Prima specifica da fare relativa ai permessi retribuiti è che questi sono differenti dalle ferie. Il diritto di ogni dipendente di godere di alcuni giorni di ferie ogni anno è sancito dalla Costituzione, la misura in cui essi sono maturati e possono essere goduti è fissato dai CCNL; mentre la misura e la modalità in cui si possono utilizzare i permessi retri sono dettati dai contratti collettivi.

I permessi pagati richiesti per necessità del lavoratore

I permessi retribuiti sono richiesti in base alle necessità personali del lavoratore, non sempre quindi possono essere concordati con il datore di lavoro (pensiamo ad esempio ai permessi retribuiti per gravi motivi familiari o per lutto). Inoltre spesso l'anticipo con cui il dipendente richiede i permessi retribuiti è molto breve. In ogni caso, anche se in forma minore rispetto ai ROL o alle ferie, il datore può opporsi.

E' da considerare che ad un'azienda, solitamente, grava di più il costo dei permessi retribuiti rispetto alla retribuzione legata ai giorni di ferie. Per tale ragione l'impresa tende a far si che i propri dipendenti usufruiscano prima dei permessi e poi delle ferie. A fine anno infatti, i permessi e le ferie non goduti devono essere liquidati al lavoratore in busta paga.

Quali sono i casi in cui il lavoratore può goderne?

richiedere i permessi retribuiti

I CCNL solitamente riconoscono i permessi retribuiti per i casi seguenti:

  • Lutto Il lutto per la morte del coniuge o di un parente entro il secondo grado o di affini di primo grado o di un soggetto componente la famiglia anagrafica del dipendente. I permessi per lutto riconoscono il diritto al lavoratore di assentarsi dal lavoro per tre giorni consecutivi entro i sette giorni successivi alla data del decesso.
  • Concorsi ed esami. Il dipendente ha diritto ad un massimo di otto giorni all'anno di permessi retribuiti per partecipare a concorsi o esami.
  • Matrimonio. In caso di nozze, il lavoratore ha diritto a 15 giorni (incluso quello della cerimonia) consecutivi di permessi retribuiti. Il dipendente può godere di tali permessi durante l'anno solare in cui si è congiunto in matrimonio. I permessi retribuiti per il matrimonio non influiscono sui giorni di ferie maturati e sono considerati ai fini dell'anzianità di servizio.
  • Nascita figli. In tal caso i beneficiari dei permessi retribuiti sono i papà che possono godere di circa 3 giorni di assenza dal lavoro pagata.
  • Gravi motivi personali o familiari. E' l'Ufficio del Personale dell'azienda che valuterà se la motivazione che spinge il lavoratore a richiedere un permesso retribuito possa o meno rientrare tra i “gravi motivi personali”. I permessi retribuiti per gravi motivi familiari o personali corrispondono a 3 giorni ogni anno convertibili, sotto richiesta e previa accettazione da parte dell'Ufficio del Personale, in 18 ore annuali.
  • Documentata grave infermità. L'infermità può essere relativa: al coniuge, anche legalmente separato, o di un parente entro il secondo grado, anche non convivente,o di un soggetto componente la famiglia anagrafica del dipendente. I permessi derivanti dalla grava infermità di una persona cara possono essere massimo tre giorni all'anno da godere entro 7 giorni dall'insorgenza della grave patologia oppure il dipendente può fare richiesta di una riduzione dell'orario pari al numero di ore di lavoro previste nei giorni di permesso che il dipendente interessato intende sostituire.

Se ti interessa questo argomento, potrebbero interessarti anche le pagine di area lavoro dedicate alla retribuzione e ai diritti dei lavoratori. Hai mai calcolato il tuo stipendio netto? Se il tuo CCNL di riferimento, lo stabilisce, tu hai diritto alla Tredicesima mensilità e al versamento della quattordicesima.





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