Bisogna sapere che oltre alla tredicesima classica che si percepisce per determinate prestazioni lavorative e che varia proprio in in base al tipo e alla durata del lavoro svolto, esiste anche la tredicesima sulle pensioni.

Quasi tutte le tipologie di pensioni vengono infatti pagate mediante apposite rate mensili anticipate da riscuotere presso gli uffici postale e bancari. Per i casi di pensioni che sono incluse tra i cinque e i sessanta euro, sono previste due rate semestrali anticipate, mentre per gli importi fino a cinque euro c'è una unica rata annuale.

Le caratteristiche della tredicesima pensione

Tutti i pensionati indipendentemente dall'Istituto pensionistico che si occupa di elargire la pensione hanno diritto alla tredicesima sulla stessa. E' nata con l'entrata in vigore della legge numero 218 del 1952.

Viene emessa sempre durante il mese di dicembre e viene erogata insieme alla rata del pagamento della pensione per quel mese; essa è uguale alla rata dell'ultimo mese dell'anno.

Così come per la tredicesima classica, anche quella dei pensionati prevede la suddivisione di determinati ratei mensili divisi in base ai mesi di pensionamento trascorsi all'interno di un anno. Se un lavoratore è dunque andato in pensione non ad inizio anno, percepirà dei ratei di tredicesima pensione esclusivamente relativi ai mesi di pensionamento effettivo.

La tredicesima pensione viene quindi pagata per dodici mesi e non per tredici. Gli invalidi civili invece, non percepiscono la tredicesima pensione perché già titolari di assegni di accompagnamento e indennità pagate già per dodici mensilità.

In caso di decesso del pensionato

La tredicesima pensione, in caso di decesso del pensionato spetterà poi agli eredi: coniugi, figli, nipoti e altri eredi previsti in un eventuale testamento rilasciato dal deceduto. In questi casi, al fine di ottenere le somme che spettano di tredicesima pensione, è necessario fare richiesta presso l'ente previdenziale di competenza (Inps, Inpdap ecc.) attraverso la compilazione di una domanda apposita che dovrà avere la firma di tutti gli eredi previsti.

Nella richiesta andrà anche riportata la modalità di ottenimento della tredicesima pensione del deceduto se attraverso successione legittima o mediante testamento.

La differenza con la quattordicesima

Diverso invece il discorso sulla quattordicesima relativa agli assegni pensionistici: essa infatti può essere percepita solo da lavoratori che superano i 64 anni di età. Inoltre vi è anche una postilla relativa al reddito. In ultimo, l’importo sarà maggiore se gli anni di contributi saranno molti: a tal proposito, l’Inps ha pubblicato una circolare con l’aggiunta relativa alla quattordicesima per l’anno 2014: si parte dai 366 euro con meno 15 anni di contributi fino ad arrivare a 506 euro con oltre 25 anni di versamenti. Tra le due fasce, invece, l’importo sarà uguale a 420 euro. Così come per la tredicesima, anche in questo caso sono escluse delle categorie speciali da questo versamento.

La riforma sulle pensioni: da fare o no?

Toccare o no le pensioni? Il tema è di stretta attualità ma non sembra che il Governo voglia mettere mano a questo capitolo, stando alle ultime dichiarazioni pubbliche del Premier Renzi. L’argomento è molto sensibile perchè comunque va a toccare una platea molto vasta e con all’interno differenze sociali troppo ampie, se pensiamo che c’è chi supera a malapena i 500 euro mensili e chi invece ne guadagna addirittura 91 mila al mese. Toccare le pensioni, come per esempio per il contributo di solidarietà, non è stato ritenuto dal Presidente del Consiglio una buona mossa per il futuro, spiegando che non vale la pena scatenare un caos di dibattiti tra l’opinione pubblica per 100 milioni di euro. La spesa totale per le pensioni è stata quantificata recentemente in 270 miliardi di euro, con 16 miliardi relativi a 188 mila persone che fanno parte del club delle cosiddette pensioni d’oro e d’argento, il cui assegno minimo è di 4800 euro lordi mensili. Sono invece 9 mila le persone che percepiscono mensilmente un emolumento di minimo 10 mila euro. Tra gli interventi proposti dai Governi che si sono succeduti, l’ultimo è stato quello di Enrico Letta con il contributo di solidarietà oltre la cifra dei 90 mila euro all’anno, che era stato precedentemente bocciato dalla Corte Costituzionale.
I pensionati italiani sono anche i più tartassati dalle tasse: si è calcolato che in un assegno pensionistico da 60 mila euro, quasi un terzo, 20 mila euro, vanno via in Irpef e altre addizionali. La situazione invece peggiora dei casi di pensionati con un assegno da 20 mila euro.



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