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L’obbligo di apertura subentra nel momento in cui una specifica attività non viene più svolta occasionalmente, ma abitualmente, ovvero quando la durata della prestazione supera i 30 giorni e quando il compenso sfora i 5.000 euro.

Negli ultimi anni il numero di partite IVA aperte in Italia è aumentato. Questo incremento è riconducibile da un lato allo sviluppo di nuove professioni freelance e dall’altro alla sempre più crescente difficoltà del trovare un impiego come dipendente.

Come si apriva la partita IVA

Per aprire una partita IVA è necessario rivolgersi alla Comunicazione Unica del Registro delle Imprese e compilare tutta la modulistica presente tramite il software ComUnica Impresa. È comunque importante ricordare che il libero professionista o la nascente società prima di presentare la domanda dovrà procurarsi due importanti strumenti: la firma digitale e le credenziali Telemaco.

Per ottenere la firma digitale è necessario rivolgersi alla Camera di commercio presentando codice fiscale, carta d’identità e indirizzo mail, mentre le Credenziali Telemaco vengono fornite dagli ordini professionali e le associazioni di categoria. Se si preferisce velocizzare la procedura è possibile ottenere le Credenziali Telemaco online registrandosi sul sito del registro delle imprese e inserendo con una carta di credito.

Codice Ateco e regime fiscale

Il regime fiscale va indicato durante la compilazione del registro su ComUnica e va selezionato in base ai requisiti di redditività. È possibile rientrare nel regime ordinario oppure nel regime forfettario, che prevede uno sconto dell’imposta sostitutiva del 5% per 5 anni. Per far parte del regime forfettario è necessario non superare i 65.000 euro annui di ricavi e, secondo l’ultima disposizione entrata in vigore il 1° gennaio 2020, non è possibile superare i 20.000 euro per personale dipendente o per lavoro accessorio.

Il codice Ateco, invece, permette alla società di inserirsi in una specifica categoria e segue una tabella di codici approvata nel 2008. Sarà il registro delle imprese ad assegnare al libero professionista o alla società il codice Ateco e comunicarlo agli altri Enti, che lo acquisiranno durante il processo di apertura della partita IVA.

Come scaricare i costi della partita IVA?

Quando si vuole aprire una partita IVA è indispensabile avere una visione molto chiara di tutti i costi da affrontare o che si possono scaricare dal reddito professionale. Innanzitutto bisogna partire dal calcolo del proprio reddito tassabile, dato dalla differenza tra il fatturato dell’anno e i costi deducibili. Tale differenza è il reddito imponibile, ovvero la parte di reddito su cui viene applicata la tassazione, ed è possibile ridurlo tramite un’attenta gestione dei costi detraibili. Per capire se una spesa aziendale è deducibile bisogna seguire tre principi: inerenza, certezza e determinabilità.

Il principio di inerenza stabilisce che tra il costo sostenuto e il reddito imponibile esiste una correlazione, pertanto il costo non verrà ricondotto ai guadagni realizzati.

Secondo questo principio anche spese personali possono essere scaricate, come ad esempio trasferte, soggiorni per formazioni professionali, auto in leasing e spese alimentari. Per quanto riguarda quest’ultima voce è bene ricordarsi che i buoni pasto sono acquistabili anche dalle partita IVA e vengono considerati un costo detraibile, pertanto si può approfittare dei buoni specialmente durante i viaggi lavorativi.

I restanti due principi sono strettamente collegati tra loro, la certezza attesta l’esistenza effettiva della spesa, che deve essere valida dal punto di giuridico, mentre la determinabilità verifica che l’ammontare del costo effettuato si basi su una valutazione estimativa e non su criteri soggettivi. Questo serve per far sì che non vengano sottratte dal reddito delle spese basate su calcoli approssimativi o spese che sono state previste ma non ancora attuate.

Come abbiamo visto, aprire una partita IVA oggi giorno è molto più semplice e rapido di quanto si pensi, ma è comunque necessario porre la giusta attenzione circa tutti i processi da svolgere e avere una visione ben chiara di come verranno calcolate le spese.

Che cos'è e perché ne ha bisogno

Il numero di partita IVA, o numero di imposta sul valore aggiunto (IVA), è un identificativo unico rilasciato alle aziende nell'Unione Europea (UE). Questo numero consente alle aziende di registrarsi ai fini dell'IVA all'interno dell'UE. Viene utilizzato dagli Stati membri dell'UE per identificare i soggetti passivi e le persone giuridiche non tassabili che sono registrate ai fini dell'IVA.

