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La presenza di un CCNL Industria, ovvero di un Contratto collettivo nazionale del Lavoro e di settore, è fondamentale per regolare al meglio le dinamiche di lavoro e le direttive di una determinata categoria lavorativa.

Il contratto collettivo nazionale del lavoro per ogni singolo settore lavorativo presente in Italia vengono infatti stipulati tra i sindacati dei lavoratori e i datori di lavoro e puntano a creare le direttive eque, abolendo i fenomeni di concorrenza e favorendo invece una specie di solidarietà tra lavoratori di categoria stessi.

Il contratto collettivo nazionale del lavoro si basa poi su quattro livelli ccnl ben distinti (nazionale confederale, nazionale di categoria, aziendale o di gruppo, individuale) che vanno rispettati e che regolano le singole dinamiche relative ai diversi rapporti di lavoro.

Tra i contratti collettivi nazionali del lavoro c'è quello relativo al terziario, all'agricoltura, al commercio, ai metalmeccanici, all'artigianato, all'edilizia e all'industria.

Le caratteristiche del Ccnl Industria

Il Ccnl Industria, ovvero il contratto collettivo nazionale del lavoro che regola le dinamiche lavorative e rapporti tra datori di lavorosindacati e lavoratori che si occupano e svolgono delle attività in ambito industriale.

Tra i Ccnl Industria ci sono quelli relativi a:

  • Alimentaristi
  • Chimica
  • Legno
  • Metalmeccanici
  • Pulimento
  • Odontotecnici Artigianato
  • Tessili.

Il primo Ccnl Industria è relativo alle industrie di tipo alimentare, mentre il secondo regola le attività lavorative e i rapporti di lavoro dei lavoratori che si occupano di produrre a livello industriale materiale chimico.

Ci sono poi i ccnl relativi alle industrie che si occupano del legno, il contratto collettivo nazionale delle industrie metalmeccaniche, quello legato ai dipendenti che si occupano di pulimento e multiservizi e ai lavori in ambito industriale odontotecnico e artigiano e infine il Ccnl Industria per l'ambito tessile.

Ogni CCNL Industria, di qualunque categoria si tratti, va stipulato in forma scritta e deve contenere, secondo le norme nazionali: le tipologie di contratti di lavoro; le ore di lavoro; l'inizio e la fine del rapporto di lavoro se si tratta di contratto a tempo determinato; il luogo nel quale verrà svolta l'attività lavorativa; l'eventuale periodo di prova, ruolimansioni, qualifiche anche precedenti e retribuzione prevista per il lavoratore.

Storia e contesto

Il CCNL è il documento più importante del diritto del lavoro italiano e stabilisce i diritti e i doveri dei lavoratori e dei datori di lavoro. La normativa è stata introdotta per la prima volta nel 1988 a seguito di un'importante revisione della legislazione esistente volta a tutelare meglio i diritti dei lavoratori. Gli obiettivi principali della riforma originaria del 1988 erano quelli di migliorare la sicurezza del lavoro e di potenziare i diritti dei lavoratori. Il CCNL viene applicato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (MEMPS). Gli ispettori di questo ministero controllano i luoghi di lavoro in tutta Italia per assicurarsi che i datori di lavoro rispettino gli obblighi previsti dalla normativa.

E' suddiviso in cinque capitoli.

  • Il primo capitolo riguarda la contrattazione collettiva
  • il secondo le condizioni di lavoro e di occupazione
  • il terzo i salari e gli stipendi
  • il quarto le prestazioni sociali e sanitarie
  • il quinto le relazioni industriali.

Ogni CCNL si applica a un settore o a una professione specifica (ad esempio i lavoratori del commercio al dettaglio o il personale alberghiero). I negoziati tra le organizzazioni dei datori di lavoro e i sindacati si svolgono ogni tre anni per concordare gli adeguamenti alla legislazione vigente. Queste trattative si svolgono a livello nazionale o a livello di settore, quando c'è un'adeguata rappresentanza di entrambe le parti. Una volta concordate da entrambe le parti, le nuove norme diventano parte integrante del CCNL fino a quando non vengono nuovamente rinegoziate dopo tre anni.

Disposizioni chiave del CCNL, tra cui aumenti salariali, orari di lavoro, permessi e sicurezza del lavoro

Il CCNL viene regolarmente aggiornato per tenere il passo con le mutevoli condizioni economiche e sociali. Inoltre, contiene disposizioni che proteggono i lavoratori dalla discriminazione, fornendo un sostengono concreto alle norme sulla salute e sulla sicurezza e tutti gli altri diritti sanciti dal diritto del lavoro italiano.

Quanti livelli di inquadramento prevede?

Il CCNL industria prevede diversi livelli di inquadramento per vari settori e professioni. Ad esempio, nel settore del commercio al dettaglio, può prevedere tre livelli:

  • grado A (livello più alto)
  • grado B (intermedio)
  • grado C (più basso).

