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Dopo avervi parlato del contratto di lavoro a intermittenza, oggi parliamo di come diventare consulente del lavoro. Questa professione lavorativa trova una sua regolamentazione giuridica grazie alla legge del 1964 che istituisce l’apposito Albo mentre dal 1979 può godere del riconoscimento da parte dell’Ordine professionale.

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Per poter diventare consulenti del lavoro, è dapprima necessario un tirocinio della durata di un periodo che va dai 18 mesi ai due anni; passato questo arco temporale, si deve superare l’esame di abilitazione che consiste in una doppia prova scritta e una prova orale, qualora il primo step sia stato superato. Le sessioni d’esame sono programmate annualmente con la prova orale che si svolge alla Direzione Regionale del Lavoro.

Sono diversi gli ambiti di riferimento di cui si occupa questa figura professionale: dall’amministrazione del personale ai calcoli inerenti il costo del lavoro e il TFR (Trattamento di Fine Rapporto), dagli ammortizzatori sociale a tutte le tipologie di risoluzione dei rapporti lavorativi (ad esempio licenziamento o mobilità), dalle varie casistiche delle dichiarazioni su previdenza e fisco ai contenziosi di tipo amministrativo, assicurativo, sindacale e giudiziale, dal settore contrattualistico fino alle consulenze di parte il campo d’azione del consulente del lavoro è molto vasto e si inserisce in un sistema che richiede un’alta competenza proprio per la delicatezza del compito da svolgere.

Sul web si possono trovare dei comodi ebook con tutte le norme inerenti al praticantato con le ultime modifiche di legge. Un modo per poter aiutare tutti coloro che hanno interesse ad approfondire questa tematica e che desiderano raggiungere l’abilitazione professionale in questo campo lavorativo.

Vuoi sapere come diventare consulente del lavoro? La prima cosa da sapere è che si tratta di una figura professionale che funge da interlocutore tra i seguenti soggetti del mondo del lavoro:

Se stai cercando la tua strada professionale, prendi in considerazione alternative lavorative, come il pilota di linea, diventare vigile del fuoco o informarti sulle offerte di lavoro come grafico.

I compiti principali del consulente del lavoro

come diventare consulente del lavoro

  • supportare azienda e dipendente circa la previdenza e l’assistenza sociale dei lavoratori
  • inquadramento contrattuale

Inoltre il consulente del lavoro disciplina i rapporti tra dipendenti e sindacati anche in merito alla sicurezza del lavoro.

Come diventare consulente lavorativo in Italia

Secondo il decreto legge n.10 del 2007, per diventare consulente del lavoro in Italia occorre seguire un iter standardizzato.
Si inizia con la laurea, che può essere conseguita presso le facoltà di Giurisprudenza, di Economia e Commercio, di Scienze Politiche, di Sociologia, di Commercio Internazionale e Scienze Economiche e Marittime.

Se non sei sicuro su quale strada intraprendere per il tuo corso di laurea, prendi in considerazione anche questi approfondimenti:

Successivamente occorre sottoporsi al praticantato, ovvero un periodi di due anni durante i quali l'aspirante consulente presta servizio presso uno studio al fine di apprendere le basi del lavoro e comprendere come mettere in atto le conoscenze apprese nel periodo universitario.

Lo studio in questione può essere di un avvocato, commercialista o ragioniere. In ciascuno di questi non possono essere presenti più di due praticantati, che possono assentarsi solo per motivi legati al servizio militare, malattia e maternità. La pratica, come si diceva, dura due anni e per almeno quattro ore giornaliere.

Dopo il praticantato, si accede all'esame di stato che viene indetto quasi ogni anno e mezzo con modalità sempre diverse e quasi sempre regionali. Si consiglia di consultare periodicamente la Gazzetta Ufficiale sezione Concorsi.

Consulenza e lavoro interinale

A volte, la ricerca di consulenti può avvenire attraverso quelle che un tempo erano definite agenzie interinale. Interinale deriva dal latino interim, ovvero, provvisorio. Questo tipo di lavoro rappresenta dunque una forma di rapporto che ha durata temporanea. Questa terminologia è comparsa in Italia agli inizi degli anni ‘90, periodo in cui comincia a farsi sentire la necessità di flessibilità nei rapporti di lavoro.

