L’agenzia di comunicazione è anche definita centro media ed è un intermediario tra impresa e media ed ha il compito di ideare, ottimizzare e monitorare il media planning dell’impresa o dell’istituzione.

Il lavoro dell’agenzia di questo tipo è complesso e segue il processo di comunicazione di un’azienda o di un’istituzione durante tutte le sue fasi.

La strategia delle agenzie di comunicazione

Il cliente infatti è seguito a partire dalla fase di strategia nella quale si definisce e si identifica, attraverso l’analisi di mercato, il target di riferimento; allo scopo di stabilire i mezzi di comunicazione più efficaci per il target. Al contempo essa si occupa di analizzare diversi mezzi di comunicazione e valutare l’audience e i presunti obiettivi dei singoli veicoli.

Una campagna di comunicazione, infatti, è efficace solo e soltanto se raggiunge il target del prodotto di cui sta parlando. Non è corretto inviare il messaggio a tutti i destinatari possibili perché, se è sostenibile la possibilità che questo raggiunga anche milioni di persone (si pensi ad una pubblicità in televisione: viene vista da una moltitudine di utenti), non è assolutamente garantito il passaggio da “ricevente del messaggio” ad “acquirente del prodotto”. Una corretta strategia punta, al contrario, ad un tasso di conversione più vicino al 100% possibile.

È per questo che il lavoro del Centro Media è diviso in due fasi - una di analisi e una creativa – ed entrambe sono perfettamente complementari per questa ragione: la fase di studio stabilisce qual è il target e i media di riferimento, quella creativa, invece, come sfruttare le loro connessioni nel migliore dei modi.

Una campagna pubblicitaria parte, infatti, da un brief che è un documento che sintetizza le richieste del cliente dell'agenzia e trae nel prime conclusioni dopo una prima ricerca di mercato. Questo documento viene valutato dall'art director – la figura che si occupa della parte grafica del messaggio – e al copywriter – colui che si occupa della formulazione in parole dello stesso – che collaborano al fine di creare una pubblicità che rispecchi tutte queste premesse.
Il progetto viene valutato dal cliente, modificato e poi dato in mano ai media planner. Tramite loro, il Centro Media si occupa poi di contattare le concessionarie pubblicitarie per definire la campagna contrattando gli spazi, il posizionamento, la rotazione, il numero di uscite e i costi. Solo successivamente, dopo un’ulteriore approvazione da parte del cliente, si passa alla prenotazione dei mezzi.

La specializzazione del centro media è il contatto, per l'appunto, con i mezzi di comunicazione. Scegliere il giusto mezzo è difficile e richiede una perfetta conoscenza sia del brief sia del mercato di riferimento. Oggi più dell'80% degli investimenti pubblicitari vengono dedicati alla televisione. Tuttavia, accanto a questo colosso, si stanno iniziando a muovere grossi introiti verso il mondo web. Ma non a tutte le aziende conviene puntare sul web, come a non tutte conviene puntare sulla televisione: ogni prodotto, ogni azienda, ogni fase ha le sue differenti esigenze.

Il ruolo dell'agenzia dopo il lancio della campagna

L’agenzia continua il suo compito anche quando la campagna pubblicitaria è on air, attraverso la fase di monitoraggio. Quest’ultima consiste principalmente nel verificare che i modi, i tempi ed i risultati della campagna corrispondano a quanto pianificato a monte con la concessionaria pubblicitaria. Inoltre l’agenzia di comunicazione si occupa della gestione del processo amministrativo con gli editori/concessionarie (fatturazione, sconti, pagamenti, ecc...).

L’agenzia di comunicazione fissa gli obiettivi di una campagna pubblicitaria legati ad un singolo prodotto/servizio che sono:

  • stimolare l’acquisto in modo da aumentare le vendite di un singolo prodotto o di una classe di prodotti simili;
  • la sincronizzazione della domanda o dell’offerta;
  • far conoscere un nuovo prodotto/servizio, un punto vendita o un prezzo;

Obiettivi del marketing

Gli obiettivi pubblicitari di una campagna bsata sul brand promossa dall’agenzia di comunicazione sono legati alla brand awareness dell’impresa (o dell’istituzione) e possono aver lo scopo di:

  • far conoscere l’organizzazione o il suo marchio;
  • accreditare l’organizzazione o un marchio;
  • annunciare una novità aziendale;
  • esprimere posizioni aziendali o correggere opinioni pubbliche.

Come lavorare in un centro media

Iniziamo subito col dire che la concorrenza in questo mondo è feroce: esistono moltissimi ragazzi laureati e con esperienza che tentano ogni giorno di accedere a questo mondo.
Il tipo di laurea conta poco, visto che quello che serve è saper fare il proprio lavoro.
Se si volesse individuare il candidato ideale, si dovrebbe partire da un laureato o in Scienze della Comunicazione (ma in un corso concretamente interessante, rivolto ai new media) oppure in un corso di carattere più tecnico.

La particolarità di questo mondo è infatti l'amplissimo ventaglio di skill che vengono richieste e che possono variare moltissimo da figura professionale a figura professionale. Per l'account, ovvero colui che gestisce il rapporto coi clienti, servono capacità relazionali e amministrative; per il grafico servono skill creative e l'utilizzo di programmi specifici; per il copywriter serve una buona cultura ed esperienza nella redazione di contenuto e così via.

Quanto collega i vari percorsi è l'esperienza. Per lavorare nell'ambito della Comunicazione è necessario maturare sin da subito quanta più esperienza possibile. È consigliabile, quindi, muoversi anche durante gli anni universitari, partecipando o promuovendo progetti editoriali su più fronti (quotidiani, riviste, siti web).Occorre poi specializzarsi in un campo, che sia la grafica o la scrittura; i social network o i media tradizionali.
È giusto dire che all'inizio la retribuzione sarà molto bassa, poco proporzionale al carico di lavoro: la gavetta nel settore è lunga e difficile.

Non tutte le città sono poi inclini a questo tipo di attività. È possibile trovare lavoro soprattutto nelle metropoli, ma ci sono intere aree – come il Sud, ad esempio – dove la comunicazione ha ancora un ruolo residuale, se si escludono i grandi gruppi o le istituzioni pubbliche. Un ultimo consiglio: scrivete un buon curriculum e continuate ad aggiornarvi.





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