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Dopo avervi proposto una guida al licenziamento collettivo, oggi vi proponiamo un nuovo tema. Se hai stipulato con l’azienda per cui lavori, un contratto in tutta legalità, ogni mese il tuo datore di lavoro sarà tenuto a versare al dipendente, che saresti tu, una contribuzione a proprio carico nella misura prevista dalla C.C.N.L di cui fa parte.

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Questa somma, se accorpata al solo caso di iscrizione al fondo contrattuale di appartenenza, costituisce un rendimento puro. I contributi già versati, sono dedotti dall’imponibile fiscale, motivo per cui vengono sottratti alla tassazione IRPEF e applicata direttamente alla propria busta paga. Della detrazione fiscale però, è bene sapere, che è direttamente effettuata dall’ufficio personale, in modo tale che si possano evitare incombenze di dichiarazione fiscale. Forse pochi sono a conoscenza del fatto che ogni dipendente si trova nelle condizioni di incrementare la propria posizione contributiva attraverso un contributo di stampo volontario, totalmente a carico del dipendente. L’associato deve però comunicare al proprio ufficio l’esigenza di versare una contribuzione ulteriore, indicando l’importo o la % rispetto alla retribuzione ordinaria. Tutto questo perché sarebbe funzionale? Perché i fondi pensione hanno finalità di carattere previdenziali, ciò significa che i contributi tutelano il tenore di vita dei soci al momento del loro pensionamento. Questo poi si riflette sulla natura degli investimenti finanziari, che non devono in alcun modo assumere fattezze speculative. Ma all’interno di questo scenario caotico, chi è che ha veramente l’obbligo di pagare i contributi?

Tutti i professionisti non iscritti alla cassa, i quali però devono corrispondere soltanto il contributo integrativo pari al 4% del volume di affari professionale individuale o realizzato in forma associata o quali soci di società di professionisti. Ovviamente il versamento deve essere messo in pratica in unica soluzione entro il 31 agosto di ogni anno, tramite un bollettino M.AV elettronico che il diretto interessato deve generare tramite l’apposita funzione proposta da diversi servizi online. Quando si devono versare però i contributi? I contributi minimi, soggettivo e integrativo (compreso quello di maternità), devono essere versati nell’anno di riferimento, in due rate di parti importo, oppure in sei comode rate bimestrali di pari importo. Da attenzionare è che, nel caso della rateizzazione bimestrale, il pagamento delle rate avviene esclusivamente attraverso il sistema Sepa direct debit. I contributi tutelano te ed il tuo futuro e sono elementi inseriti all’interno del mondo della legalità. Lavorare in nero non ti garantirà dei contributi e conseguentemente non rispetterà te stesso. Lavora solo nel mondo della legalità: questo gioverà a te stesso e alla comunità che ti circonda.

I contributi co.co.pro sono versati in parte dal datore di lavoro e in parte dal lavoratore con contratto a progetto. Come i contributi degli altri lavoratori autonomi o dipendenti, i contributi co.co. pro vengono versati per 2/3 della contribuzione Inps dall’azienda, mentre la restante parta (1/3) è versata direttamente dal dipendente. I contributi co.co.pro, come quelli degli altri lavoratori, sono versati a una cassa mutua di categoria (c.d. gestione separata) e coprono le assicurazioni antinfortunistiche.

Se hai la necessità di andare in profondità rispetto ad alcuni argomenti, permettici di consigliarti il nostro articolo sul lavoro a intermittenza.

Retribuzione dei contratti a progetto

La retribuzione dei contratti a progetto è pari ad un compenso lordo che include tasse, contributi Inps e assicurazione. Per vedersi riconosciuto un premio dell'assicurazione o una indennità di malattia è necessario che il lavoratore co.co.pro richieda dei giorni di sospensione del rapporto di collaborazione; dal momento che ciò può spingere il committente a rescindere dal contratto, si impedisce al lavoratore di beneficiare dei servizi e contributi regolarmente versati.

I lavoratori co.co.co. assicurati possono riscattare cinque anni di collaborazioni coordinate e continuative, precedenti l'inizio dell'assicurazione. Il riscatto è riconosciuto secondo l'aliquota contributiva vigente al momento della domanda ed è completamente a carico del lavoratore.

Il lavoratore con contratto a progetto deve presentare la domanda di iscrizione all'Inps attraverso i modelli reperibili presso le Sedi INPS o tramite Internet al sito www.Inps.it. Nella domanda per l’iscrizione all’Inps per i contributi, i lavoratori con co.co.pro devono indicare i dati anagrafici e informazioni relativi al tipo e alla durata del co.co.pro. Se invece si tratta di co.co.co. allora è necessario presentare anche dei dati relativi al datore di lavoro.

