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Buongiorno dalla Redazione di AreaLavoro. Dopo avervi illustrato alcuni dettagli sulla Pensione ai superstiti, oggi vi proponiamo un nuovo articolo.

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Dalla riforma sul sistema previdenziale italiano, pure l'Inpdap si è conformata alla differenziazione fra la previdenza obbligatoria e la previdenza complementare.

La pensione Inpdap può essere:

  • diretta (vecchiaia, anzianità, inabilità e privilegio),
  • ai superstiti (indirette e di reversibilità).

Nel tema pensione, l'Inpdap si occupa anche di servizi quali: il pagamento della pensione o dell'assegno per il nucleo familiare, assistenza fiscale e modello 730, operazione Red. Vediamo ora i dettagli per il calcolo della pensione inpdap.

Pratiche di TFR

L'inpdap si occupa anche delle pratiche del TFR, liquidando ai dipendenti l'indennità di buonuscita e l'indennità premio di servizio e il trattamento di fine rapporto.

Calcolo pensione Inpdap: di seguito le categorie legate al tema

  • di vecchiaia
  • di anzianità
  • di inabilità
  • di Provilegio
  • ai superstiti

In ciascuna sezione è possibile reperire la modulistica necessaria a presentare la domanda.
E' possibile trovare informazioni relative ai moduli da compilare.

Ottenere la pensione

L'accumulo contributivo utile per l'ottenimento della pensione è di vitale importanza per tutte le categorie di lavoratori. In Italia esistono degli istituti che sono nati propri per monitorare tutte le attività inerenti alla previdenza e alle pensioni.

L'istituto principale di previdenza italiano è L'a title="Clicca per sapere di più sull'Inps"""Inps acronimo di "Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale", al quale fanno capo le principali mansioni legate alla concessione della pensione.

Altro istituto particolarmente importante è l'a title="Clicca per sapere di più sull'Inail"""Inail, ovvero l'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro e le Malattie Professionali. Per i dipendenti dell'amministrazione pubblica è stato invece istituito L'Inpdap. L'Inpdap è nata nel 1994 e rappresenta l'acronimo di: “Istituto Nazionale per i Dipendenti dell'Amministrazione Pubblica”. Fanno capo all'Inpdap gli istituti di previdenza del Ministero del Tesoro, nonché l'ENPAS, l' ENPDEP e l'INADEL.

Per approfondire l'argomento, ti suggerisco di leggere questo dettagliato articolo sulle pensioni quota 96.

Calcolo della pensione Inpdap: caratteristiche

L'Inpdap gestisce dunque le pensioni rivolte ai dipendenti del settore pubblico attraverso due tipi di forme pensionistiche. La pensione Inpdap può essere diretta infatti, nel caso di pensione di vecchiaia, di anzianità, di privilegio oppure di inabilità, oppure indiretta qualora elargita a superstiti o nei casi di pensione di reversibilità.

La pensione diretta e ordinaria di anzianità dell'Inpdap viene erogata, tramite compenso di natura economica, esclusivamente ai dipendenti del settore pubblico che sono iscritti all'Istituto. Essi dovranno aver inoltre raggiunto il limite di età e contributivo previsto dalla legge italiana. Il calcolo della pensione inpdap di anzianità viene effettuato mediante metodologia mista, contributiva o retributiva.

Calcolo dell'Età pensionabile

calcolo pensione inpdap

Mediante sistema misto o retributivo sono necessari, ai fini dell'ottenimento della pensione Inpdap, 60 anni per le donne e 65 per gli uomini e 20 anni di servizio o anzianità contributiva. Attraverso la metodologia contributiva gli uomini devono aver compiuto 65 anni e maturato 5 anni di contributi, mentre le donne devono raggiungere i 60 anni e i 5 di contributi. Dal 2013 dovrebbero però entrare in vigore nuove disposizioni di leggi che aumenteranno il livello di età pensionabile. proseguiamo a parlare del calcolo pensione inpdap.

Effettura la domanda di pensionamento

Per ottenere il vitalizio è necessario fare una richiesta presso l'Istituto che fornirà il modello apposito da compilare che sarà di volta in volta diverso in base al tipo di vitalizio che si richiede. I tipi di pensione possono infatti essere diversi e sono: di vecchiaia, di anzianità, ai superstiti, di privilegio e di inabilità.

Come funziona il sistema che regola il Calcolo della pensione Inpdap?

Prima di operare in tal senso, è opportuno conoscere a grandi linee come funziona il sistema per calcolare le pensioni per i dipendenti della pubblica amministrazione italiana. Stando alla normativa attuale, il sistema di calcolo delle pensioni Inpdap può essere effettuato secondo un sistema retributivo, un sistema contributivo, ed un sistema misto.

Sistema retributivo

Per quanto riguarda il calcolo della pensione Inpdap con sistema retributivo, si opera prendendo in considerazione il numero totale di contributi versati in ogni settimana della carriera lavorativa. Oltre a tale dato, per il calcolo pensione inpdap, va considerata la retribuzione media della settimana relativa agli ultimi dieci anni o relativa all'ultimo mese della retribuzione. Questi due dati servono per il calcolo pensione inpdap delle quote  precedenti al 31 dicembre 1995.

Va sottolineato il fatto che tale sistema retributivo può venire applicato solo a delle particolari categorie di dipendenti pubblici, ovvero:

  • tutti i lavoratori che alla data del 31 dicembre 1995 avessero già minimo 18 anni di contributi versati;
  • parzialmente a tutti i lavoratori che, al 31 dicembre 1995 avessero versato meno di 18 anni di contributi; tutti gli altri contributi successivi vengono calcolati col sistema contributivo

Per tutte le altre categorie di lavoratori dipendenti, vale solamente il sistema di calcolo .

