Che cosa è? La reversibilità della pensione rappresenta l’importo della pensione (Pensione Inpdap) che un beneficiario del nucleo familiare riceve alla morte del lavoratore assicurato o pensionato. Tale quota della pensione è un diritto dei “superstiti” (detta anche pensione ai superstiti) qualora il soggetto deceduto avesse diritto alla Pensione di vecchiaia, di anzianità o di inabilità. La pensione di reversibilità è stata introdotta negli anni ’80 per tutelare i coniugi (soprattutto le donne) che non avevano una pensione propria e che spesso avevano un reddito al di sotto della soglia di povertà dopo la morte del coniuge.

Beneficiari della pensione di reversibilità

I beneficiari della pensione di reversibilità sono: il coniuge, il coniuge separato; (anche il coniuge separato “per colpa” qualora egli abbia diritto agli alimenti); il coniuge divorziato, a condizione che non si sia risposato e che il lavoratore deceduto sia stato iscritto all'Inps prima della sentenza di divorzio; l’ex coniuge, anche se dopo il divorzio e prima della morte il lavoratore o pensionato assicurato si sia risposato. In questi casi, in base alla legge n.74 del 1987, sarà il giudice a stabilire le quote che spettano al primo e al secondo coniuge. Nessuna reversibilità della pensione è prevista qualora l’ex coniuge in vita si sia risposato. In tal caso, egli/ella ha diritto alla liquidazione di una doppia annualità, pari a 26 volte l'importo della pensione percepita alla data del nuovo matrimonio.

Quando la reversibilità spetta ai figli?

Oltre al coniuge, la pensione di reversibilità spetta anche ai figli (legittimi, legittimati, adottivi, affiliati, naturali, legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati, nati da precedente matrimonio dell'altro coniuge) che alla morte del genitore/ lavoratore assicurato o pensionato: siano minorenni; siano a carico del genitore e che non svolgano alcuna attività lavorativa e che: siano studenti di scuola media superiore tra i 18 e i 21 anni o studenti universitari sotto i 26 anni siano inabili di qualunque età, a carico del genitore. In alcuni casi la pensione di reversibilità può essere corrisposta a: nipoti, genitori, fratelli o sorelle.

Quote e importi della pensione di reversibilità

La pensione di reversibilità spetta al coniuge per una quota pari al 60% della pensione complessiva. La reversibilità perdura viene percepita per tutta la vita e si cumula con la pensione che il coniuge già percepisce. In base a chi sia il beneficiario, cambia anche la quota della pensione che l’Inps corrisponde ai parenti superstiti. La pensione decorre dal mese successivo alla morte dell'assicurato o del pensionato, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda.



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