Il congedo per la maternità è obbligatorio per una serie di categorie di lavoratori dipendenti: occupate, lavoratrici a domicilio, colf, lavoratrici sospese, badanti, agricole, ecc. Tutte queste categorie di persone in possesso di determinati requisiti, possono compilare il modulo per la domanda di congedo per maternità e dunque avere la possibilità di accedere una serie di diritti, comprendenti l'indennità che possa sostituire il pagamento della normale retribuzione. Per correttezza puntualizziamo che esiste anche il congedo di paternità.

Requisiti per il congedo di maternità obbligatorio

Prima di compilare la richiesta per il congedo per maternità, bisogna verificare di essere in possesso di determinati requisiti. Ovviamente, secondo quanto previsto dall'art. 17 L. n. 1204 del 1971, è necessario che la futura mamma abbia stipulato un rapporto di lavoro che prevede la retribuzione attraverso un salario.

la domanda per il congedo di maternità obbligatoria

Casi particolari di congedo

Esistono poi una serie di casi particolari relativi soprattutto al periodo di partenza del pagamento degli indennizzi e a quello di termine, che di norma vanno dai 2 mesi precedenti alla data prevista del parto, fino a 7 mesi successivi alla data stessa.

Come compilare la domanda di congedo per le mamme?

Prima di compilare il modulo per la maternità obbligatoria, è bene conoscere cosa bisogna presentare agli uffici dell'INPS. Naturalmente, il modulo va compilato inserendo i dati anagrafici di chi effettua la domanda, e a seguire la seguente documentazione

Burocrazia a parte, diventare mamme sarà una delle più belle esperienze che vivrete. Nei lunghi 9 mesi di attesa vi consigliamo un libro pratico e divertente allo stesso tempo che vi farà svagare la mente:

Fac simile Modello

LA SOTTOSCRITTA CHIEDE

di fruire del congedo di maternità (astensione obbligatoria dal lavoro) per il previsto periodo e della relativa indennità


LA SOTTOSCRITTA DICHIARA

di essere titolare di un valido rapporto di lavoro

dal ________ Ditta _____________________________ via ____________________________________ n. _______
Città ________________________________________ matricola aziendale _________________________________
dal ________ Ditta _____________________________ via ____________________________________ n. _______
Città ________________________________________ matricola aziendale _________________________________

di essere licenziata (o dimissionaria) dal ___________

di essere utilizzata (compilare anche rigo precedente) in A.S.U.(Attività socialmente utile)/A.P.U. (Attività di pubblica
utilità) dal ___________ al ___________ (se licenziata anteriormente, compilare anche la voce precedente)

di essere sospesa dal ___________

Settore di attività:

  • Industria, Artigianato,o Terziario o Servizi (già Commercio), Credito, Assicurazioni, Servizi tributari appaltati
  • Servizi domestici e familiari
  • Cooperative (socia lavoratrice)
  • Lavoro a domicilio
  • Spettacolo a tempo indeterminato
  • Spettacolo a tempo determinato o a prestazione o a giornata, ecc.
  • Agricoltura, con contratto a tempo indeterminato
  • Agricoltura, con contratto a tempo determinato con iscrizione negli elenchi dei lavoratori agricoli del Comune di
  • __________________________ nell’anno __________ per gg. ________
  • Altro (indicare) ______________________________

con qualifica di:

  • Operaia
  • Impiegata
  • Apprendista

di essere/non essere parente (figlia, sorella, nipote) o affine (nuora o cognata) o moglie del datore di lavoro indicare il rapporto di parentela o affinità ____________________

che, pur abitando stabilmente all’indirizzo indicato al quadro A, la “residenza anagrafica” risulta nel Comune di _____________________ CAP ________ Prov. ________ Via __________________________________

Le novità introdotte dal decreto 80 per la nostra busta paga

Il Decreto Legislativo n. 80 del 15 Giugno 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 144 del 24 Giugno 2015, S.O. n. 34, prevede norme che riguardano prettamente i tempi di vita e lavoro per le tutele genitoriali; è stato modificato l’articolo 32 del Testo Unico che riguarda appunto maternità e paternità e il congedo parentale.

