Il lavoratore sia in un settore privato, sia in un settore pubblico si può assentare dal lavoro avendo diritto a dei permessi di lavoro, retribuiti regolarmente, in specifiche situazioni.

I permessi retribuiti possono essere concessi per le situazioni legate a gravi infermità del coniuge, anche legalmente separato, o nei casi di lutto; il permesso retribuito consta di tre giorni nell'arco di un anno.

I giorni devono essere utilizzati nell'arco di 7 giorni successivi all'avvenimento del lutto o all'accertamento dell'infermità grave, il conteggio esclude i giorni festivi e non lavorativi.

Oltre questo termine il permesso retribuito non viene consentito.

Per il pubblico impiego è prevista una maggior tutela in quanto si possono richiedere i 3 giorni di permesso per ogni evento luttuoso.

In questo caso vengono conteggiati come giorni consecutivi di calendario comprensivi, quindi, di festivi e non lavorativi.

Come si richiede un permesso retribuito

Per ottenere il permesso retribuito è necessario comunicare per tempo le motivazioni che spingono a tale richiesta, documentandole in modo appropriato e corredandole di eventuale certificazione o autocertificazione concessa dalle autorità comunali di competenza. Bisognerà inoltre comunicare la cosa al Responsabile della Struttura e stabilire con esso le dinamiche del permesso.

L'accordo andrà stilato in forma scritta e dovrà contenere le ore di permesso retribuito stabilite e i giorni di verifica nei casi di infermità; il controllo avviene mediante consegna al datore di lavoro del carteggio medico.

Gli obblighi del datore di lavoro

Entro cinque giorni dal primo di congedo retribuito, il datore di lavoro deve obbligatoriamente inviare una comunicazione alla Direzione provinciale del lavoro - Servizio ispezione del lavoro, contenente i nomi dei suoi dipendenti in permesso.

Il lavoratore, pubblico e privato, ha diritto al permesso retribuito nell'eventualità di decesso o infermità di:

  • un familiare fino al secondo grado, come fratello, sorella, nonno, nipote in quanto figli di un proprio figlio, anche se non vive insieme al lavoratore, qualsiasi componente della famiglia anagrafica del lavoratore;
  • per le famiglie di fatto, un individuo appartenente a livello anagrafico al nucleo familiare;
  • marito o moglie, anche divorziati o separati.

Giorni entro cui usufruirne

Permessi per lutto

E' necessario usufruire del permesso retribuito entro sette giorni dal decesso e non andranno calcolati in esso i giorni non lavorativi e festivi.

Se l'infermità del parente o del coniuge cessa, il lavoratore dovrà riprendere a svolgere le sue regolari mansioni.

Le altre tipologie: il permesso per lutto

Oltre ai permessi retribuiti di cui abbiamo fatto menzione finora, ovvero per lutto o infermità grave, i lavoratori possono richiedere a pieno diritto l'astensione pagata dal servizio anche in altre situazioni.

Per quanto riguarda le situazioni familiari, esistono una serie di permessi di cui è possibile godere: innanzitutto, quelli spettanti in caso di matrimonio. Comprendendo il giorno dedicato alla cerimonia, spettano ai lavoratori 15 giorni di ferie retribuite, da spendere durante l'anno solare di riferimento della data del matrimonio. Naturalmente sono giorni di ferie che non vanno ad intaccare il monte accumulato in precedenza e possono essere anche considerati anche per l'anzianità di servizio.

Oltre al matrimonio, è possibile chiedere permessi speciali in caso di nascita, adozione o affidamento dei figli. Questo diritto non è appannaggio delle sole donne ma anche dei papà. Altri casi possibili sono legati a motivi personali e familiari ritenuti abbastanza gravi non tanto da chi vuole beneficiarne, ma sopratutto dall'ufficio del Personale di riferimento. I giorni previsti per questi casi particolari sono 3 all'anno, e possono essere comunque convertiti in 18 ore, sempre da scalare durante l'anno di riferimento.

La richiesta di assentarsi dal posto di lavoro, senza però perdere la possibilità di accumulare le ferie o comunque la paga piena relativa a quel giorno, può anche essere legata ad un dovere civico importante, ovvero la donazione del sangue o del midollo osseo. La durata prevista dipende dal tipo di intervento, dalle modalità di prelievo e di controllo, e anche dal tempo previsto per la perfetta riabilitazione del soggetto.

Un'ultima tipologia è quello ottenuto in caso di concorsi o esami da parte del dipendente, che naturalmente dovrà dimostrare all'ufficio del personale, attraverso apposita documentazione, l'avvenuta partecipazione alla prova o all'evento particolare. In tutto l'anno, i giorni che possono essere richiesti dal lavoratore sono un massimo di 8. Questo può succedere nel caso di persone che stanno frequentando l'università mentre lavorano, oppure devono sostenere esami di diverso spessore.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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