Per lavoro, bisogna spesso spostarsi in una località diversa dalla sede della propria azienda; molte altre volte si cerca invece volutamente una vera e propria formula alternativa come quella della vacanza lavoro, diffusissima soprattutto tra i ragazzi che intendono andare all'estero per imparare una lingua (in Inghilterra o in Irlanda con l'inglese per esempio).

Soprattutto quest’ultimo aspetto assume molta importanza nella società di oggi: l’italiano non è la lingua principale negli scambi commerciali o comunicativi e conoscere l’inglese è diventato imprescindibile. In questo senso, impararlo direttamente sul luogo risulta decisivo per l’apprendimento e lo studio. Inglese e spagnolo risultano le lingue europee più parlate e la conoscenza di questi due idiomi permette dunque di arricchire il proprio Curriculum Vitae.

Caratteristiche della vacanza lavoro (in Europa o negli USA)

Nella vacanza lavoro si forniscono prestazioni lavorative all'estero in cambio del pagamento del viaggio e, in alcuni casi, anche dell'alloggio sul posto di lavoro (da sottolineare come, in ambito universitario, esistono numerose agenzie di viaggio che organizzano formule di questo tipo).

  • Il Portale Europeo per i Giovani lista una serie di utili siti per chi vuole viaggiare in maniera non convenzionale (anche per paesi situati nel Sud America come il Brasile o l'Argentina)
  • Anche il Governo del Canada mette a disposizione buoni programmi per andare a scoprire questo interessante paese
  • Lo stesso dicasi per la Nuova Zelanda che ha siglato con l'Italia il piano Working Holiday Scheme

I requisiti per le vacanze lavoro: le esperienze concrete

I programmi, a prescindere dall'ente o dallo stato organizzatore, condividono molti dei requisiti per inviare la domanda. Si consiglia, in ogni caso, di contattare il singolo ente preposto all'iniziativa.

  • Età compresa: 18-30 anni
  • Non viaggiare con bambini
  • Soddisfare i requisiti generali dell'immigrazione del paese di destinazione
  • Avere da parte una somma di denaro per eventuali spese (per il programma della Nuova Zelanda servono, ad esempio, 2170€)
  • Avere una copertura sanitaria
  • Aver prenotato il biglietto di ritorno in Italia o di andata per altra destinazione
  • Conoscere la lingua

La vacanza lavoro chiamata house sitting

Esiste anche un particolare tipo di vacanza lavoro chiamata house sitting, dove i proprietari di una villa offrono ospitalità per un breve periodo in cambio di alcuni lavori gratuiti (giardinaggio, cura animali o bambini, sorveglianza) durante il periodo di permanenza. E' molto importante organizzare la vacanza lavoro prima di partire, evitando di mettersi in viaggio se non si ha già un accordo firmato e affidandosi alle associazioni e alle agenzie specializzate.

Esempio concreto: in Australia

Vacanza lavoro

Se si digita vacanza lavoro su Google, uno dei primi risultati avrà come parola chiave Australia. Questo perchè il Paese del continente dell’Oceania sta diventando una meta molto ambita dagli italiani e non è un caso che negli ultimi anni si sia registrato un boom di presenze di nostri connazionali in Australia.

Stipendi molto più alti rispetto alla media, aspettative di vita di grande appeal unite alla crescente disoccupazione in Italia costringono molti giovani a partire per un viaggio che dura almeno un giorno verso l’altra parte del mondo. Tuttavia, le condizioni in Australia sono stringenti per gli sbarchi: prima di tutto è necessario fare il visto che avrà validità un anno.

Sono obbligatori in questo lasso di tempo almeno tre mesi in una factory grazie alla quale si potrà prorograre il visto di un altro anno. Scaduto il visto si è costretti a tornare nel Paese d’origine a meno che non ci sia uno sponsor che ci offra un posto di lavoro.

Non si può rimanere a vagabondare in Australia perchè le autorità tengono tutto in ordine e conoscono alla perfezione le persone che non possono più rimanere sul territorio per la scadenza del visto. Le opportunità di lavoro sono molteplici e anche un semplice cameriere guadagna molto di più rispetto al suo collega nel Bel Paese. Tuttavia, è giusto ricordare che non tutti trovano l’Eldorado della fortuna in Australia e alcuni sono costretti a tornare o non riescono a sfondare seguendo il proprio sogno di accumulare ricchezza.

Non solo Australia

Non c’è solo l’Australia nei pensieri dei giovani: la situazione stagnante in Italia costringe infatti tantissimi giovani ad emigrare all’estero per realizzarsi, in cerca di opportunità che nella nostra Penisola non esistono. Purtroppo si sta ritornando al concetto di emigrazione, della cosidetta fuga di cervelli. Germania, Stati Uniti (Florida e California in prima posizione tra le mete), diverse sono le mete ambite di chi è in possesso anche di un titolo di studio importante, come la laurea, o di dottorati di ricerca che però non trovano sbocco in Italia nel mondo del lavoro.

Vacanze lavoro in Gran Bretagna dopo la Brexit: vediamo cosa è cambiato

I giovani italiani che si sono trasferiti in Gran Bretagna negli ultimi decenni non sono per niente pochi, come non lo sono coloro i quali desiderano effettuare delle vacanze lavoro ancora oggi, dopo l’uscita della stessa dall’Unione Europea.

Capire, dunque, cosa sia cambiato per gli italiani dopo la Brexit è importante per essere pronti qualora si scegliesse l’Inghilterra come destinazione per poter cambiare la propria vita.

Per quanto riguarda le vacanze lavoro, oltre ai requisiti sopra elencati, i cittadini italiani (come tutti gli altri cittadini europei) dovranno ottenere, dopo un massimo di 60 giorni, un permesso di soggiorno o di lavoro.
In questo caso, però, bisogna sapere che le nuove regole sull’immigrazione prevedono un sistema appunti che non concede alcun privilegio ai cittadini europei che quindi vengono considerati come tutti gli altri cittadini del mondo, motivo per cui potrebbe risultare più complicato ottenere la possibilità di effettuare una vacanza lavoro o addirittura trasferirsi lì definitivamente.

Il sistema ha come obiettivo principale quello di realizzare una corrispondenza tra le mansioni richieste e le conoscenze dei singoli, rendendo più complicato l’accesso per i lavoratori non particolarmente qualificati: i visti vengono concessi a chi è in grado di dare un contributo all’economia britannica per titoli di studio o competenze professionali.

Naturalmente, come sopra descritto, per poter effettuare una vacanza lavoro sarà necessario avere una buona padronanza della lingua, un livello pari almeno al B1. 

Anche per chi non desidera effettuare una vacanza lavoro ma desidera studiare in Gran Bretagna sarà tutto un po’ più complicato: i privilegi fino ad ora riservati ai giovani provenienti dagli stati europei sono terminati e a partire da Settembre 2021 le rette universitarie saranno più elevate, anche del doppio o in alcuni casi del triplo. 

La Gran Bretagna ha inoltre deciso di uscire dal programma di scambio Erasmus, quindi non vi sarà più neanche questa possibilità per gli studenti. Per quanto riguarda, invece, gli italiani che si trovano già residenti nel Regno Unito, per questi non cambierà nulla e avranno gli stessi diritti dei cittadini britannici, però devono ottenere il visto apposito, diverso se si è residenti in Gran Bretagna da meno o da più di cinque anni.

Come avrete capito nulla è più semplice come prima ma non per questo occorre rinunciarvi, informatevi bene e se proprio non vi convince potrete trascorrere la vostra vacanza lavoro in molti altri luoghi altrettanto formativi.

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