Logo AreaLavoro

Oggi affrontiamo un tema caro a molte donne: la Maternità anticipata per lavoro a rischio.

Le lavoratrici che possono richiedere la maternità anticipata appartengono a diverse categorie contrattuali. Andiamo, dunque, a vederle nel dettaglio:

  • dipendenti;
  • Lavoratrici occasionali;
  • associate in partecipazione;
  • libere professioniste;
  • Lavoratrici autonome iscritte alla gestione separata (un particolare fondo pensionistico nato con la legge 335/95 di riforma dello stesso sistema pensionistico).

Tuttavia, il regime di maternità anticipata deve essere giustificato da gravidanza a rischio, che sia per complicazioni ovvero per condizioni morbose. Analizzeremo questi casi nei paragrafi successivi.

Salario durante il congedo per lavoratrici a rischio

  • se il lavoro o il luogo in cui svolge la sua attività professionale non è salubre e mette a rischio la gravidanza

Come fare la richiesta di maternità anticipata

La lavoratrice in dolce attesa che lo richieda per motivi specifici (come quelli sopra citati) ha diritto alla maternità anticipata. In questo caso è necessario:

  • entro 7 giorni avviene l’approvazione della domanda di maternità anticipata.

Il congedo di maternità, anticipata e obbligatoria, non compromette l’anzianità di servizio o le ferie maturate. Inoltre durante la maternità anticipata alla lavoratrice spetta la retribuzione totale.

La richiesta può essere effettuata in modi diversi a seconda dei casi:

  • Gravi Complicazioni della Gravidanza e/o Preesistenti Condizioni Morbose:
    La richiesta va fatta attraverso la presentazione di una serie di documenti, che devono essere consegnati al servizio ispezione del lavoro competente. In particolare, la lavoratrice deve presentare la domanda di interdizione anticipata dal lavoro, il certificato medico di gravidanza (redatto da ASL), il certificato medico del ginecologo che attesti la presenza di complicanze gravi e/o di preesistenti condizioni morbose che si presume possano essere aggravate dalla gravidanza.
  • Condizioni di Lavoro e Ambientali Non Idonee e Lavoro Faticoso, Insalubre o Pericoloso

Visualizza la documentazione necessaria a presentare la domanda sul sito del Ministero del Lavoro.

A quanto ammonta l’indennità per la maternità anticipata e chi deve pagarla

Nei periodi di astensione dal lavoro obbligatoria, spetta alla dipendente in questione un’indennità erogata dall’ente nazionale INPS he possa coprire i periodi di assenza dal lavoro. Da parte dell’azienda, infatti, non c’è l’obbligo di erogare alcun sostentamento economico.

Questo incentivo sarà anticipato da parte dell’azienda all’interno della busta paga, dopo di che l’impresa, recupererà l’importo versato quando andrà a pagare l’F24 dell’anno corrente. I casi in cui l’INPS eroga direttamente la pensione all’interessato, sono molto rari.

L’importo di indennità è equivalente all’80% della retribuzione giornaliera, moltiplicata per il numero dei giorni indennizzabili durante il periodo di assenza del dipendente.

L’indennità comprende tutte le giornate del periodo di maternità tranne:

  • Le domeniche e le festività nazionali
  • Le festività nazionali che cadono di domenica.

A chi spetta l'assegno di maternità?

L’assegno di maternità spetta se:

  • la lavoratrice già gode di una tutela previdenziale ed ha versato almeno tre mesi di contributi
  • la madre è disoccupata;
  • qualora la lavoratrice abbia interrotto il rapporto di lavoro per dimissioni durante il periodo di gravidanza

L'importo dell'assegno di maternità dello Stato è pari a 1.902,90 euro.

Come fare domanda?

L'assegno di maternità dei Comuni spetta ai soggetti sopracitati e alle cittadine extracomunitarie con lo
status di rifugiate politiche, anche se non sono in possesso della carta di soggiorno.
Tale assegno spetta se:

  • la madre non gode di alcuna indennità ad altro titolo
  • vive in un nucleo familiare con indicatore della situazione economica (ISEE) inferiore a determinati tetti. Per il 2009, il valore ISEE per un nucleo familiare di tre persone non deve superare i 32.222,66 euro.

Importante: l’assegno di maternità spetta per ogni figlio. L'importo dell'assegno di maternità del Comune è pari a 309,11 € mensili per cinque mesi, per complessivi 1.545,55 €.

La domanda dell'assegno di maternità del Comune va chiesto al Comune di residenza, entro sei mesi dalla nascita del bambino o dall'ingresso in famiglia in caso di adozione, e viene pagato dall'Inps.

Requisiti necessari per ricevere l'assegno di maternità

Tra le misure di sostegno alle famiglie a basso reddito c’è l’assegno di maternità (DLgs. 151/2001 Capo XIII). Tale assegno può essere a carico dello Stato, e quindi erogato e concesso direttamente dall’Inps, oppure può essere a carico del Comune ed essere concesso, quindi, dai Comuni ed erogato dall’Inps in presenza di determinati requisiti reddituali. Qui di seguito illustreremo l’assegno per maternità dello Stato.