 

Avere un numero di partita IVA valido e aggiornato è essenziale se si rappresenta un'azienda dell'UE che vende beni o servizi. Tutto ciò aiuta a identificare l'attività come imponibile in tutti gli Stati membri in cui opera. In questo modo, quando i clienti fanno acquisti, possono essere certi di avere a che fare con un'azienda legittima che segue tutte le normative fiscali.

Quali sono i vantaggi di avere un numero di partita IVA?

Avere un numero di partita IVA valido e aggiornato offre alle aziende una serie di importanti vantaggi.

  • In primo luogo consente alle aziende di registrarsi facilmente per l'IVA in qualsiasi altro Stato membro dell'UE in cui si vendono beni o servizi. Questo semplifica il processo di restituzione delle imposte all'interno dell'UE.
  • In secondo luogo, aiuta anche a ridurre il rischio di evasione fiscale da parte dei clienti quando acquistano beni da altri Stati membri.
  • Aiuta a proteggere le aziende da potenziali frodi, fornendo loro un ulteriore livello di protezione e garanzia sulla loro attività sul mercato.
  • Inoltre, può aiutare a garantire che i clienti paghino le tasse in modo corretto e puntuale.

Quali informazioni deve fornire per aprire una partita IVA?

Per aprire un numero di partita IVA, occorre fornire alcune informazioni essenziali. Queste includono:

  • Il nome dell'azienda, l'indirizzo e i dati di contatto
  • Le sue attività commerciali e i beni o servizi che fornisce
  • Prove del suo status giuridico di azienda dell'Unione Europea (come ad esempio un atto costitutivo o un contratto di partnership)
  • Dettagli di eventuali numeri di partita IVA esistenti in altri Stati membri dell'UE

Avere a disposizione queste informazioni necessarie prima di richiedere un numero IVA può contribuire ad accelerare il processo di registrazione.

Come presentare la dichiarazione IVA in Italia?

Se si è registrati per l'IVA in Italia, occorre presentare regolarmente la dichiarazione IVA. Si tratta di un processo che prevede la raccolta di informazioni sulle vendite e sugli acquisti, il calcolo dell'importo dell'IVA dovuta e la presentazione della dichiarazione all'Agenzia delle Entrate Per assicurarsi che le dichiarazioni siano presentate in modo puntuale e accurato, è importante comprendere i requisiti IVA di ciascun Paese in cui opera. Inoltre, molti Paesi offrono strumenti o servizi software per aiutare le aziende a gestire i processi IVA in modo più efficiente. Ad esempio, l'Italia offre una serie di strumenti online, come Fattura24 - un servizio all-in-one di fatturazione, contabilità e deposito fiscale - che può essere utilizzato per calcolare e depositare una dichiarazione IVA.

Quanto cosa il commercialista che gestisce la partita IVA in Italia?

Il costo può variare a seconda del suo livello di esperienza, dei servizi richiesti e di eventuali costi aggiuntivi associati alla sua attività. In generale, l'onorario di un commercialista si aggira tra i 50 e i 250 euro al mese (più IVA) per la gestione di un processo di conformità di base, come la presentazione della dichiarazione IVA trimestrale. Possono essere applicati onorari aggiuntivi per requisiti più complessi, come le transazioni transfrontaliere o la pianificazione fiscale internazionale. È importante discutere di questi onorari prima di affidarsi ai servizi di un commercialista, in modo da sapere esattamente cosa verrà addebitato.

Come chiudere una partita IVA

Se si desidera chiudere la partita IVA in Italia, il processo è relativamente semplice. Innanzitutto, occorre fornire una comunicazione scritta di cessazione all'Agenzia delle Entrate almeno tre mesi prima della data in cui desidera chiudere il numero IVA. Questa comunicazione deve includere dettagli come il nome dell'azienda, l'indirizzo registrato e le informazioni sull'attività. Dopo aver fatto questo, sarà necessario presentare una dichiarazione IVA finale per il periodo in cui l'attività cesserà. Infine, se ci sono debiti in sospeso o tasse dovute da periodi precedenti, questi devono essere pagati prima che il numero possa essere chiuso.

Autore: Enrico Mainero LinkedIn

Immagine di Enrico Mainero

Dal 2011 Direttore Responsabile e Amministratore unico di ElaMedia Group SRLS. Mi dedico prevalentemente all'analisi dei siti web e alla loro ottimizzazione SEO, con particolare attenzione allo studio della semantica e al loro posizionamento organico sui motori di ricerca. Sono il principale curatore dei contenuti di questo Blog (assieme alla Redazione di ElaMedia).