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Oggi vogliamo concentrarci sul preavviso delle dimissioni per il tempo determinato. Il preavviso è il tempo, successivo alla data in cui il lavoratore ha presentato le dimissioni, in cui il dipendente continua a svolgere la propria attività lavorativa.

Il numero di giorni di preavviso dipende da:

  • il contratto di lavoro,
  • il livello di inquadramento,
  • la qualifica,
  • l’anzianità di servizio.

Cosa cambia a seconda dei contratti di lavoro?

Di seguito riportiamo delle regole generali relative al periodo di preavviso richiesto per ciascun contratto. Per informazioni dettagliate è bene leggere il CCNL di riferimento.

Contratto a tempo determinato

Il contratto di lavoro a tempo determinato non prevede alcun preavviso in caso di dimissioni. Se il lavoratore decide di recedere anticipatamente dal contratto, deve risarcire il danno al datore di lavoro, salvo il caso di dimissioni per giusta causa. Al contempo tale regola va seguita anche in caso di licenziamento del dipendente dall'azienda.

Preavviso contratto di formazione lavoro

Tale contratto è disciplinato dal CCNL come un contratto di lavoro a termine, per tale ragione non è prevista la rescissione prima del termine fissato come scadenza, salvo in caso di dimissioni per giusta causa. Per questa ragione, coloro che hanno un contratto di formazione lavoro devono far riferimento ai termini del CCNL per quanto riguarda il preavviso.

Preavviso contratto collaborazione coordinata e continuativa

A meno che le due parti non abbiano stabilito per iscritto un tempo minimo di preavviso in caso di rescissione dal contratto, il rapporto di lavoro parasubordinato può essere rescisso in qualunque momento dalle due parti.

Contratto di lavoro temporaneo

preavviso delle dimissioni

Dal momento che il contratto di lavoro temporaneo o interinale può essere sia a tempo determinato che indeterminato, in base alla tipologia il preavviso delle dimissioni seguirà le regole previste per i contratti corrispondenti.

Procedura per il modulo dimissioni

Molto spesso chi ha un lavoro, per motivi di varia natura o semplicemente perché riesce a trovare un'occupazione a condizioni economiche e pratiche più vantaggiose rispetto alla precedente, decide di chiedere le dimissioni.

Se il licenziamento si verifica quando il datore di lavoro decide di dispensare il lavoratore dalle sue regolari mansioni e attività, le dimissioni nascono dalla decisione spontanea del lavoratore stesso di lasciare la propria occupazione. Le dimissioni sono inoltre regolamentate dal Contratto Nazionale Collettivo.

Come per il licenziamento, anche nel caso delle dimissioni è necessaria e obbligatoria la consegna di una lettera che indichi le motivazioni e le cause di tale scelta. La lettera di dimissioni va inviata seguendo le regole di preavviso riportate sul contratto stesso stipulato in precedenza col datore di lavoro.

A partire dal 12 marzo 2016, le dimissioni (ad esclusione dei casi di lavoratori in prova o dimissioni entro i primi tre anni di vita di un figlio) si presentano al datore di lavoro esclusivamente per via telematica oppure online.

La trasmissione deve avvenire tramite PEC con la compilazione di un modulo standard che si può scaricare dal sito del Ministero del Lavoro. Questa procedura elimina il rischio di alterazioni e fornisce una data sicura di invio della richiesta di dimissioni. Il modulo può essere compilato e inviato dal lavoratore stesso in autonomia e in possesso delle credenziali oppure tramite gli intermediari abilitati come sindacati, patronati, agenzie di consulenza del lavoro. Per determinare la decorrenza del periodo di preavviso fa fede la data di trasmissione del modulo e indicato sullo stesso.

Come compilare il modulo

Il modulo deve includere in primis le motivazioni della scelta e inoltre all'interno di essa devono essere riportati i seguenti dati: il luogo e la data; l'indirizzo della società o della persona a cui la lettera di dimissioni è diretta; la comunicazione stessa della fine del rapporto di lavoro col datore.

Per essere autenticato, il modulo andrà firmato sia dal lavoratore che richiede la sospensione del lavoro, sia dall'interlocutore/datore di lavoro a cui la stessa è indirizzata. La lettera di dimissioni andrà poi redatta in duplice copia.

Attenzione alla forma!

È infine necessario scrivere il modulo per le dimissioni dal proprio posto di lavoro usando toni formali, cortesi ed educati, al fine di non recidere in modo drastico i rapporti con l'azienda; questo perché potrebbe rivelarsi utile in futuro qualora si desiderasse ritornare a lavorare all'interno dell'impresa in questione.

Tempistica per contratti a tempo indeterminato

Precedentemente abbiamo descritto in modo più o meno analitico come presentare le dimissioni con il giusto tempismo ma soprattutto nella corretta metodologia. Quando si parla di contratto a tempo indeterminato le cose un po' cambiano e rientrano in gioco anche gli scatti di anzianità e la qualifica del lavoratore. Generalmente i tempi da dover rispettare si dividono in questo modo:

  • 15 giorni: se il contratto di lavoro è full time e vi sono più di cinque anni di anzianità
  • 8 giorni: se il contratto di lavoro è full time e vi siano un massimo di cinque anni di anzianità
  • 4 giorni: se il contratto di lavoro è part-time e vi siano un massimo di due anni di anzianità
  • 8 giorni: se il contratto di lavoro è part-time e vi siano più di due anni di anzianità

Non tutti i giorni però vengono considerati utili al fine di dare il giusto preavviso al proprio datore di lavoro. O meglio è giusto specificare che vengono conteggiati solo i lavoratori che effettivamente in quel lasso di tempo si presentano regolarmente a lavoro ipso facto non vengono conteggiate eventuali assenze del lavoratore stesso dovute a:

  • Eventuali infortuni;
  • Malattia;
  • Maternità;

Esistono comunque dei casi dove non è assolutamente necessario presentare le dimissioni entro i termini stabiliti dalla legge. Se infatti il lavoratore e il datore di lavoro riescono a trovare un accordo civile, regolamentato mediante il CCNL, è possibile bypassare questo step e interrompere cordialmente i rapporti di collaborazione. Ovviamente, e come ripetuto, vi deve essere un accordo obbligatorio tra le parti viceversa è necessario presentare le dimissioni entro i termini citati precedentemente.

Ma cosa succede se non si rispettano i tempi e i modi? IL CCNL, come è giusto che sia, non tutela solo ed esclusivamente il lavoratore ma anche colui che permette allo stesso di offrire le proprie prestazioni. A tal proposito, e onde evitare ulteriori problematiche tra le parti, sono previste delle sanzioni per tutti coloro che non rispettano modi e tempi.

Autore: Enrico Mainero LinkedIn

Immagine di Enrico Mainero

Dal 2011 Direttore Responsabile e Amministratore unico di ElaMedia Group SRLS. Mi dedico prevalentemente all'analisi dei siti web e alla loro ottimizzazione SEO, con particolare attenzione allo studio della semantica e al loro posizionamento organico sui motori di ricerca. Sono il principale curatore dei contenuti di questo Blog (assieme alla Redazione di ElaMedia).