Nei contratti a progetto, in caso di malattia o infortunio la temporanea sospensione del rapporto di lavoro non implica la proroga del contratto, il co.co.pro. comunque termina alla scadenza stabilita. Inoltre, il datore di lavoro può recedere dal contratto a progetto qualora la durata della malattia e/o dell’infortunio si protragga per oltre 30 giorni o abbia una durata superiore ad un sesto della durata complessiva del contratto a progetto.

Il rapporto contrattuale sospeso

In caso di malattia o infortunio il rapporto contrattuale (co.co.pro.) rimane sospeso temporaneamente, senza erogazione del corrispettivo ,ma non può essere estinto.

E' d'obbligo essere in possesso di regolare certificazione scritta e presentarla come prova dell'assenza.

La Legge Biagi include la dizione: "...senza erogazione del corrispettivo" che non significa obbligatoriamente che il compenso globale concordato per il progetto del contratto non sia poi corrisposto per intero. Potrebbero sussistere casi in cui la temporanea sospensione del contratto non comprometta il risultato dal progetto.

Il collaboratore che sospende (soprattutto se per un lasso di tempo breve) il proprio rapporto di lavoro a progetto per malattia o infortunio potrebbe essere comunque in grado di realizzare il programma per il quale è stato assunto. In questa situazione non sembrerebbe corretto eseguire alcuna detrazione dal rimborso totale pattuito.

Il committente può , invece, recedere il contratto nel caso in cui l'assenza per infortunio o malattia si potrae per un periodo equivalente :

- Ad un sesto della durata del contratto, se determinata;

- A 30 giorni , se determinabile;

Incidenza negativa sul progetto

Se al contrario, l'assenza per malattia o infortunio, incide negativamente nella realizzazione del progetto il rimborso stabilito può essere riconosciuto parzialmente. Per determinare il corrispettivo parziale da riconoscere al lavoratore con contratto a progetto che si è assentato per malattia o infortunio può convenzionalmente essere considerata la quota giornaliera del corrispettivo stabilito per l'intero progetto (totale del rimborso rapportato al numero dei giorni del rapporto di lavoro).
Un compenso è comunque riconosciuto al collaboratore poiché il datore di lavoro potrebbe trarre utilità dall'attività comunque svolta dal lavoratore.

Nel contratto a progetto la malattia è totalmente a carico del collaboratore, dal momento che la legge non prevede alcun tipo di integrazione del reddito perso, ne pubblica ne da parte del datore di lavoro. Solo in caso di una degenza ospedaliera è prevista un'indennità di malattia per il periodo del ricovero riservata a chi versa il contributo addizionale dello 0,5 (L 488/99).

Orari di controllo per le visite fiscali aggiornati al 2014

Tutti i lavoratori sanno bene che, ogni qualvolta ci si assenta dal luogo di lavoro per ragioni aventi a che fare con il proprio stato di salute, ci si deve necessariamente sottoporre alle visite mediche fiscali.
Il meccanismo è molto semplice: il datore di lavoro informa l'Inps circa la mancanza di un suo dipendente, facendo luce anche in merito alle ragioni per le quali è stata chiesta la malattia ed il numero di giorni in vista del quale si protrarrà l'assenza dell'interessato.

Durante i giorni coperti dalla malattia, l'Inps invia un suo medico incaricato presso il domicilio del dipendente che, a sua volta, ha l'obbligo di farsi trovare in casa in alcune fasce orarie stabilite dalla legge. Gli orari di controllo per la visita medica Inps aggiornati al 2014 sono i seguenti: per quanto riguarda i dipendenti pubblici l'obbligo di reperibilità si ritiene valido 7 giorni su 7 (inclusi festivi e prefestivi) dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00; per quanto riguarda i dipendenti privati, invece, l'obbligo di reperibilità continua a protrarsi 7 giorni su 7 sebbene gli orari subiscano delle lievi modifiche: si va dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00.

Coloro i quali non si attengono a quanto previsto dalla norma rischiano sanzioni e/o provvedimenti disciplinari regolati dalla legge stessa.

Quando non è previsto il controllo

Tuttavia ci sono particolari fasce di dipendenti pubblici che non rispondono all'obbligo di reperibilità. Ecco i casi per i quali è prevista la possibilità di non sottoporsi alle visite mediche: per assenze aventi a che fare con gravidanze a rischio, per patologie talmente gravi da richiedere l'intervento di terapie salvavita, per infortuni sul lavoro Inail, per malattie professionali Inail o per stati patologici correlati ad invalidità.

Peraltro, il dipendente che ha la necessità di doversi allontanare dal proprio domicilio durante gli orari di controllo, ha l'obbligo di darne preventiva comunicazione all'amministrazione interessata.



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