Ogni lavoratore che ha la fortuna di percepire uno stipendio, deve però considerare che lo stesso prevede anche delle trattenute in busta paga da parte del datore di lavoro, che daranno, come risultato finale, la paga netta che il lavoratore percepirà.

I contributi 

Una parte dei contributi da versare è a carico del lavoratore , mentre l’altra parte spetta al datore di lavoro, anche perché,è quest’ultimo l’unico soggetto obbligato al versamento della contribuzione, sia per la parte che riguarda lui, che per quella a carico del lavoratore.

Una copia della denuncia fatta dal datore di lavoro deve essere consegnata anche al lavoratore, poiché egli grazie a questo documento importante, è in grado di controllare l'esattezza delle retribuzioni denunciate all' INPS dal datore di lavoro.

Tutte le trattenute in busta paga

Ma vediamo nel dettaglio quali sono le trattenute in busta paga che toccano ad ogni lavoratore.

  • trattenute in busta paga fiscali da parte dell’azienda a fini pensionistici
  • Le somme totali dei contributi sociali trattenuti dalle aziende per una futura pensione
  • L’imponibile Irpef , che corrisponde all’imposta delle persone fisiche
  • Il totale delle trattenute Irpef, cioè la somma delle trattenute in busta paga fiscali fatta dall’azienda, che si ottiene dall’Irpef lordo le eventuali detrazioni in busta paga

Calcolando tutte queste trattenute in busta paga, obbligatorie per legge, il lavoratore avrà la paga effettiva per la mensilità in cui ha prestato il proprio servizio lavorativo.

Come calcolare le detrazioni 

Chi non riuscisse a calcolare manualmente le detrazioni da effettuare sullo stipendio, ha a disposizione una serie di strumenti su internet.
Infatti esistono sul Web dei software che permettono di calcolare in modo preciso quali siano le trattenute in busta paga. Eccone qualcuno:

Da questo sito è possibile scaricare una decina di software gratuiti freeware che utilizzano il foglio di calcolo o documento in formato excel oppure xls e sono adatti al calcolo delle trattenute in busta paga di diverse tipologie di lavoratori: da chi lavora in ambito agricolo, agli operatori delle pulizie, ai dipendenti Alitalia.

Ma come funziona lo stipendio?

Trattenute in busta paga

Lo stipendio è il compenso che si riceve mensilmente per le proprie prestazioni professionali (l'etimologia della parola deriva dall'antica Roma). Si definisce stipendio reale il rapporto lavoro e l’indice del prezzo deflatore, che raffina una grandezza economica dagli effetti dell'inflazione.
Questo indicatore si calcola come media pesata di un paniere di beni e servizi: per la compattezza della misura è importante che il sia regolare nel tempo. I prezzi vengono pesati sulla quantità, moltiplicandoli per un coefficiente che è la quantità venduta di ognuno in percentuale al totale.

Lo stipendio dunque è la retribuzione del fattore della produzione lavoro e la sua fattezza dipende dal costo-opportunità per il lavoratore della rinuncia ad altre occupazioni. Chiaramente influiscono sull'entità di questo anche i livelli a cui fanno riferimento i lavoratori.

Livelli stipendio 

I livelli vengono determinati a seconda del grado di anzianità e competenza di ogni dipendente e variano al mutare dei contratti lavorativi.
Per questo le lotte sindacali sono una forma di accordo che influenza la determinazione dei prezzi allontanandoli dall'optimum. Lo stipendio è dunque anche riassumibile come il prezzo della forza lavoro (che vari a seconda dei livelli dei lavoratori all’interno del contratto).

Anche la forza lavoro viene venduta ad un valore equivalente al lavoro socialmente necessario per la sua produzione. Tutto ciò spiega l'origine del profitto del capitalista: secondo la teoria del plusvalore il valore della forza lavoro impiegata nella produzione è inferiore al valore aggiunto alla merce prodotta.

Trattenute in busta paga e pensione

Relativamente ai cedolini della pensione, le trattenute non mancano seppur nascoste; ma con il decreto 31/2020 a partire da giugno, l’INPS e gli altri enti previdenziali che erogano importi sono obbligati a indicare sui cedolini le trattenute dovute per le quote associative sindacali oltre a indicare tutte le variazioni relative alle trattenute. La comunicazione deve avvenire per via telematica tramite e-mail (o per posta convenzionale per i pensionati che non possiedono il PIN di accesso al portale). Il decreto stabilisce, così, una forma di trasparenza, in base alla quale il pensionato potrà ricevere informazioni precise e puntuali rispetto alla propria pensione. La comunicazione può avere sia cadenza mensile attraverso voci specifiche aggiunte al cedolino (chiamato in gergo “verdolino” per il colore della carta su cui è stampato) o con cadenza annuale tramite un rapporto riassuntivo. Inoltre, il decreto stabilisce che i pensionati potranno prendere visione di tutte le trattenute applicate sulle quote sindacali sul documento CU (Certificazione Annuale) ai fini della dichiarazione dei redditi. Le informazioni riportate sul verdolino sono tre:

  • Denominazione dell’ente sindacale di iscrizione;
  • La decorrenza della trattenuta;
  • L’importo della trattenuta.

L’obiettivo del decreto è rendere limpido il flusso delle trattenute che spesso “tagliano” e variano l’importo dell’assegno mensile senza apparente motivo e senza lasciarne traccia o motivazione sul cedolino, confondendosi con le fluttuazioni dovute alla perequazione legata al costo della vita: tra adeguamenti e trattenute, non è mai chiaro a cosa è dovuto l’importo pensionistico. Il decreto cerca di porre, dunque, rimedio a questa confusione.

La situazione durante il Coronavirus

Trattenute in busta paga

Il prolungamento dell’emergenza da Coronavirus ha richiesto la necessità di anticipare il versamento delle pensioni a scaglioni per chi percepisce la pensione alle Poste, mentre il versamento tramite banca rimane regolare:

  • Per le banche: entro il primo giorno del mese lavorativo (bancabile);
  • Per il ritiro presso gli uffici postale dal 27 del mese precedente al 1° del mese successivo di riferimento (per esempio dal 27 luglio al 1° agosto per i cedolini di agosto) e in base alle iniziali del cognome.

Relativamente alle dichiarazioni dei redditi sono previsti i conguagli fiscali in relazione a quanto emerge dal CU (Certificazione Unica) o dal 730.

Nel caso delle CU, la trattenuta IRPEF viene effettuata a debito; solo nel caso di pensioni di importo annuo lordo fino a 18.000 € con debiti IRPEF superiori a 100 €, le trattenute vengono emesse a rate fino al mese di novembre.

Mentre per il 730 i conguagli saranno effettuati entro il 3 luglio (per il 2020).

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