L'introduzione di questa tipologia di contratto lavorativo si deve alla Legge Treu del 1997. Successivamente ha subito varie modifiche e nel 2003, con la legge 30/2003, il lavoro interinale è stato abolito (sostituito dal lavoro a tempo determinato).

Il lavoro interinale coinvolge

  • Il prestatore di lavoro
  • L’azienda utilizzatrice
  • l'azienda di lavoro interinale che si pone come intermediaria

Con l'introduzione del concetto di somministrazione del lavoro, che ha sostituito il lavoro interinale, l'azienda di lavoro interinale è diventata un’agenzia per il lavoro. Sia il lavoro interinale che la somministrazione di lavoro consentono alle aziende di stipulare un contratto di fornitura di manodopera con agenzie specializzate.

Le novità del lavoro ad interim

L'abuso di questa forma di lavoro genera una forma di precariato legata ai contributi pensionistici, ed emerge in caso di reiterazione della richiesta dello stesso prestatore di lavoro da parte dell'azienda utilizzatrice. La normativa fissa in due anni la durata massima che un lavoratore può passare presso un cliente.

Il dipendente della società interinale non è retribuito per i periodi di inattività. Se ha un contratto a tempo indeterminato con l'agenzia interinale, riceve solo un'indennità di disponibilità.

Assicurazioni a protezione della professione

Anche per i consulenti del lavoro, che svolgono un'attività nel comparto giuridico-economico, dal 13 agosto del 2013 corre l'obbligo di sottoscrivere una polizza di responsabilità civile professionale. Un obbligo sancito dal D.P.R. 137/2012 del 7 agosto 2012. I consulenti del lavoro svolgono la loro attività gestendo il personale in una prospettiva amministrativa. L'attività principale e prevalente dei consulenti del lavoro è quella di predisporre i cedolini paga e gli adempimenti relativi, ad uso e consumo di un'azienda.

L'assicurazione protegge il consulente del lavoro ed è l'Ordine di settore ad entrare nel merito, specificando chi deve sottoscrivere effettivamente la polizza. Punto focale della polizza é il risarcimento del danno, che ha prodotto il professionista, nonché le perdite relative alla richiesta di risarcimento, considerate durante il periodo di validità, se sono conseguenza di errori o una negligenza commessi in ambito professionale. L'assicurato, inoltre, otterrà il rimborso delle spese causate da eventuali provvedimenti giudiziali o per sostenere la difesa legale. Garanzia e tutela sono un punto fermo anche per le attività legalmente approvate che regolamentano l'esercizio della professione. E tutto questo con la semplice stipula dell’assicurazione.

E' l'Ordine dei Consulenti del Lavoro, come dicevamo, ad individuare i soggetti che devono necessariamente sottoscrivere la polizza. Va poi considerato che l’Ordine sottolinea il fatto che la disposizione anche se può essere considerata riferibile a tutti quei professionisti che sono iscritti all’ordine può essere esigibile solo nel caso in cui questi esercitino poi effettivamente la professione; quindi non basta la mera iscrizione all’ordine per far sussistere l’obbligo di sottoscrizione della polizza, ma anche l’effettivo svolgersi della professione come ulteriore condizione.

E' lo svolgimento dell'attività quindi lo spartiacque naturale fra chi deve sottoscrivere obbligatoriamente e chi non lo deve fare. Il Consiglio Nazionale per chiarire al meglio si sofferma ulteriormente su quello che è il criterio di effettività che viene identificato come il criterio guida per l’applicazione di questa normativa. Importante è la fattispecie in cui gli iscritti all’ordine vadano a svolgere la propria attività professionale in qualità di dipendenti venendo supervisionati da altri professionisti. In questo caso infatti si ritiene che non sussista l’obbligo di stipulare la polizza.

