Secondo un recente studio effettuato in Gran Bretagna, il rischio depressione sul lavoro per chi lavora più di 11 ore al giorno è maggiore di 2,5 volte rispetto al resto dei lavoratori. In particolare, il rischio depressione è più elevato per soggetti giovani e di sesso femminile.

Questo studio abbastanza recente, svolto da una equipe di ricercatori dell’Università di Bristol, della Queen Mary University di Londra, della McGill University (Canada) e del Finnish Institute of Occupational Health, è stato effettuato su un campione di più di 2000 impiegati governativi del Regno Unito, di età fra i 35 e i 55 anni.

Relazione fra depressione e ore di lavoro. La depressione è una malattia da non sottovalutare. Non dobbiamo arrivare a rischiare disturbi mentali (come il disturbo bipolare)

Lo studio, pubblicato sulla rivista Plos One, aveva come obiettivo quello di sottolineare il rapporto fra numero di ore lavorative e rischio depressione nei soggetti testati. In particolare, lo studio ha dimostrato quanto il rischio fosse maggiore laddove esiste una difficoltà di seguire un equilibrio fra vita privata e lavorativa.

Questi i dati della ricerca sulla connessione:

  • in tutto gli impiegati del governo sottoposti allo studio sono stati 2123, dei quali circa 60 hanno ammesso di aver avuto nella loro vita episodi di depressione;
  • di questo campione, una percentuale pari all'11% lavora dalle 11 alle 12 ore al giorno; il 16% ha dichiarato di lavorare fino a 10 ore giornaliere, il 21% invece si è fermato a 9. Il 52% del campione ha dichiarato di lavorare le canoniche 7-8 ore al giorno.

Sebbene fra i soggetti che lavorano più di 10 ore al giorno vi sia una percentuale di uomini con incarichi di prestigio, i più esposti al pericolo di cadere in depressione da lavoro sono giovani e donne. In particolare, le donne devono convivere con una situazione lavorativa per molti versi ancora pensata al maschile.

Le tante ore di lavoro possono portare a una forma di irritazione se questa è accompagnata anche da un salario minimo in rapporto alle ore lavorate o addirittura in taluni casi da un salario inesistente. Purtroppo in Italia esiste la triste moda di non pagare i giovani (come per esempio negli stage) ma al tempo stesso richiedere loro un grande sforzo lavorativo che però non è seguito dalla riconoscenza di un emolumento in termini economici.

A lungo andare, la situazione può precipitare, con il lavoratore costretto a mollare: i lavoratori sottopagati e non pagati purtroppo nel nostro Paese stanno aumentando, con conseguenze negative sulla produttività e sulla forza lavoro da poter utilizzare.

Migliorare la qualità del lavoro per evitare la perdita di interesse in ciò che fai

I risultati evidenziano un dato forse scontato, ovvero come sia importante per una azienda offrire la possibilità ai lavoratori dipendenti di effettuare salti di qualità per quanto riguarda l'organizzazione del lavoro: non basta infatti una maggiore produttività se non è legata alla possibilità di lavorare in un ambiente adeguato.

Le aziende dovrebbero pensare a politiche di welfare organizzativo, in modo da migliorare il rapporto fra qualità del lavoro e qualità della vita ed evitare casi che portino alla depressione. Inoltre, lo Stato dovrebbe creare una serie di servizi territoriali a beneficio dei lavoratori stessi.

Post ferie. Disturbi del sonno e mal di testa che ci portano dei pensieri negativi. Dobbiamo lavorare di psicologia. Parliamone prima di tutto con il nostro medico curante

Esiste però anche un’altra forma di depressione, legata al ritorno dalle ferie. Una depressione legata alla fine delle vacanze e a un ritorno al lavoro che riporta un senso di quotidianetà e monotonia che si era perso, al pensiero che bisognerà aspettare un altro anno per godersi ferie, viaggi da sogno e relax.

In questo caso, la ripresa è ostacolata da un perenne senso di fatica, accompagnata da irritabilità, scarsa concentrazione e insonnia. In Italia, lo stress da rientro attacca più della metà dei lavoratori che non si sentono ancora pronti a tornare all’attività quotidiana, che porta con sè anche altri abitudini, come impegni di lavoro o ritorno all’attività fisica.

