Più volte abbiamo proposto pagine di approfondimento per la tredicesima mensilità. Come calcolarne l'importo? A chi spetta? Quando andrebbe corrisposta? In questa pagina abbiamo cercato di inserire tutte le informazioni principali e i link per approfondimenti specifici. Ecco la guida completa alla Tredicesima.

Nata nel 1937, la tredicesima è una mensilità aggiuntiva che spetta a tutti i lavoratori subordinati (dipendenti) che abbiano un contratto a tempo determinato o indeterminato.

Sono molti gli elementi da considerare per definire l'importo della tredicesima. In primis l'ammontare di questa mensilità dipende da alcune specifichi criteri di calcolo legati ad ogni singolo c.c.n.l. In linea generale, il calcolo della tredicesima è pari all’importo percepito mensilmente per i lavoratori con retribuzione fissa mensile o ad un determinato numero di ore per il personale che riceve un salario in base alle ore effettive di lavoro.

Per calcolare nel dettaglio l'importo della tredicesima, visualizza la pagina: Elementi in base ai quali si matura e si calcola la tredicesima. oppure Calcolo della tredicesima

Elementi in base a cui si matura la tredicesima

Il calcolo della tredicesima dipende da alcune specifichi criteri di calcolo propri di ogni singolo c.c.n.l. In linea generale, il calcolo della tredicesima è pari all’importo percepito mensilmente per i lavoratori con retribuzione fissa mensile o ad un determinato numero di ore per il personale che riceve un salario in base alle ore effettive di lavoro. L’importo di riferimento è quello dell’ultima mensilità percepita, quindi un importo pari alla mensilità di dicembre se il contratto di lavoro è ancora in essere o pari all’importo dell’ultimo stipendio in caso di cessazione del contratto di lavoro.

Il lavoratore subordinato riceve la tredicesima in base al periodo in cui ha prestato servizio. L’importo della tredicesima sarà pari ad una mensilità se il lavoratore avrà lavorato l’intero anno, oppure sarà pari a tanti dodicesimi quanti sono i mesi di lavoro.

Se il contratto di lavoro subordinato è part-time, la tredicesima matura in base alle ore di lavoro effettuate in rapporto al monte ore dei dipendenti full-time. (es. La tredicesima sarà pari al 50% per part time di 20 ore in una settimana, se il contratto di full-time ne prevede 40).
Se durante l’anno, il rapporto di lavoro si è trasformato da full-time a part-time o viceversa, la tredicesima è calcolata sommando gli importi maturati distintamente nei due periodi/tipologie di contrattoUlteriori dati che influenzano l'importo

Sono da considerare nel calcolo tredicesima anche i seguenti elementi:

  • paga base tabellare contrattuale,
  • indennità di contingenza, elemento distinto dalla retribuzione (EDR),
  • aumenti periodici o scatti di anzianità,
  • superminimi,
  • indennità di mansione,
  • premi collegati alla produzione o alle produttività (da calcolare sulla media annua),
  • provvigioni (da conteggiare sulla media annua),
  • indennità sostitutiva di mensa,
  • indennità per maneggio denaro,
  • cottimo (da conteggiare sull'ultimo mese o trimestre o sul guadagno medio delle due quindicine o delle ultime quattro settimane),
  • altre eventuali voci retributive continuative previste dal contratto collettivo nazionale del lavoro.

Al contempo non sono considerate la retribuzione variabile derivante da elementi straordinari, come: lavoro straordinario, notturno e festivo effettuato saltuariamente, indennità per ferie non godute, premi o gratifiche definiti in cifra annua (anche se corrisposti con cadenza mensile o plurimensile), una tantum, rimborsi spese, indennità per lavori disagiati, nocivi e faticosi, indennità di vestiario.

Quali sono i periodi di lavoro in cui matura la tredicesima

Nel calcolo della tredicesima sono da considerare tutti i periodi di lavoro e non in cui essa matura. Tali periodi comprendo anche gli archi di tempo di assenza comunque retribuiti come:

  • maternità, compreso l'eventuale periodo di astensione anticipata (art. 22 D. lgs. n. 151/01)
  • congedo matrimoniale (RDL n. 1334/37)
  • ferie, festività, ex festività, riduzioni contrattuali dell'orario di lavoro e permessi retribuiti
  • malattia nei limiti del periodo contrattuale di conservazione del posto
  • infortunio e malattia professionale nei limiti del periodo di conservazione del posto
  • cassa integrazione guadagni ad orario ridotto
  • riposi giornalieri per allattamento

Non rientrano nel calcolo della tredicesima i lassi temporali di assenza non retribuita in base al c.c.n.l. (es. Periodo di leva).

Prima di cominciare il discorso sulla tredicesima per le mamme, sarà bene operare una distinzione tra i vari casi di assenza dal luogo di lavoro per causa di maternità. E, soprattutto, dovremo distinguere, tra casi e casi di maternità, quelli in cui la tredicesima busta paga viene o no concessa:

Tredicesima per astensione obbligatoria

Il caso classico, quello riguardante la vecchia “astensione obbligatoria”, è detto banalmente “congedo di maternità o paternità”: in questo caso la tredicesima mensilità non subisce influenze a causa del congedo. Le lavoratrici dipendenti, di conseguenza, se in congedo di maternità hanno diritto alla completa tredicesima mensilità.

Un trattamento appena diverso riguarda il contratto collettivo, al quale si vede applicare una parziale trattenuta della tredicesima. Quella che invece si chiamava una volta “astensione facoltativa” è adesso denominata “congedo parentale”: per questo tipo di assenza la tredicesima mensilità non è contemplata tra i diritti del lavoratore. O meglio: vengono trattenuti tanti dodicesimi quanti sono i mesi di assenza.

Il vecchio allattamento, ultimamente chiamato semplicemente “riposi giornalieri” non apporta modifiche alla tredicesima. Il lavoratore che utilizza a suo usufrutto il diritto ai riposi giornalieri ha dunque diritto all’intero importo della tredicesima. Il caso di malattia del figlio, infine, non contempla il diritto alla tredicesima per i periodi di assenza dal lavoro: le trattenute sono quindi proporzionate al periodo di assenza dal luogo di lavoro.

Astensioni facoltative per maternità

Appurato quindi che le assenze per motivi di maternità incidono sul conto finale della tredicesima solo quando i periodi trattati sono quelli di astensione obbligatoria, ci rendiamo conto che la legge tutela le lavoratrici madri, alle quali è riconosciuto il diritto di potersi assentare dal luogo di lavoro per sei mesi all’interno dei primi otto anni di vita del figlio (assenza detta “astensione facoltativa”) e per i periodi concernenti le malattie del bambino, sempre per i primi suoi otto anni. Tali periodi di assenza, infatti, non portano con sé corrispettive detrazioni alla tredicesima mensilità.

Astensioni obbligatorie in rapporto alla tredicesima

L’assenza per astensione obbligatoria (quella che comincia due mesi prima del parto e termina tre medi dopo) contempla che l’azienda datrice di lavoro corrisponda, tramite l’Inps, l’80% dell’apporto della tredicesima mensilità per tale periodo. La maternità dunque resta un valore preservato dalle norme di legge

Cosa succede alla tredicesima nel CCNL


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