Sistema contributivo

A partire dal 1996, è entrato in vigore anche il sistema contributivo per calcolare la pensione Inpdap. Per effettuare questo calcolo, vanno considerati i montanti di ogni anno, che andrà a sommarsi a quello degli anni precedenti, dopo averne effettuato una rivalutazione in base a determinati coefficienti che compensano la perdita di potere di acquisto conseguente l'inflazione.

Sulla base di questi dati e sul numero di settimane lavorative, viene poi fatto il calcolo pensione inpdap definitivo.

Enti Italiani che si occupano di Previdenza sociale

Uno dei principali enti è sicuramente l'Inps (Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale). L'Inps prevede: una speciale gestione per la previdenza dei lavoratori autonomi; l'assicurazione generale obbligatoria (A.G.O.) ai lavoratori dipendenti del settore privato, fondi integrativi e sostitutivi, per i lavoratori dipendenti. L'Inps ha inoltre una gestione separata per i lavoratori autonomi.

Le prestazioni legate alla previdenza sociale sono basate su attività di natura economica, realizzate mediante il pagamento sostitutivo del reddito scaturito dal lavoro definitivamente o temporaneamente perduto.

Previdenza sociale e assistenza sociale, la distinzione

La legislazione sociale si distingue in due rami diversi tra loro, quello della previdenza sociale e quello dell’assistenza sociale. La previdenza sociale, come abbiamo visto, viene definita come quella componente dell’ordinamento giuridico che mira a tutelare il lavoratore e i suoi familiari. Al contrario, quando si parla di assistenza sociale, intendiamo quella parte dell’ordinamento che protegge tutti coloro che siano inabili al lavoro, così come chiunque viva in una condizione considerata di bisogno. Pensiamo ad esempio all’assistenza sanitaria, ma anche a quella residenziale o all’assistenza sociale prevista per i disabili o ancora all’assistenza scolastica. 

Chi gode, quindi, dell’assistenza sociale? Ecco le principali categorie:

  • chi sia inabile al lavoro, da un punto di vista psicologico, fisico o culturale;
  • chi non abbia mezzi di sostentamento;
  • Chi abbia un handicap fisico o psicologico.

La previdenza, invece, tutela i lavoratori soprattutto rispetto a eventualità specifiche che possano ridurre o eliminare completamente la loro capacità di lavorare. Ed è la legge, naturalmente, a prevedere nel dettaglio tutta una serie di eventi e accadimenti che possano essere ritenuti di ostacolo allo svolgimento del proprio lavoro. L’assistenza sociale prevede forme di indennità o agevolazioni decise a livello nazionale e regionale, la previdenza, invece, prevede delle prestazioni che dipendono dalla propria retribuzione. Un’altra distinzione consiste nel finanziamento dell’una e dell’altra forma sociale. Nel caso dell’assistenza sociale è tutta la collettività a contribuire attraverso il sistema della tassazione, mentre alla previdenza sociale pensano direttamente i lavoratori e i datori di lavoro attraverso il versamento dei contributi. 

Per quanto riguarda la previdenza sociale, questa si esplica in diverse funzioni e tipologie di diritti di cui il lavoratore gode. La forma più nota e conosciuta è ovviamente la pensione, ma pensiamo anche, ad esempio, che la stessa pensione può non essere solamente quella di vecchiaia. Ad esempio, se un lavoratore subisce un infortunio sul lavoro e diventa inabile al lavoro in parte o del tutto, avrà diritto a un’indennità di invalidità che è una delle tipologie di previdenza sociale previste in Italia. Oppure, pensiamo alla maternità o al congedo parentale: due esempi concreti e positivi di come la previdenza sociale tuteli un lavoratore in una fase della propria vita personale che non rende lo stesso lavoratore nelle condizioni ideali per continuare a lavorare perché, come in questo caso, deve accudire il proprio figlio appena nato.

Casse per i contributi di assistenza

Le casse di previdenza sono nate per determinate categorie di lavoratori autonomi e liberi professionisti e svolgono principalmente attività di gestione e riscossione dei contributi pensionistici e di assistenza di coloro che si iscrivono ad esse.

Come vengono riscossi i contributi?

Le casse di previdenza si occupano dunque di consegnare la pensione agli iscritti e di riscuotere i contributi relativi ad essa; esse si dedicano anche al pagamento delle prestazioni aggiuntive quali assegni familiari, gli assegni di disoccupazione, gli assegni comunali per la maternità, nonché di assicurare coperture assistenziali come quelle sanitarie.

Coloro che appartengono a un albo specifico sono obbligati ad iscriversi alle casse di previdenza e a versare i contributi; chi non ha il proprio ente di rifermento dovrà invece iscriversi alla Gestione Separata dell'Inps.

Cosa versare alla cassa di previdenza

previdenza sociale

I contributi da versare alle casse di previdenza sono due: contributi soggettivi, che vengono calcolati in base al reddito del professionista; contributi oggettivi, da versare in più per ogni fattura. È presente inoltre anche il contributo di maternità, per le lavoratrici che aspettano un bambino. Di seguito un elenco utile:

Autore: Laura Perconti

Immagine di Laura Perconti

Laureata in lingue nella società dell’informazione presso l'Università di Roma Tor Vergata, Laura Perconti segue successivamente un Corso in Gestione di Impresa presso l'Università Mercatorum e un Master di I livello in economia e gestione della comunicazione e dei nuovi media presso l'Università di Roma Tor Vergata.