Da qualche anno è entrato in vigore un decreto Interministeriale relativo alle procedure per presentare le dimissioni volontarie. Per combattere la pratica della "lettera di dimissioni in bianco", firmate al momento dell’assunzione senza apporvi alcuna data, il Governo ha decretato in merito. In base alla legge 188/07, le dimissioni possono essere presentate online. Il lavoratore dovrà compilare un modulo disponibile sul sito del Ministero del Lavoro; saranno considerate nulle tutte le lettere presentate in altre forme.

La legge 92/2012, la cosiddetta Riforma Fornero, ha modificato l’iter per la presentazione della lettere. Come detto il percorso è ora molto più complesso e richiede l’attenzione sia del datore di lavoro che del dipendente. Tutto questo per superare la poco auspicabile pratica della lettera di dimissioni in bianco che l’azienda, anche ad inizio rapporto di lavoro, soleva fare firmare al neo assunto.

persona intenta a scrivere una lettera di dimissioni

La struttura della lettera di dimissioni

Il modulo, disponibile online, è composto da:

  1. una prima sezione anagrafica che il lavoratore dovrà compilare al fine di identificarsi
  2. una parte in cui inserire gli estremi dell’azienda in cui si lavora: codice fiscale, denominazione societaria, settore, comune dell’azienda
  3. una sezione dedicata ai dati relativi al rapporto di lavoro: tipologia contrattuale, ore settimanali medie, tipo di contratto applicato e livello di inquadramento
  4. una quarta sezione che specifica i dati del datore di lavoro da cui il dipendente viene distaccato
  5. la quinta sezione è destinata alle causali
  6. la sesta ed ultima parte è dedicata alla decorrenza delle dimissioni

L’iter da seguire

L’iter segue precise tappe, ad ognuna delle quali corrispondono altrettanto fisse scadenze:

  • Il dipendente comunica la volontà di cessare il contratto oppure sia questi che il datore di lavoro definiscono la risoluzione consensuale del rapporto lavorativo (discutendo dunque anche del proprio TFR) .
  • Il datore di lavoro ha 30 giorni per invitare il dipendente a richiedere la convalida presso la Direzione Territoriale del Lavoro (DTL) locale o presso un Centro per l’Impiego (CPI). L’ex lavoratore deve presentarsi presso questi enti per firmare una certificazione. Il datore di lavoro, in alternativa, può inserire in calce alla comunicazione di dimissioni che presenta al Centro per l’Impiego entro 5 giorni dalla cessazione del rapporto, una dichiarazione di conferma. Questa modalità, prevista al comma 18 del testo di legge, implica solo una firma del dimissionario alla dichiarazione.
  • Dalla ricezione dell’invito del datore, il dipendente ha 7 giorni di tempo per decidere un’opzione fra le quali
    • sottoscrivere la conferma e presentarsi presso un DTL o CPI.
    • rifiutare l’invito. Saranno attive comunque allo scadere della settimana.
    • revocare le dimissioni, ma senza poter percepire lo stipendio relativo ai giorni di assenza dal lavoro.

Per le dimissioni online

  • collegarsi alla sezione apposita del sito del Ministero del Lavoro
  • registrarsi al sito e compilare il modulo online che verrà trasmesso al Ministero del Lavoro per via telematica. Il sistema fornisce un codice alfanumerico di identificazione del modello che attesta il giorno in cui il modulo è stato compilato e dal quale decorrono i 15 giorni entro i quali il lavoratore può consegnare la domanda
  • stampare e consegnare il modulo al datore di lavoro, entro 15 giorni, pena l’annullamento dell’atto di risoluzione del rapporto
  • il datore di lavoro dovrà comunicare la fine dal rapporto di lavoro entro 5 giorni dalla consegna.

Gli intermediari per compilare il documento

Il lavoratore può adempiere autonomamente alla prassi per le dimissioni online oppure può rivolgersi a uno dei soggetti intermediari per ottenere gratuitamente il modulo. Tali soggetti sono:

  • Direzioni Provinciali del Lavoro
  • Direzione Regionale del Lavoro
  • Ispettorati del lavoro delle Province Autonome
  • Servizi Uffici Provinciali del Lavoro
  • Centri per l'Impiego
  • Comuni
  • Organizzazioni Sindacali dei lavoratori (se abilitati attraverso la Convenzione con il Ministero del Lavoro)
  • Istituti di Patronato (se abilitati attraverso la Convenzione con il Ministero del Lavoro)

Il lavoratore può rivolgersi ad uno dei suddetti soggetti intermediari indipendentemente dal luogo in cui risiede o lavora.

Convalida della lettera

Per convalidare le dimissioni per giusta causa è opportuno recarsi presso gli uffici del Ministero del Lavoro in Via Maria Brighenti n. 23. Per quanto riguarda l’orario: dal lunedì al venerdì dalle ore 09:15 alle ore 12:30.

Recatevi lì con la vostra lettera (già presentata o inviata al datore di lavoro) che dovrà come detto presentare la giusta causa per la quale intendete interrompere il vostro rapporto di collaborazione.

Giusta causa

  • mancata retribuzione
  • busta paga non consegnata

Se vuoi ancora approfondire non perderti il testo: Le dimissioni e la risoluzione consensuale del contratto di lavoro

I contenuti della lettera. Come scrivere questo documento?

La lettera di dimissioni dev’essere consegnata o al proprio responsabile oppure, se presente, all’ufficio risorse umane.
Solitamente le aziende posseggono modelli di lettere, ma non esistendo formule standardizzate è possibile redigerla autonomamente (meglio se al computer). Ricordiamo che il documento ha la struttura di una lettera formale.

Deve quindi indicare in alto a destra la data e il luogo, si deve aprire con un’intestazione adatta (egregio, gentile e simili), deve esser scritta con il giusto registro.

È importante comunicare le cause della fine del rapporto di lavoro ed eventuali informazioni utili ai fini della risoluzione dello stesso (eventuali ore di formazione da inserire nel proprio profilo economico, eventuali note di credito e così vita).
Le lettere possono essere neutrali attestazioni di divergenze di interessi oppure contenere note polemiche, sebbene quest’eventualità sia da evitare visto l’iter burocratico e ufficiale della procedura.





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