La riforma d'insegnamento voluta dal Ministro Gelmini, prevede i Tirocini Formativi Attivi (TFA), utili a ottenere l'abilitazione all'insegnamento, che sarà a numero chiuso accedendovi mediante un concorso nazionale. Scopriamo cosa sono attraverso questo approfondimento.

Il tirocinio formativo attivo è un corso di preparazione all'insegnamento della durata di un anno che, dopo un esame finale, permette di conseguire il titolo di abilitazione all'insegnamento in una delle classi previste. Il tirocinio formativo attivo sono designati presso le facoltà e le istituzioni AFAM; per le classi di insegnamento della scuola secondaria, l'accesso è stabilito dal MIUR.

Il tirocinio formativo attivo prevede tali attività:

  • insegnamenti di scienze dell'educazione;
  • uno stage presso le scuole, sotto la guida di un insegnantetutor, con una fase osservativa e una fase di insegnamento attivo;
  • insegnamenti di didattiche disciplinari.

I requisiti per l'accesso ai Tirocini formativi attivi, tramite bando

  • Una laurea del vecchio ordinamento riconosciuta dal decreto ministeriale 39/98 e gli eventuali esami richiesti per avere accesso all'insegnamento,
  • Una laurea del nuovo ordinamento specialistica o magistrale riconosciuta dal decreto ministeriale 22/2005 e degli eventuali crediti formativi per poter avere accesso all'insegnamento,
  • Il diploma Isef, già valido per l'accesso all'insegnamento di educazione fisica e i TFA di Scienze Motorie

Da notare bene:

  • Chi entro l'anno 2010/2011 era in possesso di una laurea prevista ma non dei crediti formativi necessari, potrà acquisirli in un secondo momento e accedere ai tirocinio formativo attivo successivamente,
  • Chi nell'anno 2010/2011 era iscritto a uno dei percorsi di laurea previsti, potrà partecipare alle prove di accesso per il TFA quando avrà guadagnato i requisiti necessari
  • Sono ammessi ai tirocinio formativo attivo anche i cosiddetti “SSIS congelati”, ovvero i soggetti di cui all'articolo 15, comma 17 del decreto.

Per accedere ai corsi sono previste prove preliminari

Tirocini formativi attivi

Queste saranno costituite da: un test preliminare realizzato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca; una prova scritta creata dall'università sede dell'esame; una prova orale. Nel primo test, si chiede la conoscenza di base delle materie oggetto della propria futura professione di insegnante e un'ottima competenza linguistica italiana.

Il testo scritto è invece completamente tarato sulla materia che si vuole insegnare, con un profondo livello di conoscenza. Per materie scientifiche, ad esempio, è possibile una prova in laboratorio. Lo stesso dicasi per la prova orale, che rispecchia la materie oggetto delle proprie attenzioni e può richiedere prove pratiche (nel caso, ad esempio, di Musica).

Come si svolgono i Tirocini formativi attivi abilitanti: ecco le norme per l'iscrizione

Questi percorsi sono quindi corsi di formazione che, nelle intenzioni, devono preparare all'insegnamento. Per accedervi, una volta maturati i requisiti, occorre fare domanda di ammissione a una delle università italiane, visto che è questo l'ente preposto alla sua organizzazione.

il tirocinio formativo attivo abilita all'insegnamento della scuola secondaria di primo e secondo grado.
Ha durata annuale – ovvero 60 CFU, dove 19 (475 ore) di tirocinio a scuola. La frequenza al corso è obbligatoria ed è incompatibile con l'iscrizione a qualsiasi altro dottorato o corso finalizzato all'acquisizione di crediti formativi (sia in Italia che all'estero).

Il TFA comprende quattro gruppi di attività (ecco quelle per insegnare):

  • insegnamento di scienze dell'educazione,
  • il percorso presso la scuola, cui si è già accennato. Questo viene svolto sotto la guida di un tutor e in collaborazione con un docente universitario. Comprende una fase osservativa e una di insegnamento attivo,
  • Insegnamento di didattiche disciplinari,
  • Laboratori pedagogico-didattici.