Infine, nel caso in cui i professionisti svolgano la propria attività lavorativa sotto la veste di ausiliari di altri professionisti, nuovamente non si verifica l’obbligo assicurativo, dato che non sussiste un rapporto contrattuale di tipo diretto con il cliente creditore, che di conseguenza non possiede la possibilità di intraprendere un’azione diretta contro di questi per far si che avvenga l’adempimento. In fatto di inadempimenti, che possono essere motivo di richiesta di risarcimento, troviamo:

  • la mancata presenza di dettagli specifici nei rapporti contrattuali che regolamentano l’attività dei prestatori di lavoro;
  • la mancata considerazione di adempimenti formali;
  • errori specifici nell'individuare i parametri del contratto di lavoro nel caso di una specifica assunzione;
  • il calcolo errato delle somme da versarsi, come da norme previste, agli enti previdenziali.

Il modo più interessante per risparmiare sull'assicurazione è quello di confrontare i preventivi attraverso i comparatori on line. Un metodo facile e veloce per valutare le opzioni più convenienti e poi completare l'acquisto direttamente on line, o contattando la compagnia assicuratrice per telefono.

Grazie all'ausilio di MIOAssicuratore, comparatore di ultima generazione, sarà possibile trovare l’assicurazione per consulenti del lavoro corrispondente alle aspettative del professionista. Un confronto, quello offerto dal comparatore, che è garanzia di maggiore serenità e tranquillità.

Cos'è la consulenza finanziaria e gestionale?

La consulenza finanziaria si può definire come il monitoraggio di tutte le risorse e gli investimenti economici, al fine di farli fruttare al meglio. Un professionista nel campo delle finanze si occupa di gestire le risorse in maniera efficiente allo scopo di ottenere dei congrui guadagni, sia da parte delle aziende che dei privati. Tutti gli investitori hanno la facoltà di rivolgersi ad un professionista che sia in grado di gestire risparmi e risorse, al fine di cercare la soluzione migliore e più adeguata alle aspettative, così come stabilito dalla direttiva europea. Il fine ultimo del consulente finanziario è quello di migliorare lo status economico di una famiglia, di un singolo cittadino o di un'impresa per programmare un piano economico per il futuro che abbia dei risvolti positivi. Una consulenza gestionale efficiente facilita le aziende a raggiungere traguardi finanziari che siano in grado di conservare un certo equilibrio. Allo stessa stregua, può essere utile ai piccoli risparmiatori perché possono proteggere i risparmi e strutturare dei piani di accumulo atti a migliorare il tenore di vita, quindi avere la possibilità di fare progetti a breve e lungo termine, con la sicurezza che vadano in porto.

La rivalutazione dei beni d'impresa

Un consulente gestionale e finanziario ha anche la possibilità di effettuare una valutazione dei beni d'impresa, al fine di cercare una nuova collocazione nel mercato. La rivalutazione dei beni IBS Consulting ha lo scopo di eseguire una nuova stima dei beni delle imprese, mediante un'accurata perizia che possa attestare la validità di tutti i servizi forniti. Le aziende che possono beneficiare di tale nuova valutazione sono: le società per azioni, le società cooperative, le società a responsabilità limitata e le società di mutua assicurazione. Questa nuova stima riguarda i beni materiali (ad esclusione dei beni immobili, in quanto sono soggetti ad altri tipi di valutazione), i beni immateriali e le partecipazioni.

Il tipo di valutazione effettuata ha valenza civile e in taluni casi anche fiscale. Il pagamento può aver luogo in un'unica soluzione o anche dilazionato per un massimo di 3 rate. Le rate sono stabilite di pari importo entro il termine previsto per le imposte sui redditi, il singolo codice tributo ti darà maggiori informazioni. La rivalutazione dei beni relativi alle società sono da intendersi esclusivamente per tutte quelle imprese che hanno la loro residenza nello Stato Italiano e che abbiano, altresì, solo uno scopo commerciale. La consulenza finanziaria è indispensabile anche per i privati cittadini, in quanto permette di ottimizzare al meglio i risparmi e le risorse e di migliorare la qualità di vita. Grazie al consulente finanziario, una famiglia può permettersi di realizzare ogni progetto importante evitando rischi e spiacevoli imprevisti: si tratta di un modo efficace per trasformare sogni e progetti in un vero e proprio piano finanziario che sia capace di dare concretezza agli obiettivi definendo in maniera eloquente le migliori strategie per poterli raggiungere. Una consulenza gestionale e finanziaria ottimizza il rendimento economico di imprese e privati attraverso i consigli di persone esperte capaci di seguire passo dopo passo ogni investimento, piccolo o grande che sia, e di fornire soluzioni adeguate per tutti coloro che ne abbiano bisogno.