Ogni livello prevede una serie di requisiti salariali, orari di lavoro, indennità di ferie, misure di sicurezza del lavoro e altri benefici.

Oltre a stabilire i diritti fondamentali dei lavoratori in Italia, il CCNL è anche un'importante fonte di informazioni sulle normative in materia di lavoro sia per i datori di lavoro che per i lavoratori del paese.

Quante mensilità ci sono?

Il numero di mensilità previste nel CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) Metalmeccanico - industria dipende dalle clausole specifiche incluse nel contratto e dalle singole aziende che aderiscono al CCNL. In generale, i CCNL prevedono tra 12 e 13 mensilità, ma è sempre consigliabile verificare le specifiche condizioni previste dal proprio contratto di lavoro o dalla propria azienda.

La retribuzione contrattuale è costituita da una parte fissa e da una parte variabile, che dipende dal tipo di lavoro svolto dai lavoratori. L'importo della parte fissa varia in base al livello professionale ed è stabilito annualmente attraverso le trattative collettive tra i rappresentanti dei lavoratori e datori di lavoro.

L'indennità di produttività si basa sul rendimento individuale e viene solitamente corrisposta una volta all'anno, a dicembre. Viene calcolata tenendo conto delle presenze, della puntualità, della produzione, della qualità del lavoro e di altri fattori legati alla prestazione lavorativa.

Oltre a questi pagamenti contrattuali, i lavoratori di Metalmeccanico-industria hanno diritto a ulteriori benefici specificati nel CCNL, come i premi per le ferie e le indennità di malattia. Anche questi benefici vengono stabiliti attraverso la contrattazione collettiva tra i rappresentanti dei lavoratori e i datori di lavoro.

Quando scade il CCNL metalmeccanici industria?

Il contratto collettivo di lavoro dell'industria metalmeccanica (CCNL) scade solitamente ogni tre anni. I rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro negoziano quindi i termini di un nuovo contratto collettivo di lavoro. Una volta concordato, entra in vigore fino alla data di scadenza.

Quanti tipi di reperibilità possono esistere per il CCNL dell'industria?

Secondo il contratto collettivo dell'industria metalmeccanica, esistono due tipi di accordi per la reperibilità: permanente e temporanea. I lavoratori a chiamata permanente sono assunti per un periodo di tempo definito, mentre i lavoratori a chiamata temporanea possono essere chiamati solo in caso di necessità.

I numeri del settore industriale italiano

CCNL per l'industria

Ora che abbiamo parlato del CCNL Industria vediamo qual è lo stato di salute dell’industria italiana nel 2019. Il bilancio finale dell’anno è leggermente positivo, con un fatturato in aumento di poco, vale a dire dello 0,2 per cento, ma comunque col segno più. Tuttavia, il settore dell’industria italiana rimane molto variegato e stratificato al suo interno e questa sarà anche la tendenza per il 2020. Le analisi sono state elaborate da Prometeia e Intesa Sanpaolo. Cosa attende, dunque, l’industria italiana? Sicuramente dobbiamo cominciare con un biennio all’orizzonte cautamente positivo, con l’andamento dell’industria manifatturiera che aumenterà annualmente di circa l’1,3 per cento. Com’è possibile? Grazie a una progressiva ripresa degli scambi a livello mondiale e a una domanda interna sicuramente in espansione, soprattutto per il comparto degli investimenti nei beni cosiddetti strumentali. Ma non è tutto oro quello che luccica, perché qualche dolorino è previsto, invece, per il comparto auto, che risente e continuerà a risentire della contrazione delle esportazioni di automobili tedesche a cui la nostra industria fornisce moltissimi componenti. Nella filiera automotive tedesca, infatti, siamo il Paese più direttamente coinvolto anche davanti ai paesi dell’Est Europa. Non andrà meglio nemmeno per l’industria pesante, in primis quella metallurgica, e per l’elettrotecnica: Bollino nero da qui al prossimo biennio anche per gli intermedi chimici. Proseguiamo a parlare del CCNL Industria.

Ma passiamo ora alle buone notizie, ovvero a chi andrà benino se non addirittura bene. Spicca fra tutti per aumento di fatturato il settore della farmaceutica, che beneficia di nuovi investimenti e delle esportazioni. Questo comparto si prevede in crescita nei prossimi due anni di oltre il 2 per cento annuo. Andando nel largo consumo, benissimo nel 2019 e con ottime previsioni all’orizzonte anche per il settore moda.

Speriamo di avervi chiarito tutto sul CCNL Industria.

Autore: Enrico Mainero LinkedIn

Immagine di Enrico Mainero

Dal 2011 Direttore Responsabile e Amministratore unico di ElaMedia Group SRLS. Mi dedico prevalentemente all'analisi dei siti web e alla loro ottimizzazione SEO, con particolare attenzione allo studio della semantica e al loro posizionamento organico sui motori di ricerca. Sono il principale curatore dei contenuti di questo Blog (assieme alla Redazione di ElaMedia).