Più volte abbiamo proposto pagine di approfondimento per la tredicesima mensilità. Come calcolarne l'importo? A chi spetta? Quando andrebbe corrisposta? In questa pagina abbiamo cercato di inserire tutte le informazioni principali e i link per approfondimenti specifici. Ecco la guida completa alla Tredicesima.

Nata nel 1937, la tredicesima è una mensilità aggiuntiva che spetta a tutti i lavoratori subordinati (dipendenti) che abbiano un contratto a tempo determinato o indeterminato.

Sono molti gli elementi da considerare per definire l'importo della tredicesima. In primis l'ammontare di questa mensilità dipende da alcune specifichi criteri di calcolo legati ad ogni singolo c.c.n.l. In linea generale, il calcolo della tredicesima è pari all’importo percepito mensilmente per i lavoratori con retribuzione fissa mensile o ad un determinato numero di ore per il personale che riceve un salario in base alle ore effettive di lavoro.

Per calcolare nel dettaglio l'importo della tredicesima, visualizza la pagina: Elementi in base ai quali si matura e si calcola la tredicesima. oppure Calcolo della tredicesima 

Tredicesima per astensione obbligatoria

Il caso classico, quello riguardante la vecchia “astensione obbligatoria”, è detto banalmente “congedo di maternità o paternità”: in questo caso la tredicesima mensilità non subisce influenze a causa del congedo. Le lavoratrici dipendenti, di conseguenza, se in congedo di maternità hanno diritto alla completa tredicesima mensilità.

Un trattamento appena diverso riguarda il contratto collettivo, al quale si vede applicare una parziale trattenuta della tredicesima. Quella che invece si chiamava una volta “astensione facoltativa” è adesso denominata “congedo parentale”: per questo tipo di assenza la tredicesima mensilità non è contemplata tra i diritti del lavoratore. O meglio: vengono trattenuti tanti dodicesimi quanti sono i mesi di assenza.

Il vecchio allattamento, ultimamente chiamato semplicemente “riposi giornalieri” non apporta modifiche alla tredicesima. Il lavoratore che utilizza a suo usufrutto il diritto ai riposi giornalieri ha dunque diritto all’intero importo della tredicesima. Il caso di malattia del figlio, infine, non contempla il diritto alla tredicesima per i periodi di assenza dal lavoro: le trattenute sono quindi proporzionate al periodo di assenza dal luogo di lavoro.

Astensioni facoltative per maternità

Appurato quindi che le assenze per motivi di maternità incidono sul conto finale della tredicesima solo quando i periodi trattati sono quelli di astensione obbligatoria, ci rendiamo conto che la legge tutela le lavoratrici madri, alle quali è riconosciuto il diritto di potersi assentare dal luogo di lavoro per sei mesi all’interno dei primi otto anni di vita del figlio (assenza detta “astensione facoltativa”) e per i periodi concernenti le malattie del bambino, sempre per i primi suoi otto anni. Tali periodi di assenza, infatti, non portano con sé corrispettive detrazioni alla tredicesima mensilità.

Astensioni obbligatorie in rapporto alla tredicesima

L’assenza per astensione obbligatoria (quella che comincia due mesi prima del parto e termina tre medi dopo) contempla che l’azienda datrice di lavoro corrisponda, tramite l’Inps, l’80% dell’apporto della tredicesima mensilità per tale periodo. La maternità dunque resta un valore preservato dalle norme di legge.





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