Le caratteristiche di un buon consulente finanziario

Per essere certi di investire e quindi risparmiare correttamente, sia i cittadini privati che gli imprenditori devono rivolgersi ad un esperto in consulenza finanziaria e gestionale. Ma come si può riconoscere un buon consulente finanziario? Quali caratteristiche deve avere?

Ad oggi lo studio della consulenza finanziaria e gestionale è ampiamente diffuso, così come diffuso è l’interesse nei confronti dei consulenti finanziari di tutto il mondo. Analizzando i consulenti finanziari più esperti e le loro scelte è possibile individuare alcune caratteristiche condivise e imprescindibili. La prima caratteristica, indispensabile per fare una consulenza finanziaria e gestionale efficace, è avere a propria disposizione una squadra. Spesso quando si pensa al consulente finanziario si pensa ad un individuo isolato, ma questo non è vero. Qualsiasi consulente finanziario vincente necessita di una squadra che abbia chiari gli obiettivi aziendali e punti di vista multigenerazionali, essenziali questi per soddisfare le esigenze di chi è prossimo alla pensione e di chi, invece, sta iniziando solo adesso ad investire.

La seconda caratteristica che deve riguardare il consulente finanziario è una comprensione approfondita dell’economia locale. Per fare consulenza finanziaria e gestionale occorre riconoscere chi crea ricchezza localmente, chi fornisce servizi, il flusso della ricchezza e tutte informazioni a queste associate. Un’altra caratteristica che ritorna utile ad un consulente finanziario e a chi vi si rivolge è la sua capacità di misurare costantemente e coerentemente il progresso di un’impresa e le conseguenze di questo successo. Infine, rivolgetevi ad un consulente finanziario che riconosca l’importanza di seguire i clienti passo dopo passo e in ogni dettaglio, che sappia evitare attività a basso impatto o a basso valore.

Per fare tutto questo, il consulente finanziario deve investire il proprio tempo e riuscire a bilanciare le esigenze e gli obiettivi dell’investitore con il mercato finanziario. Insomma, per essere dei consulenti finanziari vincenti occorrono poche caratteristiche ma buone e tutte quante tra loro interdipendenti, questo porterà i vari clienti ad investimenti altrettanto vincenti.

Consulente aziendale: qual è esattamente il suo compito? 

Un lavoro molto richiesto al giorno d’oggi è sicuramente quello del consulente aziendale. Il consulente aziendale è un professionista che offre un'ampia gamma di servizi di consulenza d'impresa, che mirano a migliorare l'efficienza e la competitività delle organizzazioni. Tra le principali aree di intervento, troviamo la strategia aziendale, l'ottimizzazione dei processi, l'analisi SWOT e la pianificazione finanziaria. Un consulente aziendale lavora anche sulla gestione del rischio, il miglioramento delle performance e la consulenza organizzativa, per garantire che le imprese siano in grado di affrontare le sfide del mercato in continua evoluzione.

Un altro aspetto fondamentale del lavoro di un consulente aziendale riguarda la gestione del cambiamento e l'analisi competitiva. Questo esperto aiuta le aziende a valutare la propria posizione nel mercato e a identificare opportunità di crescita e sviluppo. Il consulente supporta anche lo sviluppo di competenze all'interno dell'organizzazione, attraverso programmi di formazione del personale e strategie di consulenza operativa. L'analisi dei costi e l'efficienza operativa sono elementi chiave nella consulenza aziendale, poiché consentono di individuare aree di miglioramento e di ridurre gli sprechi. Per avere successo, un consulente aziendale deve essere in grado di utilizzare strumenti di business intelligence e di implementare tecnologie innovative per monitorare e analizzare i dati aziendali.