Tale decreto prevede che le novità, siano esclusive per l’anno in corso (2015), preannunciando che sarà possibile un entrata in vigore delle vecchie norme già a partire dal 2016, salvo un possibile intervento finanziario necessario a coprire i costi riguardo la Cassa Integrazione (art. 42). Sostanziali novità ci sono anche per il cosidetto congedo di paternità, compreso il divieto del lavoro notturno per i genitori sia adottivi che affidatari.

Con il decreto 80 si estende la tutela riservata ai genitori per quel che riguarda maternità e paternità con lo scopo e l’obiettivo di tutelare i genitori e favorire la giusta conciliazione dei tempi di vita e del lavoro, applicando le normi esistenti anche ai lavoratori autonomi e a quelli parasubordinati, cercando quindi di rendere le tutele universali e più in linea con le ultime pronunce derivanti dalla Corte Costituzionale.

Di seguito dunque, le novità introdotte grazie al decreto 80:

  • Tra i primi, il congedo parentale può essere richiesto fino ai 12 anni di età del bambino, a differenza della precedente norma che prevedeva il congedo fino all’ottavo anno di vita.
  • Il lavoratore può scegliere la fruizione se giornaliera od oraria del congedo parentale, anche se manca una disciplina collettiva di un qualsiasi livello.
  • I tempi relativi alla comunicazione per quanto riguarda la richiesta della fruizione del congedo parentale sono ridotti, il preavviso al datore di lavoro deve essere dato almeno cinque giorni prima e non più quindici come lo prevedevano le vecchie norme. Il tempo di preavviso può essere ridotto a due giorni se viene chiesta la fruizione oraria.
  • Il congedo parentale e il diritto a ricevere un indennità del 30% sulla retribuzione ha un limite elevato ai 6 anni del bambino, quindi non più a 3; inoltre, dai 6 anni ai 12 anni, tale congedo non ha nessun tipo di retribuzione; per le categorie di lavoratori con un reddito particolarmente basso è prevista una retribuzione del 30% fino agli 8 anni di età del bambino.
  • il congedo di maternità può essere tranquillamente sospeso nel momento in cui il bambino viene ricoverato purché venga presentato un certificato medico idoneo alla ripresa delle attività.
  • se a causa di un parto prematuro l’astensione obbligatoria e non goduta potrò essere usufruita dalla madre anche dopo il parto, anche oltre i 5 mesi previsti dalla legge.
  • l’indennità di maternità viene data anche alle lavoratrici che risultano licenziate per colpa grave integrante giusta causa di risoluzione del rapporto di lavoro.

E’ bene specificare che le dimissioni volontarie del genitore, durante il primo anno del bambino, non prevedono nessun tipo di preavviso nei confronti del datore di lavoro.

Novità relative all’affidamento: opinioni al riguardo

Tutte le novità predisposte dal decreto 80 ovviamente sono rivolte anche ai genitori adottivi; per questa tematica, quindi le adozioni internazionali, sono state introdotte anche altre novità come ad esempio la possibilità da parte del padre di richiedere un congedo non retribuito nonostante la madre non abbia un lavoro, per permettere di partecipare alle fasi di procedura di adozioni, anche per quelle che si devono svolgere in paesi esteri.

Un altra novità riguarda l’orario di lavoro notturno, che non sarà più obbligatorio per padri e madri adottivi o affidatari nell’arco di tempo che và dai primi tre anni in cui il bambino fà ingresso nella nuova famiglia.

E per i lavoratori parasubordinati o autonomi? Come è stato trattato l’argomento di affido e di adozione? Vediamo di seguito come è stata affrontata la tematica:

  • la maternità sarà usufruibile anche dalle mamme libere professionisti dai cinque mesi, nel caso di adozione, ai tre mesi in caso di un affidamento.
  • Coloro che risultano essere iscritte alla Gestione Separata INPS, possono chiedere tranquillamente l’indennità di maternità dalla durata di cinque mesi a partire dal giorno in cui il bambino farà ingresso nella famiglia; questo può essere richiesto anche dal padre ma solo in caso di abbandono da parte della madre, in caso di morte o di grave infermità (congedo di paternità).

Insomma, il decreto 80 ha portato con se sostanziali novità relative alla maternità e alla paternità, con la speranza che siano attive anche nell’anno successivo (2016)



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