Oggi parliamo di un argomento piuttosto vasto: i diritti del lavoratore. L'articolo 37 della Costituzione tutela e protegge l'impiego delle donne e dei minori (che abbiano compiuto 15 anni) e riconosce parità di lavoro e di retribuzione per uomini e donne. All'articolo 38 sono stabilite le norme per la previdenza e assistenza e per le assicurazioni obbligatorie, mentre all'articolo 39 è affermato il diritto della libertà dell’organizzazione e dell’attività sindacale. In ultimo l'articolo 40 definisce il principio del diritto di sciopero dei lavoratori.

Oltre alla Costituzione, in forma integrativa, è stato emanato con la legge 300 lo Statuto dei Lavoratori, entrato in vigore il 20 Marzo 1970. 

Lo Statuto è così composto: un titolo dedicato al rispetto della dignità del lavoratore, due titoli dedicati alla libertà e all'attività sindacale, un titolo sul collocamento e uno sulle disposizioni transitorie e finali.

Il governo ha poi costituito degli organi di tutela del lavoro, quali:

  • l’Ispettorato del Lavoro, che è l’organo di vigilanza per il rispetto della norme sul lavoro,
  • l’Ufficio del Lavoro, Agenzie per il lavoro e Centri per l'impiego istituiti per il collocamento dei lavoratori e l’assistenza agli emigrati.

In ambito internazionale opera l’Organizzazione Internazionale del Lavoro.

Un lavoratore autonomo, libero professionista, o un futuro dipendete di un'impresa dovrebbe essere a conoscenza del fatto che il diritto al lavoro è un privilegio di tutti i cittadini Italiani. I diritti del lavoratore sono infatti gestiti e disciplinati da precise leggi e decreti costituzionali, indirizzati proprio ad assicurare un posto di impiego a tutti i soggetti residenti in Italia.

Il diritti del lavoratore vanno inoltre di pari passo con la tutela del lavoratore stesso, al fine di proteggerlo dal punto di vista economico, morale, fisico, per assicurargli dignità e per garantirgli protezione sotto diversi aspetti. I diritti del lavoratore servono anche a regolamentare: i rapporti di lavoro, i licenziamenti, i trasferimenti e le condizioni lavorative stesse (orari, contratti ecc.).

Cosa dice la Costituzione riguardo i diritti del lavoratore

I diritti del lavoratore sono un privilegio che dovrebbe essere concesso a tutti i cittadini italiani; essi sono inoltre regolati e protetti da determinate norme giuridiche e costituzionali, volte ad assicurare questi benefici a tutti gli individui.

La Costituzione della Repubblica Italiana regola i diritti del lavoratore definendoli nell'articolo 1 e 35 della stessa. La Repubblica infatti afferma di tutelare il “lavoro in tute le sue forme e applicazioni”. Il diritto al lavoro è anche sorretto e difeso dalle principali norme giuridiche comunitarie e internazionali quali l'Unione Europea e l'Organizzazione Internazionale.

Il lavoro è infatti uno dei principi insindacabili previsti anche dalla Costituzione della Repubblica Italiana. L'art. 1 lo pone a valore fondamentale della Repubblica stessa e l'art. 35 riporta: «tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni».

Il diritto del lavoro venne redatto nel 1970 da diversi giuristi, tra questi Gino Giugni e rientra nello Statuto dei Lavoratori (Legge n. 300 del 20 maggio 1970). Esiste poi anche la Legge Biagi (Legge n. 30 del 14 febbraio 2003), nata per la liberalizzazione del mercato privato.

Cosa sanciscono le norme Europee

diritti del lavoratore

Il diritto del lavoro si rifà alle norme internazionali e comunitarie come l'Organizzazione Internazionale del Lavoro e l'Unione Europea.

Il diritto del lavoro è in definitiva in insieme di leggi volte a definire diritti del lavoratore e doveri sia dei lavoratori che dei datori di lavoro, all'interno del luogo di lavoro stesso.

Quali sono i diritti del lavoratore dipendente? Non solo la mensilità dello stipendio

Il primo diritto del dipendente non è, come si può immaginare la mensilità dello stipendio ma è quello di essere informato. Un lavoratore deve dunque conoscere a fondo quali sono i diritti del lavoratore, nonché i doveri, che gli spettano; deve possedere conoscenze relative ai diritti del lavoratore legati ai diversi tipi di lavoro (autonomo, subordinato e parasubordinato).