Infine, un consulente aziendale si occupa anche di risorse umane e talent management, per garantire che le imprese possano attrarre, formare e trattenere i migliori talenti sul mercato. In questo modo, le aziende potranno raggiungere i propri obiettivi e mantenere una posizione di vantaggio nel settore di riferimento. 

Caratteristiche di un consulente

Fra quelle che sono le peculiarità di un professionista del genere, non possiamo fare a meno di evidenziare quella che dovrebbe essere la sua grandissima capacità di ascolto: un ascolto che va orientato non solo verso i clienti e gli altri interlocutori, ma anche verso se stessi, per individuare i punti di forza di una trattativa effettuata in passato o delle idee ed obiettivi.

Nel momento in cui inizia a tracciare il suo progetto di consulenza, la prima arma da affilare è proprio la capacità di ascolto, grazie alla quale può capire al meglio la situazione, l'ambito di applicazione delle varie specificità, i soggetti con cui si trova a dover chiarire i dettagli. Ascoltare e allo stesso tempo osservare le dinamiche per comprendere nella maniera più ampia possibile le possibilità e le strategie da fornire ai clienti.

Favorire lo sviluppo aziendale

Grazie a questo tipo di facoltà, la consulenza diventa un terreno in cui poter rendere fertile la progettazione: intuire le eventuali preoccupazioni e sorprendere l'interlocutore con una corretta visione e previsione dello stato delle cose, analisi della concorrenza incluso. L'esame preliminare è fondamentale per comprendere tutti gli aspetti critici di una realtà, e partecipare al momento di cambiamento, anzi esserne effettivamente l'artefice.
Questo significa anche fornire attraverso la consulenza, delle soluzioni e delle risposte concerete, che il cliente possa toccare con mano e facilmente individuare le possibilità di successo.

Naturalmente tutto questo presuppone la conoscenza, da parte del consulenza, delle più importante e sicure linee di teoria relative alle scienze economiche, che devono essere poi tradotti in modo che anche il meno preparato degli interlocutori riesca a comprenderne gli sviluppi ed i punti di forza. Individuare poi gli errori in corso e correggere il tiro delle aziende per cui si è in servizio, è una delle migliori capacità che il soggetto può fornire come prova di esperienza e bravura, nonché di tenacia.

FAQ

Cos'è un consulente aziendale e qual è il suo ruolo?

Un consulente aziendale è un professionista esperto che offre consulenza e servizi alle aziende in vari settori, affrontando le sfide e le opportunità che incontrano nel loro percorso di crescita. Il ruolo di un consulente aziendale è di analizzare e identificare le aree di miglioramento, fornire soluzioni strategiche e supportare l'implementazione di queste soluzioni per aumentare l'efficienza, la produttività e la redditività dell'azienda. Lavorando in stretta collaborazione con i clienti, il consulente si concentra su temi come la pianificazione strategica, l'innovazione, la gestione del cambiamento e l'ottimizzazione dei processi.

Quali servizi offre un consulente aziendale?

Un consulente aziendale offre una vasta gamma di servizi, tra cui:

  1. Pianificazione strategica: aiuta le aziende a definire e raggiungere obiettivi a lungo termine, identificando le opportunità di crescita e le strategie per sfruttarle.
  2. Gestione del cambiamento: supporta le organizzazioni nel processo di trasformazione, affrontando le sfide culturali e organizzative e promuovendo l'adozione di nuove pratiche e tecnologie.
  3. Analisi e ottimizzazione dei processi: identifica aree di inefficienza e sprechi, proponendo soluzioni per migliorare la produttività e ridurre i costi.
  4. Consulenza finanziaria: fornisce supporto nella gestione delle finanze aziendali, nell'analisi dei dati finanziari e nella pianificazione del budget.
  5. Consulenza sulla gestione delle risorse umane: aiuta le aziende a sviluppare politiche e processi per attrarre, formare e trattenere i talenti.

Perché un'azienda dovrebbe assumere un consulente aziendale?

