contratto, del luogo in cui il lavoratore svolge le sue mansioni.

Con le trasferte di lavoro dei dipendenti, il datore di lavoro fa fronte ad esigenze lavorative di carattere transitorio, trasferendo provvisoriamente uno o più lavoratori che rientreranno al termine nella sede abituale (stabilita nel contratto di lavoro) di impiego.

Trasferte di lavoro e trasferimento del lavoratore

La Cassazione con l'ordinanza n. 12301 del 21 agosto 2003, ha definito la temporaneità come caratteristica indispensabile per definire le trasferte di lavoro. Le trasferte di lavoro si differenziano anche dal ruolo del trasferista che è invece colui che presta la sua attività in luoghi sempre diversi (Cass. 28 gennaio 1987, n. 818).

Sentenza della Cassazione in merito alla durata

La Cassazione con l'ordinanza del 14 gennaio 2003, n. 438 ha anche sancito l'impossibilità a volte di stabilire in anticipo la durata delle trasferte di lavoro; cioè qualora vi siano delle mansioni che il lavoratore dovrà svolgere prima di rientrare e non sia possibile stabilirne con precisione i tempi.

Al lavoratore è riconosciuta un'indennità e/o il rimborso delle spese da lui sostenute per lo spostamento. Ci sono diverse modalità per rimborsare questa spesa da parte del datore di lavoro: in modo analitico, forfettario oppure misto. Rientrano nel calcolo anche le misure fiscali sul capitolo riguardante l’esenzione.

Documenti di spesa e indennità 

Al rientro dalle trasferte di lavoro, il dipendente dovrà presentare all'azienda la documentazione relativa alle spese. 

La Cassazione Sezione Lavoro n. 12895 del 5 settembre 2002 ha stabilito che l'indennità deve essere riconosciuta al collaboratore anche per i giorni festivi o di sabato e domenica qualora tali giornate rientrino nel periodo della trasferte di lavoro. Proprio in ragione di ciò si devono considerare, ai fini del calcolo definitivo, tutte le giornate del viaggio, senza escluderne alcuna.

L'indennità è differente dal punto di vista economico a seconda che si tratti di:

  • indennità fuori dal comune della sede di lavoro
  • indennità entro il comune della sede lavorativa

Trasferte di lavoro

Per saperne di più circa l'indennità vi suggeriamo il sito dello Studio Consonni o il portale mc2elearning per il calcolo delle identità di trasferte di lavoro.

Fatta questa prima e generica distinzione, soprattutto perché il ricorso alla mobilità del dipendente risulta essere sempre più frequente all’interno delle aziende e per chi sta entrando nel mondo del lavoro adesso può risultare necessario conoscere le differenziazioni giuridiche tra queste tre tipologie.
Delle trasferte di lavoro parleremo ampiamente nel corso dell’articolo scendendo nei particolari, soprattutto perché si tratta della modalità più diffusa, per ora vi basti sapere che si tratta di un mutamento temporaneo e che questa caratteristica è il primo degli elementi qualificanti poiché nonostante non vi siano indicazioni in merito alla durata, il lavoratore sa già che non vi è nulla di definitivo.
Un altro elemento qualificante è sicuramente il permanere del potere direttivo, durante il viaggio, infatti, non vi sarà alcun rapporto tra il lavoratore  e il soggetto presso cui avverrà la prestazione lavorativa, ma si rimarrà sempre alle dipendenze del datore originario.
Il trasfertista, come abbiamo già accennato, è un lavoratore che si obbliga nei confronti del datore di lavoro a prestare la propria attività in sedi sempre differenti, ciò che li caratterizza e differenzia dai lavoratori in trasferta è: 

  • La mancata indicazione, nel contratto o nella lettera di assunzione, della sede di lavoro (proprio perché soggetta a costanti mutamenti), 
  • Lo svolgimento di un’attività lavorativa che in quanto tale necessita della continua mobilità del dipendente 
  • Un’indennità o maggiore retribuzione in misura fissa che vengono attribuite senza effettuare una distinzione basata sul luogo in cui la stessa si è svolta.

In merito al trasferimento, forse la tipologia più complessa che consiste nel mutamento definitivo del luogo in cui avviene la prestazione lavorativa, si hanno delle disposizioni normative in materia e riguardano le tutele nei confronti del lavoratore che viene privato della stabilità acquisita nel tempo non solo dal punto di vista lavorativo, ma anche familiare e sociale.
Dal punto di vista legislativo, chi è soggetto a trasferimento risulta più tutelato rispetto ai primi due casi di dipendenti, questo perché si tratta di un cambiamento radicale vero e proprio ed è per questo che il trasferimento da un’unità produttiva ad un’altra debba essere sempre motivato da ragioni tecniche, produttive e organizzative, in caso contrario il trasferimento è da considerarsi nullo e inderogabile.
Anche in questo caso è presente un’indennità di trasferimento e la sua funzione è quella di attenuare, almeno quanto è possibile, il disagio cui va incontro il lavoratore che si trova ad essere penalizzato anche dal punto di vista economico.

Come gestire la spesa del viaggio lavorativo?

viaggio studio min

Dalle ultime analisi fatte da studi di settore, appare evidente che serva una gestione più al passo con i tempi su questo capitolo di spesa. I viaggi, che siano essi per mezzo di treni od aerei, incidono per una misura del 30%, seguita dal 23% per i km percorsi e per quasi il 20% dal vitto del dipendente mandato a lavorare fuori sede. Ma ciò che va controcorrente rispetto ai tempi moderni, segnati dall’uso invasivo della tecnologia attraverso computer, smartphone e tablet è l’utilizzo della carta per giustificare le spese sostenute nella trasferta di lavoro. A riguardo, stanno nascendo dei servizi professionali che hanno come scopo quello di automatizzare questa voce attraverso una gestione più veloce e che possa portare un sistema più efficiente per evitare incongruenze ed errori, che spesso sono presenti quando si utilizza invece la carta.
Molto di voga grazie al successo di smartphone e tablet, stanno emergendo sul mercato anche talune applicazioni con funzioni utili sia per il datore di lavoro che per il dipendente: per i primi c’è la possibilità di verificare i costi e conversare in chat con il lavoratore mentre per i secondi questa app permette di avere uno schema preciso del programma del viaggio, con appuntamenti ed incontri. Inoltre sono presenti altre informazioni che possono risultare utili all’azienda, come la cancellazione del viaggio o la modifica dello stesso.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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