E per il padre?

E’ necessaria, infine, la sussistenza di regolare soggiorno e residenza in Italia del padre - o del coniuge della deceduta - e che il minore si trovi presso la sua famiglia anagrafic.

Maternità, gli altri bonus e incentivi

Da quest’anno, tuttavia, il bonus diventa universale, questo significa che verrà corrisposto a tutte le famiglie italiane, senza badare al reddito come invece avveniva in precedenza. Sarà, piuttosto, il valore del bonus a cambiare in base all'ISEE minorenni.
Il bonus bebè, dunque, varierà in questo modo:

  • avrà un valore pari a 1.920 euro per la durata di un anno se il nucleo familiare del genitore che ne fa richiesta non supera i 7.000 euro annui;
  • avrà un valore pari a 1.440 euro se invece il nucleo familiare del genitore che fa domanda per l’assegno di maternità supera i 7.000 euro, ma è inferiore ai 40.000 euro;
  • avrà un valore pari a 960 euro se, infine, il nucleo familiare a cui appartiene il genitore che fa domanda per il bonus supera con il proprio ISEE i 40.000 euro annui.

La legge di bilancio, quindi, ha individuato sostanzialmente tre fasce di reddito ma in ogni caso viene confermato anche un valore del bonus del 20 per cento in più se nel corso del 2020 c’è anche un altro figlio. Tuttavia, queste non sono le uniche novità del bonus bebè visto che a partire dal prossimo anno, il 2021, a meno di ulteriori cambiamenti in corso d’opera, il governo intende arrivare a quello che viene definito fin da ora come l’assegno unico. Questo significa, tradotto in parole povere, sintetizzare tutte le diverse agevolazioni previste in caso di maternità e paternità, tra congedi, bonus, agevolazioni e assegni, in una sola formula che vada a semplificare e integrare con un unico strumento a 360 gradi quanto oggi è invece frastagliato e differenziato. L’intento, dunque, è proprio la semplificazione del sistema di agevolazioni pensato per sostenere e incentivare la natalità in Italia. Con l’assegno unico, quindi, si avrebbe un’agevolazione pensata per ciascun figlio a carico. Anche in questo caso l’assegno di maternità verrebbe erogato per la durata di 12 mesi e con un importo di 240 euro per ogni figlio minore e di 80 euro per ogni figlio over 18 che sia ancora a carico del nucleo familiare. Un’altra idea è anche quella di introdurre un sistema unico di agevolazioni che non superi i 400 euro al mese per ogni bimbo che non superi i 3 anni di età.

A chi spetta l’assegno di maternità?

assegno di maternità

L’importo dell’assegno di maternità dello Stato è pari a 1.740,60 euro, sia per le nascite che per gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento.
Come fare domanda?
Vive in un nucleo familiare con indicatore della situazione economica (ISEE) inferiore a determinati tetti. Per il 2021, il valore ISEE per un nucleo familiare di tre persone non deve superare i 17.416,66 euro.
Importante: l’assegno di maternità spetta per ogni figlio. L’importo dell’assegno di maternità del comune è pari, le 2021, a 348,12 euro mensili per cinque mesi, ovvero 1.740,60 euro in un anno.

La legge di bilancio, quindi, ha individuato sostanzialmente tre fasce di reddito ma in ogni caso viene confermato anche un valore del bonus del 20 per cento in più se nel corso del 2021 dovesse esserci un altro figlio.
Nel corso del 2020 si è discussa la possibilità di arrivare ad effettuare quello che può essere definito come un assegno unico.
La legge 46 del 2021 del 6 aprile, infatti, prevede proprio l’assegno unico e le misure di sostegno alle famiglie sono state messe attualmente in atto.
A partire dal 1° Luglio 2021, infatti, per tutte le famiglie che hanno un figlio fino a 21 anni a carico verrà erogato un assegno mensile di un valore massimo di 250 euro, composto da un valore fisso ed uno variabile in base al reddito familiare. L’assegno unico ha la funzione di unificare e potenziare i contributi attualmente esistenti a sostegno dei nuclei familiari con figli a carico.
L’assegno sarà inoltre compatibile con il reddito di cittadinanza e verrà o erogato in maniera diretta oppure riconosciuto come credito di imposta.
Allo stato attuale sono possibili solo delle ipotesi, si crede che si dovrebbe assistere ad un importo pari a 161 euro al mese per ciascun figlio minorenne e 97 euro al mese per ciascun figlio maggiorenne per coloro che possiedono un’ISEE pari a 30.000 euro, per coloro i quali hanno un ISEE superiore allora si avrà un decremento non lineare fino ai 52.000, a tutela di chi ha un ISEE meno elevato.

Autore: Enrico Mainero LinkedIn

Immagine di Enrico Mainero

Dal 2011 Direttore Responsabile e Amministratore unico di ElaMedia Group SRLS. Mi dedico prevalentemente all'analisi dei siti web e alla loro ottimizzazione SEO, con particolare attenzione allo studio della semantica e al loro posizionamento organico sui motori di ricerca. Sono il principale curatore dei contenuti di questo Blog (assieme alla Redazione di ElaMedia).