Le aziende si rivolgono ai consulenti aziendali per diverse ragioni, tra cui:

  1. Espertise esterna: un consulente offre competenze e conoscenze specialistiche che possono mancare all'interno dell'organizzazione.
  2. Prospettiva imparziale: un consulente può fornire una valutazione obiettiva delle sfide e delle opportunità dell'azienda, identificando soluzioni innovative e strategie di successo.
  3. Risorse aggiuntive: un consulente può fungere da risorsa temporanea, contribuendo a gestire progetti speciali o a sostenere l'azienda durante periodi di carico di lavoro elevato.
  4. Risparmio di tempo e costi: un consulente può accelerare il processo di identificazione e risoluzione dei problemi, consentendo all'azienda di concentrarsi sulle proprie attività principali.

Come scegliere il consulente aziendale giusto?

Scegliere il consulente aziendale giusto è fondamentale per garantire il successo del progetto. Ecco alcuni fattori da considerare:

  1. Esperienza: valuta l'esperienza del consulente nel settore specifico dell'azienda e nella risoluzione di problemi simili a quelli affrontati dalla tua organizzazione.
  2. Competenze e specializzazioni: assicurati che il consulente abbia le competenze e le conoscenze necessarie per affrontare le sfide specifiche del tuo progetto.
  3. Reputazione e referenze: ricerca recensioni e testimonianze di clienti precedenti per valutare la reputazione del consulente e la qualità del suo lavoro.
  4. Metodologia e approccio: discuti con il consulente il suo approccio al lavoro, assicurandoti che sia strutturato, flessibile e adattabile alle esigenze della tua azienda.
  5. Compatibilità culturale: il consulente deve essere in grado di lavorare efficacemente con il tuo team e adattarsi alla cultura aziendale.
  6. Costi e ROI: valuta il costo del servizio di consulenza e assicurati che il potenziale ritorno sull'investimento sia adeguato alle esigenze della tua azienda.

Qual è il processo di consulenza aziendale?

Il processo di consulenza aziendale può variare a seconda dell'approccio del consulente e delle esigenze dell'azienda, ma generalmente include le seguenti fasi:

  1. Analisi delle esigenze: il consulente lavora con l'azienda per identificare le sfide, gli obiettivi e le aree di miglioramento.
  2. Pianificazione e strategia: il consulente sviluppa un piano d'azione dettagliato che include soluzioni, strategie e obiettivi specifici.
  3. Implementazione: il consulente lavora con l'azienda per implementare le soluzioni proposte, monitorando i progressi e fornendo supporto durante il processo.
  4. Monitoraggio e valutazione: il consulente valuta l'impatto delle soluzioni implementate, misurando i risultati e identificando eventuali aree di miglioramento.
  5. Follow-up e supporto continuo: il consulente può fornire supporto continuo, aiutando l'azienda a mantenere e migliorare i risultati raggiunti nel tempo.

Quali sono i principali vantaggi della consulenza aziendale?

I principali vantaggi della consulenza aziendale includono:

  1. Miglioramento delle prestazioni aziendali: la consulenza può aiutare le aziende a ottimizzare le loro operazioni, ridurre i costi e aumentare la produttività.
  2. Innovazione e crescita: la consulenza può identificare nuove opportunità di mercato e strategie per sfruttarle, stimolando l'innovazione e la crescita dell'azienda.
  3. Gestione del cambiamento: la consulenza può facilitare la trasformazione aziendale, fornendo supporto nella gestione dei cambiamenti organizzativi e culturali.
  4. Accesso a competenze specialistiche: la consulenza offre alle aziende l'opportunità di accedere a conoscenze ed esperienze esterne, che possono essere fondamentali per affrontare sfide specifiche.
  5. Obiettività e imparzialità: la consulenza fornisce una prospettiva esterna e imparziale

Autore: Laura Perconti

Immagine di Laura Perconti

Laureata in lingue nella società dell’informazione presso l'Università di Roma Tor Vergata, Laura Perconti segue successivamente un Corso in Gestione di Impresa presso l'Università Mercatorum e un Master di I livello in economia e gestione della comunicazione e dei nuovi media presso l'Università di Roma Tor Vergata.

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