A proposito, sono stati stilati una lista di consigli da seguire come:

  • mangiare in modo regolare e in particolar modo frutta e verdura. Per quanto riguarda il mangiare, alcuni cibi, contengono delle proprietà rilassanti e devono essere molto utilizzate soprattutto nella stagione estiva. Indispensabile, infine, un ritmo che sia graduale alla normale vita quotidiana: fare tutto insieme e subito nei primi giorni potrebbe essere controproducente per il nostro fisico e la nostra mente.
  • bere molta acqua ed evitare di conseguenza l’abuso di alcool. Una buona idratazione è assolutamente fondamentale per il recupero psico-fisico dal ritorno delle vacanze: il nostro corpo è composto infatti da acqua e tutte le reazioni chimiche sono facilitate se noi beviamo molto e spesso.
  • ordinare la propria vita in modo da ritagliarsi più tempo
  • non riempire le giornate di troppi impegni e schematizzare in testa quali siano le priorità

In questo caso, il ritorno all’attività lavorativa sarà più facile da digerire.

Stress a causa del datore di lavoro: un fenomeno in forte aumento

Al giorno d'oggi, si fa molto parlare di stress. Ma il termine, in sé, è piuttosto ambiguo e racconta di esperienze assolutamente soggettive. Perché? Perché lo stress è la reazione del nostro corpo di fronte ad una sfida: come la viviamo dipende da noi.
La fonte della sfida può essere sia esterna (per es. una scadenza prossima) che interna (per esempio lo stress ossidativo cui sono sottoposte le nostre cellule). Ne parla in modo molto approfondito anche un interessante libro di Donald Meichenbaum dal titolo "Al termine dello stress".

Per il momento, concentriamoci sulle cause esterne. Esistono dei marcatori che rendono oggettiva la nostra esposizione allo stress. In particolare, quando il nostro corpo ha bisogno di reagire a una sfida esterna, le ghiandole surrenali rilasciano due ormoni per mobilitare l'energia: adrenalina e cortisolo. L'adrenalina è responsabile per la mobilitazione di energia a breve termine, viene rilasciata rapidamente e alla stessa velocità se ne va. Il cortisolo, al contrario, è responsabile per la mobilitazione energetica a lungo termine ed è un fattore che rende più facile misurare il nostro livello di stress biochimico.

Come funziona? Come affrontare una cura che ci porti dei risultati?

Semplice. Incrementa la disponibilità di zuccheri nel sangue, sopprime il sistema immunitario e sostiene il nostro metabolismo di grassi, carboidrati e proteine.
I livelli di cortisolo fluttuano naturalmente nel corso delle nostre giornate: i picchi si alternano alle discese. Ma se, proviamo uno stress continuo e continuativo, la nostra curva di cortisolo si attesta a livelli più elevati e ciò può portare esaurimento, perdita di massa muscolare o nessun desiderio sessuale. Come ritrovare la serenità?

Superare lo stress con la meditazione (per scongiurare gli attacchi di panico)

Una tecnica molto utile ed efficace è rappresentata dalla meditazione che aiuta a rilassare la mente ed il corpo, osservando il proprio sé interiore con un senso di onestà e compassione, piuttosto che di giudizio e critica. Col tempo, la pratica aiuta a lasciar andare i vecchi modelli, la tensione, la distrazione, innescando la nostra capacità innata di guarigione. Questo processo può essere fonte di ispirazione dove trovare la motivazione per compiere cambiamenti profondamente sani da innestare nella propria vita.

La meditazione toglie la necessità della fretta, del tutto e subito, insegnando che il cambiamento è fatto di piccoli passi quotidiani più sostenibili. Con soli 15 minuti al giorno, abbinando anche una respirazione più consapevole, sarà possibile riparare ai danni dello stress.

Oltre alla meditazione, è importante impegnare il proprio corpo in un regolare esercizio fisico, come possono essere una camminata a passo sostenuto, il nuoto, lo yoga. Molti studi dimostrano che il movimento favorisce il rilascio di endorfine che fanno sentire bene ed aumentano la fiducia in se stessi, riducendo ansia e depressione. L'esercizio fisico regolare, inoltre, aiuta anche a migliorare la qualità del sonno, potenzialmente compromessa dallo stress. Dal punto di vista alimentare, invece, una dieta ricca di alimenti vegetali crudi (con molte verdure di colore verde scuro) aiuta a migliorare lo stato generale di salute perché aumenta la presenza di nutrienti importanti per l’organismo, alleggerendolo.



Potrebbe interessarti

Esclusione per gli studi di settore

Gli studi di settore sono strumenti statistici realizzati in funzione dei diversi fattori economici riguardanti l’attività di alcune categorie di lavoratori autonomi. 

