La presenza di un CCNL Industria, ovvero di un Contratto collettivo nazionale del Lavoro e di settore, è fondamentale per regolare al meglio le dinamiche di lavoro e le direttive di una determinata categoria lavorativa.

Il contratto collettivo nazionale del lavoro per ogni singolo settore lavorativo presente in Italia vengono infatti stipulati tra i sindacati dei lavoratori e i datori di lavoro e puntano a creare le direttive eque, abolendo i fenomeni di concorrenza e favorendo invece una specie di solidarietà tra lavoratori di categoria stessi.

Il contratto collettivo nazionale del lavoro si basa poi su quattro livelli ccnl ben distinti (nazionale confederale, nazionale di categoria, aziendale o di gruppo, individuale) che vanno rispettati e che regolano le singole dinamiche relative ai diversi rapporti di lavoro.

Tra i contratti collettivi nazionali del lavoro c'è quello relativo al terziario, all'agricoltura, al commercio, ai metalmeccanici, all'artigianato, all'edilizia e all'industria.

Le caratteristiche del Ccnl Industria

Il Ccnl Industria, ovvero il contratto collettivo nazionale del lavoro che regola le dinamiche lavorative e rapporti tra datori di lavoro, sindacati e lavoratori che si occupano e svolgono delle attività in ambito industriale.

Tra i Ccnl Industria ci sono quelli relativi a:

  • Alimentaristi
  • Chimica
  • Legno
  • Metalmeccanici
  • Pulimento
  • Odontotecnici Artigianato
  • Tessili.

Il primo Ccnl Industria è relativo alle industrie di tipo alimentare, mentre il secondo regola le attività lavorative e i rapporti di lavoro dei lavoratori che si occupano di produrre a livello industriale materiale chimico.

Ci sono poi i ccnl relativi alle industrie che si occupano del legno, il contratto collettivo nazionale delle industrie metalmeccaniche, quello legato ai dipendenti che si occupano di pulimento e multiservizi e ai lavori in ambito industriale odontotecnico e artigiano e infine il Ccnl Industria per l'ambito tessile.

Ogni Ccnl Industria, di qualunque categoria si tratti, va stipulato in forma scritta e deve contenere, secondo le norme nazionali: le tipologie di contratti di lavoro; le ore di lavoro; l'inizio e la fine del rapporto di lavoro se si tratta di contratto a tempo determinato; il luogo nel quale verrà svolta l'attività lavorativa; l'eventuale periodo di prova, ruoli, mansioni, qualifiche anche precedenti e retribuzione prevista per il lavoratore.

I numeri del settore industriale italiano

CCNL per l'industria

Vediamo qual è lo stato di salute dell’industria italiana nel 2019. Il bilancio finale dell’anno è leggermente positivo, con un fatturato in aumento di poco, vale a dire dello 0,2 per cento, ma comunque col segno più. Tuttavia, il settore dell’industria italiana rimane molto variegato e stratificato al suo interno e questa sarà anche la tendenza per il 2020. Le analisi sono state elaborate da Prometeia e Intesa Sanpaolo. Cosa attende, dunque, l’industria italiana? Sicuramente dobbiamo cominciare con un biennio all’orizzonte cautamente positivo, con l’andamento dell’industria manifatturiera che aumenterà annualmente di circa l’1,3 per cento. Com’è possibile? Grazie a una progressiva ripresa degli scambi a livello mondiale e a una domanda interna sicuramente in espansione, soprattutto per il comparto degli investimenti nei beni cosiddetti strumentali. Ma non è tutto oro quello che luccica, perché qualche dolorino è previsto, invece, per il comparto auto, che risente e continuerà a risentire della contrazione delle esportazioni di automobili tedesche a cui la nostra industria fornisce moltissimi componenti. Nella filiera automotive tedesca, infatti, siamo il Paese più direttamente coinvolto anche davanti ai paesi dell’Est Europa. Non andrà meglio nemmeno per l’industria pesante, in primis quella metallurgica, e per l’elettrotecnica: Bollino nero da qui al prossimo biennio anche per gli intermedi chimici.

Ma passiamo ora alle buone notizie, ovvero a chi andrà benino se non addirittura bene. Spicca fra tutti per aumento di fatturato il settore della farmaceutica, che beneficia di nuovi investimenti e delle esportazioni. Questo comparto si prevede in crescita nei prossimi due anni di oltre il 2 per cento annuo. Andando nel largo consumo, benissimo nel 2019 e con ottime previsioni all’orizzonte anche per il settore moda.

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