Alla fine dell'anno di formazione, si sostiene l'esame finale propedeutico all'abilitazione.

L'obiettivo dei Tirocini formativi attivi

Se lo stage è obbligatorio, è meglio detto tirocinio o praticantato e indica una modalità di apprendimento e di inserimento nel mondo del lavoro. Il tirocinio formativo è un sistema utilizzato dalle aziende per assumere (dopo il periodo di inserimento attraverso lo stage) giovani neodiplomati o neolaureati.

Si tratta quindi della relazione instaurata tra un datore di lavoro e il soggetto (tirocinante) al fine di permettere a quest’ultimo di acquisire nozioni circa un’attività lavorativa, a scopi formativi o di orientamento professionale.

Il rapporto formativo non può essere rapportato al rapporto di lavoro subordinato poiché non include gli obblighi basilari del contratto di lavoro, ad esempio gli oneri retributivi o contributivi.

Norme che disciplinano il contratto (aggiornato al 2015): scadenze

Tirocini formativi attivi

La norma che disciplina i tirocini formativi attivi è la legge TREU, legge 196 del 1997, all’articolo 18 enuncia alcune modifiche importanti e chiarisce alcuni aspetti della disciplina relativo al tirocinio formativo attivo.

La legge TREU si occupa:

  • dell’estensione dei soggetti promotori anche agli enti privati no- profit;
  • di definire i doveri burocratici dei soggetti promotori;
  • di inserire tra i soggetti anche i disoccupati e gli inoccupati;
  • di comprendere nuovi soggetti promotori come gli Uffici del Lavoro.

Obiettivi del percorso formativo

L’obiettivo è quello formativo attraverso il quale il tirocinante vive un’esperienza lavorativa pratica e da questa impara. Il tirocinante è un “ospite” perciò è necessario che si adatti alle regole dell'impresa che lo ospita, rispettandone le regole di igiene, sicurezza e salute sui luoghi di lavoro.

Bando del 2020 per la selezione di 60 tirocini formativi

La Suprema Corte della cassazione ha dichiarato ha dichiarato che i tirocini formativi riguardanti l’anno 2020/2021, avranno inizio a settembre 2020 e termineranno a marzo 2022. Ovviamente per partecipare sarà necessario rientrare nei requisiti richiesti dal bando. Nello specifico, in questo caso, l’opportunità di effettuare il tirocinio formativo attivo è riservata a chi abbia conseguito il corso di studi in giurisprudenza. Ovviamente, la laurea quinquennale in giurisprudenza, non è l’unico requisito necessario alla partecipazione di questo bando, i posti sono pochi, quindi ci sono diverse caratteristiche che il candidato deve rispecchiare per poter presentare la domanda come tirocinante.

Vediamo ora i requisiti necessari per poter svolgere l’iter selettivo:

Tirocini formativi attivi

  • Ovviamente il candidato non dovrà riportare nella sua scheda, condanne per quanto riguarda il lato penale della giustizia;
  • Il candidato potrà presentare la domanda soltanto se la sua età è inferiore ai 30 anni;
  • Il voto di laurea idoneo a partecipare al concorso non dovrà essere inferiore 105 su 110;
  • Nel momento in cui le domande superano il numero consentito, sarà attuata una sorta di graduatoria secondo la quale verranno scelti i punteggi migliori partendo da 110/110, intrecciando i dati con le altre informazioni disponibili, come ad esempio l’età anagrafica;
  • Le domande appartenenti ai candidati che hanno già partecipato ad un tirocinio formativo attivo non saranno prese in considerazione;
  • Nella domanda dovranno essere specificate anche le competenze in campo linguistico e in campo informatico, le quali verranno prese in considerazione a parità degli altri requisiti;

Questo concorso darà la possibilità, a tutti coloro che vogliono addentrarsi nel mondo del lavoro, di essere inseriti all’interno di un’esperienza formativa sul campo a tutti gli effetti. Potranno imparare a mettere in pratica le competenze acquisite durante gli studi universitari e imparare come comportarsi in modo idoneo sul luogo di lavoro.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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