Leggi tutto...

Calcolo età pensionabile: scopri gli strumenti necessari

La pensione sembra oramai un miraggio per milioni di lavoratori italiani. Per i giovani, invece parlare di pensione fra poco sarà alquanto anacronostico: se il lavoro un utopia, parlare di pensione equivale a parlare di metafisica.

Leggi tutto...

Laurea in Scienze della Mediazione Linguistica: uno sbocco verso il futuro

In un’epoca sempre più caratterizzato dalla multiculturalità, la conoscenza delle lingue straniere diventa sempre più una prerogativa imprescindibile per l’accesso nel mondo del lavoro.

Leggi tutto...

Calcolo della pensione contributiva: chi ne ha diritto? A quale età?

Il precedente tipo di calcolo, basato su una formula retributiva, considerava unicamente la media delle somme versate negli ultimi 5-10 anni di attività lavorativa (solitamente le più alte), ha portato come risultato alla messa in crisi del meccanismo, con la collettività che si è trovata a sostenere spese difficilmente quantificabili.

Leggi tutto...

Modello per il curriculum vitae: come compilarlo passo passo?

come compilare il curriculum vitae

Il curriculum vitae è composto solitamente da più sezioni le quali non differiscono poi di molto tra il formato tradizionale, quello europeo o lo schema europass (che mostreremo più avanti nel corso del nostro approfonimento).

Leggi tutto...

Offerta del giorno su Amazon

I più condivisi

Voucher lavoro occasionale: scopriamo come funzionano

giovani e lavori occasionali

In questi ultimi anni, a causa della Jobs Act attuata dal Governo Renzi, si sente sempre più spesso parlare dei cosidetti voucher lavoro occasionale, chiamati anche buoni, un particolare sistema di compenso delle prestazioni di lavoro occasionale, ossia tutte quelle attività che non superano i 7.000 euro netti nella durata dell’intero anno solare.

Leggi tutto...

Borsa lavoro Bolzano: offerte in Alto Adige

Ampliamo la nostra sezione dedicata alle offerte di lavoro sul territorio nazionale, regione per regione. In questa pagina suggeriamo alcuni dei link utili per chi è interessato alle offerte di lavoro in Alto Adige.

Leggi tutto...

Lavorare in asilo, tutte le opportunità: dalle maestre alle tagesmutter

Nutrire una sana propensione per la cura dei bambini, passione e predisposizione per l’educazione infantile non è sufficiente per convincere un genitore ad affidare la propria prole a mani estranee.

Leggi tutto...

Offerte di lavoro Marche: sai come trovarle?

Ampliamo la nostra sezione dedicata alle offerte di lavoro sul territorio nazionale, regione per regione. In questa pagina suggeriamo alcuni dei link utili per chi è interessato alle offerte di lavoro Marche.

Leggi tutto...

Il calcolo dei ratei tredicesima:ecco le informazioni necessarie!

I lavoratori subordinati con contratto a tempo determinato o indeterminato percepiscono una mensilità definita tredicesima che viene calcolata seguendo criteri ben precisi e che varia a seconda della tipologia di lavoro e di contratto.

Leggi tutto...

Leggi anche...

La tessera sindacale: la voce del lavoratore

Iscriversi ad un sindacato è un diritto di tutti i lavoratori: possedere una tessera sindacale equivale ad avere una garanzia e un sostegno in tutte le difficili situazioni che si possono presentare nella vita lavorativa.

Leggi tutto...

Leggi anche...

Licenziamento a tempo indeterminato: conosci i casi e le procedure per attivarlo?

Prima di parlare del licenziamento a tempo indeterminato è necessario ricordare che il contratto a tempo indeterminato è disciplinato dall'art. 2094 del Codice Civile che, all’Art. 2094, definisce questo tipo di lavoratore come “prestatore di lavoro subordinato chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell'impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell'imprenditore”.

Leggi tutto...

Leggi anche...

Interdizione anticipata per maternità: quanto ne sai?

quando si rimane incinta si puo richiedere l'interdizione anticipata per maternità

La lavoratrice madre ha per legge diritto ad essere tutelata durante la gravidanza e i primi anni di vita del bambino. Per la tutela della sua salute non può eseguire lavori pericolosi dall’inizio della gravidanza e fino al settimo mese di età del figlio, né lavori notturni (dalle 24 alle 6).

Leggi tutto...
Go to Top