Nel contratto di lavoro le parti dichiarano e definiscono gli accordi presi specificando diritti e doveri del datore di lavoro e del lavoratore. Ulteriore elemento del contratto è un insieme di norme che disciplinano il lavoro e tutelano il lavoratore sotto il profilo economico, fisico e morale, garantendole la dignità e la salute.

Tali norme sono esplicate nella Costituzione, agli art. dal 35 al 40. L'articolo 35 afferma che "La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori".... regola e tutela i diritti del lavoro all'estero. Nell'articolo seguente (art.36) viene riconosciuto il diritto ad una retribuzione proporzionata all’abilità, alla fatica e alla responsabilità del lavoratore e anche idonea a consentire a lui e alla sua famiglia un’esistenza “libera e dignitosa”. Lo stesso articolo tutela "la durata massima della giornata lavorativa" e "il diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite".

L'articolo 37 della Costituzione

L'articolo 37 della Costituzione tutela e protegge il lavoro delle donne e dei minori (che abbiano compiuto 15 anni) ericonosce paritàdi lavoro e di retribuzione per uomini e donne. All'articolo 38 sono stabilite le norme per la previdenza e assistenza e per le assicurazioni obbligatorie, mentre all'articolo 39 è affermato il diritto della libertà dell’organizzazione e dell’attività sindacale. In ultimo l'articolo 40 definisce il principio del diritto di sciopero dei lavoratori.

Oltre alla Costituzione, in forma integrativa, èstato emanato con la legge 300 lo Statuto dei Lavoratori, entrato in vigore il 20 Marzo 1970. Lo statuto dei Lavoratori ha lo scopo di tutelare i diritti fondamentali dei lavoratori dipendenti e delle rappresentanze sindacali di fabbrica garantendo un corretto rapporto tra questi e la direzione aziendale, oltre a sancire la libertà di opinione del lavoratore. Il testo dello Statuto dei lavoratori contiene norme specifiche.

Lo Statuto è così composto: un titolo dedicato al rispetto della dignità del lavoratore, due titoli dedicati alla libertà e all'attività sindacale, un titolo sul collocamento e uno sulle disposizioni transitorie e finali.

Il governo ha poi costituito degli organi di tutela del lavoro, quali:

  • il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che controlla e interviene come mediatrice nelle vertenze tra datori e lavoratori;
  • l’Ispettorato del Lavoro, che è l’organo di vigilanza per il rispetto della norme sul lavoro,
  • l’Ufficio del Lavoro, Agenzie per il lavoro e Centri per l'impiego istituiti per il collocamento dei lavoratori e l’assistenza agli emigrati.

In ambito internazionale opera l’Organizzazione Internazionale del Lavoro.

Un lavoratore autonomo, libero professionista, o un futuro dipendete di un'impresa dovrebbe essere a conoscenza del fatto che il diritto al lavoro è un privilegio di tutti i cittadini Italiani. Il diritto del lavoro è infatti gestito e disciplinato da precise leggi e decreti costituzionali, indirizzati proprio ad assicurare un posto di lavoro a tutti i soggetti residenti in Italia.

Il diritto al lavoro va inoltre di pari passo con la tutela del lavoratore stesso, al fine di proteggerlo dal punto di vista economico, morale, fisico, per assicurargli dignità e per garantirgli protezione sotto diversi aspetti. Il diritto al lavoro serve anche a regolamentare: i rapporti di lavoro, i licenziamenti, i trasferimenti e le condizioni lavorative stesse (orari, contratti ecc.).

Il diritto del lavoro secondo la Costituzione

Il diritto al lavoro è un privilegio che dovrebbe essere concesso a tutti i cittadini italiani; esso è inoltre regolato e protetto da determinate norme giuridiche e costituzionali, volte ad assicurare questo benefici a tutti gli individui.

La Costituzione della Repubblica Italiana regola il diritto al lavoro definendolo nell'articolo 1 e 35 della stessa. La Repubblica infatti afferma di tutelare il “lavoro in tute le sue forme e applicazioni”. Il diritto al lavoro è anche sorretto e difeso dalle principali norme giuridiche comunitarie e internazionali quali l'Unione Europea e l'Organizzazione Internazionale.

Il lavoro è infatti uno dei principi insindacabili previsti anche dalla Costituzione della Repubblica Italiana. L'art. 1 lo pone a valore fondamentale della Repubblica stessa e l'art. 35 riporta: «tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni».

Il diritto del lavoro venne redatto nel 1970 da diversi giuristi, tra questi Gino Giugni e rientra nello Statuto dei Lavoratori (Legge n. 300 del 20 maggio 1970). Esiste poi anche la Legge Biagi (Legge n. 30 del 14 febbraio 2003), nata per la liberalizzazione del mercato privato.

Cosa sanciscono le norme Europee

Il diritto del lavoro si rifà alle norme internazionali e comunitarie come l'Organizzazione Internazionale del Lavoro e l'Unione Europea. A livello comunitario, il diritto del lavoro regola anche le condizioni lavorative legate all'orario, al lavoro a tempo parziale, a termine e indeterminato, nonché l'eventuale distacco del lavoratore dall'attività. Garantisce altresì informazioni in merito ai licenziamenti collettivi o ai trasferimenti d'azienda.

Il diritto del lavoro è in definitiva in insieme di leggi volte a definire diritti e doveri sia dei lavoratori che dei datori di lavoro, all'interno del luogo di lavoro stesso.

Quali sono i diritti dei lavoratori?

Il primo diritto del lavoratore è quello di essere informato. Un lavoratore deve dunque conoscere a fondo quali sono i diritti, nonché i doveri, che gli spettano; deve possedere conoscenze relative ai diritti legati ai diversi tipi di lavoro (autonomo, subordinato e parasubordinato).

Al fine di garantire il diritto al lavoro è inoltre importantissima l'attività dei sindacati che gestiscono in prima persona le dinamiche legate alla tutela del lavoratore e soprattutto ai contratti collettivi di categoria. É proprio attraverso l'attività dei sindacati che i lavoratori utilizzano, come metodo di rivalsa dei propri diritti, scioperi e serrate.

Il diritto al lavoro comprende inoltre anche le caratteristiche interne al rapporto che si instaura tra dipendenti e lavoratori, i contratti previsti, l'obbligo alla sicurezza del lavoratore, le dinamiche di retribuzione. Attenzione particolare, quando si parla di diritto al lavoro, va infine data alla fine del rapporto lavorativo e ai vari tipi di licenziamento previsti: licenziamento individuale, collettivo, trattamento di fine rapporto.

In conclusione

Il diritto del lavoro è un ramo del diritto che disciplina tutto quello che è legato ai rapporti tra datori di lavoro e lavoratori in ogni suo aspetto. Il diritto del lavoro regola infatti tutto quello che è inerente alla previdenza, alla sicurezza sociale e alle relazioni con i sindacati.



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