Il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro dei Pubblici Servizi è un documento fondamentale che definisce i rapporti lavorativi tra datori di lavoro, lavoratori e categorie sindacali che operano in questo settore.
Ogni ambito lavorativo presente in Italia ha il suo specifico CCNL, spesso articolato in diversi livelli; vedremo a seguire quali sono le caratteristiche di quello preso in esame.

I contenuti del CCNL

Il CCNL dei Pubblici Servizi contiene tutto quello che concerne tale settore lavorativo a partire dagli orari di lavoro previsti alle ferie (26 giorni lavorativi previsti) e ai congedi per maternità, paternità o malattia.
Il testo disciplina inoltre le modalità contrattuali e di assunzione, definendo le linee guida per stabile un rapporto tra datore di lavoro equo e senza problemi.

Le mensilità nel Contratto Collettivo dei Pubblici Servizi

Le mensilità previste nel Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro sono 14 per un totale di 40 ore divise su cinque giornate e mezzo e l'orario di lavoro giornaliero deve essere di massimo otto ore con possibilità di straordinario del 30 % di giorno, del 60 % di notte e del 20 % durante i giorni festivi.

La sentenza della Corte di Cassazione

Con una recente sentenza, la Cassazione ha ritenuto valido il rifiuto da parte di un dipendente comunale di partecipare a un consiglio indetto per la sera, fermandosi sul posto di lavoro oltre il suo orario consentito con un turno straordinario. Al dipendente era stata comminata una sanzione disciplinare per non aver partecipato alla suddetta seduta comunale. Se i contratti di lavoro non dispongono di ulteriori dettagli, lo straordinario è ammesso solo tramite accordo tra datore di lavoro e dipendente. Nel caso in questione, la Corte di Cassazione ha ritenuto che non vi fosse la condizione della straordinarietà del consiglio perchè le riunioni erano convocate sempre più spesso, considerando quindi non illegittimo il rifiuto di parteciparvi da parte del dipendente.

Le tipologie contrattuali nel settore dei Pubblici Servizi

A livello normativo il CCNL dei Pubblici Servizi comprende il contratto di lavoro a tempo indeterminato e quelli a tempo determinato comprese le tipologie lavorative interinali e i contratti part-time.
Il Contratto Nazionale prevede inoltre anche i contratti di formazione al lavoro e di apprendistato.

Le ore previste dal CCNL

Il contratto di lavoro part-time settimanale prevede un tetto massimo di ore che parte dalle 15 per arrivare alle 28 ore; quello mensile varia dalle 64 alle 124 ore, mentre quello annuale prevede un intervallo che va dalle 600 alle 1352 ore.

Il periodo di prova per gli apprendisti

Il contratto di apprendistato deve avere un periodo di prova di almeno 25 giorni di lavoro, mentre le ore di formazione sono di: 120 per chi frequenta la scuola dell'obbligo; 100 per i diplomati di scuola media superiore; 80 per i laureati.

I contratti di formazione del CCNL dei Pubblici Servizi prevedono inoltre una durata massima di 24 mesi e di 12 se è previsto il successivo inserimento nell'azienda; il periodo di prova dura 30 giorni.

I termini del contratto a tempo determinato

La durata del contratto a tempo determinato e interinale è invece di massimo sei mesi con dei limiti a livello di lavoratori assunti con tale tipologia contrattuale che variano a seconda della grandezza dell'azienda nel modo seguente: 4 lavoratori per aziende di massimo quattro dipendenti; 5 per quelle tra 5 e 9 dipendenti; 6 per le imprese tra 10 e 25 dipendenti; 7 per unità produttive da 26 a 35; 10 per le aziende da 36 a 50 dipendenti.

Jobs Act: le ferie solidali

Il Governo Renzi punta a riformare il mercato del lavoro tramite il famoso Jobs Act, che punta a inserire un contratto unico a tutele crescenti per diminuire la disoccupazione e stimolare gli imprenditori e i datori di lavoro ad assumere più personale tramite agevolazioni ed incentivi fiscali. Potrebbero però cambiare le cose anche per quanto riguarda le ferie, aggiungendo una postilla di solidarietà: tra lavoratori di una stessa azienda si potranno cedere giorni di ferie, eccedenti quelli previsti dal CCNL, per coloro che hanno figli minori a carico che hanno bisogno di assistenza, presenza fisica e cure. Le ferie solidali, così sono state denonimate, aiuterebbero di conseguenza quei lavoratori che hanno bisogno di dividersi tra casa e lavoro per motivi familiari.

La riforma della scuola

Tema a parte la meritano i docenti della scuola, al centro di una corposa riforma che dovrebbe partire a settembre 2015. Il Presidente del Consiglio Renzi vuole rivoluzionare l’intero sistema, annullando le graduatorie ad esaurimento e portando in servizio i precari, per una cifra di 150 mila docenti. Tutto ciò cambiando gli orari delle scuole per portare una maggiore efficienza negli istituti attraverso un cambiamento delle materie studiate. Per l’anno 2014-15 tutto invece resterà invariato così come prescritto dall’accordo nazionale agli articoli 28/29: 25 ore per i maestri d’infanzia, 22 per quelli di prima elementare e 18 per gli istituti di livello secondario. A ciò si aggiungono le attività funzionali all’insegnamento e le ore dedicate agli scrutini e degli esami. Per adesso ancora non è stato stabilito dal Governo e dal Ministro all’Istruzione Giannini come cambieranno questi orari. Si aspetta quindi l’inizio del nuovo anno per conoscere i dettami della riforma e capire quanto queste novità influiranno sulla buona scuola, come Renzi l’ha definita lanciando l’apposito hashtag su Twitter.





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