Se questo articolo è di tuo gradimento, considera di dare una possibilità anche al nostro articolo sulla buonuscita dopo il licenziamento.

Presentare la domanda per l'INPS

Cerchiamo ulteriori informazioni relative al regime contributivo dei co.co.pro. sul sito INPS che riporta quanto segue. Sono previste due aliquote contributive per i lavoratori parasubordinati iscritti alla gestione separata:

  • la prima, destinata a tutti coloro che non risultano assicurati a forme pensionistiche obbligatorie, oltre alla gestione separata, è pari al 24,72% (24% per invalidità, vecchiaia e superstiti, più l’aliquota aggiuntiva dello 0,72% per l’indennità di malattia, maternità e per gli assegni per il nucleo familiare);
  • la seconda, del 17%, per tutti i rimanenti soggetti iscritti alla gestione separata, siano essi lavoratori già pensionati oppure già assicurati presso altre forme di previdenza obbligatorie.

(tratto dal sito Inps.it)

Se sei interessato a saperne di più, ti consiglio di leggere attentamente questo dettagliato approfondimento sulle pensioni quota 96 per la scuola.
I contributi co.co.pro. alla Gestione separata devono essere versati, tramite modello F24, all'Inps (consulta i seguenti approfondimenti per ulteriori informazioni sulla gestione delle finanze) . Il modello 24 è unico sia per i professionisti che per i collaboratori con contratto a progetto o co.co.co. I contributi dei collaboratori co.co.pro. sono effettuati dal datore di lavoro ogni mese, entro il giorno 16 del mese successivo a quello di pagamento della retribuzione lorda.

I contributo co.co.pro. sono riconosciuti entro il limite di un massimale annuo fissato in base agli indici Istat del momento.

Per conoscere tutte le tutele del contratti a progetto previste dalla legge, segnaliamo la pagina Caratteristiche contratto a progetto. Anche dal punto di vista della retribuzione il contratto a progetto prevede delle caratteristiche proprie perchè è legata principalmente al raggiungimento di alcuni obiettivi. 

Se vuoi avere visione dettagliata delle varie forme di contratto di lavoro utilizzate in Italia, ti suggerisco di dedicare del tempo alla lettura di questo approfondimento sui livelli contrattuali specifici per i chimici.

FAQ

Cos’è il contratto di collaborazione coordinata e continuativa (Co.Co.Co.)?

Il contratto di collaborazione coordinata e continuativa (Co.Co.Co.) è una forma contrattuale in cui un lavoratore si impegna a svolgere una prestazione lavorativa per un committente, mantenendo autonomia organizzativa e senza vincoli di subordinazione, ma con obblighi di continuità e coordinamento con l’attività del committente.

Chi paga i contributi nel contratto Co.Co.Co.?

Nel contratto di collaborazione coordinata e continuativa (Co.Co.Co.), la gestione dei contributi previdenziali può variare a seconda della specifica configurazione del contratto e delle normative vigenti. In generale, la situazione è la seguente:

  1. Contributi a Carico del Datore di Lavoro: Il datore di lavoro è generalmente responsabile del versamento di una parte dei contributi previdenziali all'INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) o ad altri enti previdenziali, a seconda del settore e della professione. Questo include spesso una quota destinata alla copertura previdenziale e assicurativa del collaboratore.

  2. Contributi a Carico del Collaboratore: Il collaboratore, in qualità di lavoratore autonomo, è tenuto a versare la propria quota di contributi previdenziali. Questo importo può essere trattenuto dal compenso ricevuto dal datore di lavoro e versato direttamente all'INPS o ad altri enti previdenziali competenti.

  3. Ritenuta d'Acconto e Imposte: Oltre ai contributi previdenziali, sul compenso del collaboratore viene applicata una ritenuta d'acconto a titolo di imposta sul reddito. Questa ritenuta è di solito gestita dal datore di lavoro.

  4. Gestione Fiscale: È importante notare che la gestione fiscale dei contratti Co.Co.Co. può essere complessa, e i collaboratori sono spesso consigliati di consultare un commercialista o un consulente fiscale per una corretta gestione delle tasse e dei contributi.

  5. Variazioni in Base alla Normativa: La normativa riguardante i contratti Co.Co.Co. può subire variazioni, quindi è sempre consigliabile verificare le disposizioni più recenti e applicabili al proprio caso specifico.

In sintesi, sia il datore di lavoro che il collaboratore hanno delle responsabilità nel versamento dei contributi previdenziali nel contesto di un contratto Co.Co.Co., con l'obiettivo di garantire la copertura previdenziale e assicurativa del collaboratore.