Al fine di garantire il diritto all'occupazione è inoltre importantissima l'attività dei sindacati che gestiscono in prima persona le dinamiche legate alla tutela del lavoratore e soprattutto ai contratti collettivi di categoria. É proprio attraverso l'attività dei sindacati che i lavoratori utilizzano, come metodo di rivalsa dei diritti del lavoratore, scioperi e serrate.

Il diritto all'occupazione comprende inoltre anche le caratteristiche interne al rapporto che si instaura tra dipendente e lavoratori, i contratti previsti, l'obbligo alla sicurezza del lavoratore, le dinamiche di retribuzione. Quindi si alla mensilità dello stipendio ma prima c'è ben altro!

Novità 2021 sui diritti del lavoratore

lavoro ripartito

L’emergenza sanitaria che ha interessato il biennio 2019-2021, ha messo in evidenza e continua a mettere in evidenza delle fragilità del sistema di tutela dei lavoratori, per cui i governi hanno cercato di adottare misure correttive emergenziali soprattutto relative alla gestione della cassa integrazione e all’assegno di ricollocazione per i disoccupati in regime NASPI

Stando alla Legge di Bilancio 2021, un pacchetto di leggi corposo riguarda l’introduzione e l’estensione della cassa integrazione a 12 settimane che si aggiungono alle 6 settimane introdotte dal Decreto Ristori. La legge, inoltre, prevede la proroga del blocco dei licenziamenti e il rinnovo dei contratti a termine “senza causale Covid”. Per agevolare tutto questo, sono previsti incentivi per le imprese che assumono giovani e donne. Relativamente al rilancio dell’occupazione nel Sud, è prevista la decontribuzione al 30% fino al 2029.

La cassa integrazione per autonomi

Una novità è l’introduzione della cassa integrazione anche per i lavoratori autonomi che si chiama ISCRO – Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa – indirizzata ai titolari di Partita IVA iscritti alla gestione separata INPS, ovvero circa 300 mila lavoratori. Si tratta di una misura sperimentale per il biennio 2021-2023 e che consiste in un’indennità pari a 6 mensilità a partire da un importo minimo di 250 € a un massimo di 800 € mensili. I beneficiari a cui è rivolto l’intervento devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • Essere titolari di partita IVA da almeno 4 anni;
  • Essere in regola con il pagamento dei contributi;
  • Aver presentato una dichiarazione dei redditi inferiore a 8.145 €;
  • aver prodotto redditi pari al 50% in meno rispetto ai tre anni precedenti.

Anche per i liberi professionisti iscritti a un ordine o albo è previsto l’esonero del versamento di contributi previdenziali, ma per coloro che hanno dichiarato un reddito pari o inferiore a 50.000 € e che nel 2020 hanno registrato un calo di fatturato pari al 33%. Inoltre una novità è l’estensione degli incentivi fiscali ai lavoratori altamente qualificati che sono rientrati dall’estero in Italia prima del 2020 e che sono iscritti all’AIRE e che versano dal 5 al 10% del reddito imponibile per numero di figli. Estese anche le tutele per i lavoratori fragili – finora senza tutele - dove l’assenza da lavoro è equiparata a malattia.

Il contratto di espansione

contratto a progetto

Un’altra novità interessante è l’introduzione con la Legge di Bilancio 2021 del contratto di espansione, ridefinito ed esteso anche alle imprese con un minimo di 250 dipendenti. Si tratta di uno scivolo di accompagnamento alla pensione e allo stesso tempo un rafforzamento per l’occupazione con contestuale blocco del ricorso ai licenziamenti. Il contratto di espansione prevede, in sintesi, per le imprese da 250 a oltre 1000 dipendenti che per ogni 3 uscite di pensionamento si preveda almeno un’assunzione la quale a sua volta godrà di un ulteriore sconto NASPI. In questo modo si vuole incentivare anche il ricambio generazionale dando continuità alla produttività.

In conclusione

Il diritto del lavoro è un ramo del diritto che disciplina tutto quello che è legato ai rapporti tra datori e lavoratori in ogni suo aspetto. Il diritto del lavoro regola infatti tutto quello che è inerente alla previdenza, alla sicurezza sociale e alle relazioni con i sindacati.

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