Qual è l'aliquota contributiva nel contratto Co.Co.Co.?

Le aliquote contributive nel contratto Co.Co.Co. possono variare a seconda dell'ente previdenziale di riferimento e del settore di attività. In generale, l’aliquota è suddivisa in una quota a carico del collaboratore e una a carico del committente. È consigliabile verificare le tabelle aggiornate degli enti previdenziali per informazioni dettagliate.

I contributi versati nel Co.Co.Co. danno diritto a pensione e tutela sanitaria?

Sì, i contributi versati nell'ambito di un contratto Co.Co.Co. (Collaborazione Coordinata e Continuativa) forniscono al lavoratore una serie di tutele previdenziali e assistenziali, tra cui il diritto alla pensione e alla tutela sanitaria:

  1. Pensione: I contributi versati all'INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) nel contesto di un contratto Co.Co.Co. concorrono all'acquisizione dei requisiti necessari per ottenere la pensione, sia quella di vecchiaia che quella di invalidità, a seconda del totale dei contributi versati e degli anni di lavoro.

  2. Tutela Sanitaria: I collaboratori Co.Co.Co., come i lavoratori dipendenti, sono inclusi nel sistema sanitario nazionale. Ciò significa che hanno diritto all'assistenza sanitaria fornita dal Servizio Sanitario Nazionale. I contributi INPS versati comprendono anche la componente relativa all'assicurazione per l'invalidità, la malattia e la maternità (gestione separata INPS).

  3. Altre Tutele: A seconda della specifica configurazione del contratto e delle leggi vigenti, possono essere previste ulteriori tutele, come l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali gestita dall'INAIL (Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro).

È importante notare che l'entità delle tutele e dei diritti pensionistici può dipendere da vari fattori, tra cui l'importo dei contributi versati, la durata della collaborazione e la legislazione specifica in vigore al momento del versamento dei contributi e della richiesta di pensione.

Per avere una panoramica completa e aggiornata delle tutele e dei diritti derivanti da un contratto Co.Co.Co., è consigliabile consultare un esperto in materia previdenziale o visitare direttamente il sito dell'INPS.

Come posso verificare i contributi versati con contratto Co.Co.Co.?

Per verificare i contributi versati nell'ambito di un contratto Co.Co.Co. (Collaborazione Coordinata e Continuativa), è possibile seguire alcuni passaggi per accedere alle proprie informazioni previdenziali. Ecco come procedere:

  1. Accesso al Portale INPS: Visita il sito web dell'INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) all'indirizzo www.inps.it. Qui troverai varie opzioni per accedere ai servizi online.

  2. PIN INPS o SPID: Per accedere alla tua area personale sul sito INPS, avrai bisogno di un PIN INPS o di un'identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale). Se non disponi di uno di questi, dovrai richiederlo seguendo le istruzioni fornite sul sito dell'INPS o attraverso un provider SPID.

  3. Sezione Servizi per il Cittadino: Una volta effettuato l'accesso, naviga fino alla sezione "Servizi per il Cittadino". Qui troverai diversi servizi online relativi alla tua posizione previdenziale.

  4. Estratto Conto Contributivo: Cerca l'opzione per visualizzare l'estratto conto contributivo. Questo documento fornisce un dettaglio dei contributi versati e accreditati nel tuo conto previdenziale.

  5. Verifica dei Contributi: Nell'estratto conto, potrai verificare i contributi versati sotto i contratti Co.Co.Co. Assicurati che tutti i contributi che ti aspetti di vedere siano stati correttamente registrati e accreditati.

  6. Contatta l'INPS per Dubbi o Discrepanze: Se riscontri discrepanze o hai dubbi sui contributi versati, puoi contattare l'INPS per chiarimenti. Puoi farlo tramite il loro call center, tramite email o prenotando un appuntamento presso un ufficio INPS.

  7. Conservazione dei Documenti: È una buona pratica conservare tutti i documenti relativi ai tuoi contratti Co.Co.Co. e ai versamenti dei contributi, come buste paga, ricevute, contratti, ecc., per eventuali verifiche future.

Ricorda che mantenere un controllo regolare sui tuoi contributi previdenziali è importante per garantire i tuoi diritti futuri in termini di pensione e altre prestazioni sociali.

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Autore: Laura Perconti

Immagine di Laura Perconti

Laureata in lingue nella società dell’informazione presso l'Università di Roma Tor Vergata, Laura Perconti segue successivamente un Corso in Gestione di Impresa presso l'Università Mercatorum e un Master di I livello in economia e gestione della comunicazione e dei nuovi media presso l'Università di Roma Tor Vergata.

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