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Il libero professionista rappresenta una figura di fondamentale importanza nel tessuto economico e sociale, caratterizzata da una notevole autonomia lavorativa. Questo individuo, dopo aver completato un percorso di studi avanzati e acquisito un bagaglio di conoscenze sia pratiche che teoriche, decide di mettere a disposizione il proprio expertise in specifici settori di attività. Il percorso che porta a diventare libero professionista generalmente implica la partecipazione a corsi di laurea, master di specializzazione, tirocini, e altre forme di formazione che sono essenziali per sviluppare le competenze necessarie a esercitare la propria professione con competenza e professionalità.

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La decisione di intraprendere la carriera da libero professionista non è priva di sfide. Differente dall'essere un dipendente, il libero professionista deve non solo eccellere nel proprio campo di specializzazione, ma anche gestire aspetti legati all'amministrazione della propria attività, come la fatturazione, la contabilità, l'acquisizione di nuovi clienti e la gestione delle relazioni con questi ultimi. Questo richiede una serie di abilità trasversali, che vanno dalla capacità di negoziazione alla gestione del tempo, dalla conoscenza delle normative fiscali e legali specifiche del proprio settore alla capacità di promuovere efficacemente i propri servizi.

I libero professionisti possono operare in una vasta gamma di settori, che includono ma non si limitano a: consulenza legale e fiscale, ingegneria, architettura, medicina, giornalismo, design, informatica e molti altri. In ogni area, essi offrono le proprie competenze ed esperienze per soddisfare le esigenze specifiche dei loro clienti, che possono essere sia privati che aziende. Il rapporto con i committenti si basa sulla fiducia reciproca e sulla qualità del lavoro svolto, elementi che contribuiscono a costruire una reputazione solida nel tempo.

Diventare un libero professionista richiede quindi non solo una profonda conoscenza del proprio campo di specializzazione, ma anche una buona dose di spirito imprenditoriale. È necessario essere proattivi nella ricerca di nuove opportunità di lavoro, capaci di adattarsi alle mutevoli esigenze del mercato e disposti a investire in continua formazione professionale. Questo percorso può portare a una grande soddisfazione personale e professionale, offrendo la possibilità di lavorare su progetti stimolanti, di avere un controllo maggiore sul proprio orario lavorativo e di contribuire in modo significativo allo sviluppo e al progresso della società.

Quale ruolo per il libero professionista? Ecco il vero significato

Il libero professionista non ha infatti un datore di lavoro fisso e non instaura con esso alcun rapporto di lavoro subordinato. Il libero professionista può inoltre svolgere un tipo di lavoro appartenente a categorie specifiche, definite “protette”, iscrivendosi a determinati albi professionali (quando è richiesta una laurea) o Collegi (quando è previsto un diploma) quali: Architetti, Avvocati, Ingegneri, Notai, Dottori Commercialisti, Consulenti del Lavoro, Farmacisti, Geologi, Medici, Periti industriali, Psicologi, geometri. Tra i vantaggi principali del lavoro autonomo c'è sicuramente la possibilità di inventarsi un lavoro creativo che si basi sulle proprie passioni.

La partita IVA per il libero professionista

l percorso per intraprendere la carriera di libero professionista comprende una serie di adempimenti burocratici fondamentali, tra cui l'apertura della partita IVA e l'iscrizione all'INPS, che rappresentano passi necessari per operare in conformità con le normative fiscali e previdenziali dello Stato. Questo processo inizia con la presentazione della richiesta di attribuzione della partita IVA all'Agenzia delle Entrate competente, solitamente quella situata nella zona di residenza del richiedente. Tale procedura permette al libero professionista di essere riconosciuto come operatore economico indipendente, consentendogli di emettere fatture per i servizi prestati ai propri clienti e di gestire le proprie entrate e uscite secondo le leggi fiscali vigenti.

L'ottenimento della partita IVA è un passo cruciale che segna l'inizio ufficiale dell'attività di libero professionista. Dopo averla ottenuta, è necessario procedere con l'iscrizione all'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), che garantisce l'accesso a una serie di benefici previdenziali, come l'assicurazione per l'invalidità, la vecchiaia e la malattia. Questa iscrizione è indispensabile per garantire una copertura sociale al libero professionista, fornendo una rete di sicurezza per il futuro e per eventuali periodi di inattività lavorativa dovuti a motivi di salute o altri imprevisti.

La gestione di questi aspetti burocratici richiede attenzione e precisione, poiché errori o omissioni possono comportare sanzioni o problemi con l'Amministrazione Finanziaria. Per questo motivo, molti libero professionisti si affidano a consulenti fiscali o commercialisti per la gestione delle pratiche legate alla partita IVA e all'iscrizione all'INPS, così come per la contabilità ordinaria e la dichiarazione dei redditi. Questi professionisti offrono supporto e consulenza per navigare nel complesso sistema fiscale e previdenziale, assicurando che tutte le normative siano rispettate e che il libero professionista possa concentrarsi sul proprio lavoro senza preoccupazioni aggiuntive.

In sintesi, l'avvio dell'attività di libero professionista non si limita alla mera prestazione di servizi professionali, ma comprende anche una serie di obblighi burocratici e amministrativi. Questi passaggi sono essenziali per costruire una solida base legale e fiscale per l'attività professionale, garantendo la conformità con le leggi dello Stato e contribuendo al corretto funzionamento del sistema economico e sociale.

Come Aprire la Partita IVA da professionisti

Per l'apertura da libero professionista della partita Iva, occorrerà dunque:

  • presentare la dichiarazione all'Agenzia delle Entrate entro trenta giorni dall'attività lavorativa;
  • ricevere dall'Agenzia delle Entrate il numero di partita Iva, che rimane invariato fino alla cessazione dell'attività, e che è costituito da undici caratteri numerici (7 individuano il contribuente, 3 il codice identificativo dell'Ufficio e l'ultimo è un codice di controllo).

Fatturazione

Il libero professionista dovrà indicare il proprio numero di partita IVA all'interno di ogni fattura emessa, nella home page di un eventuale sito web e in qualunque altro documento che lo richieda. È infine possibile ottenere delle detrazioni per alcune prestazioni professionali, inserendo la fattura all'interno della Dichiarazione dei Redditi.

Pensione per i liberi professionisti

I liberi professionisti e i lavoratori autonomi si trovano ad affrontare una serie di sfide uniche quando si tratta di pianificare la propria sicurezza finanziaria post-lavorativa, ovvero la pensione. Tuttavia, grazie a specifiche misure legislative e a un sistema di enti previdenziali dedicati, gestiti sotto l'egida del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, questi lavoratori possono accedere a una serie di agevolazioni volte a supportare la loro futura pensione.

Tra le agevolazioni più significative vi è la possibilità di dedurre dal reddito totale imponibile una quota destinata al risparmio previdenziale, fino a un limite massimo del 12%, con un tetto di 5.164,27 euro. Questo beneficio fiscale consente ai liberi professionisti di ridurre l'imposta sul reddito da pagare, incentivando allo stesso tempo la costituzione di un fondo pensione complementare che possa integrare la pensione base fornita dal sistema previdenziale pubblico. Questa misura di incentivazione fiscale si rivela un importante strumento di politica sociale, mirato a rafforzare la sicurezza economica dei lavoratori autonomi nel loro futuro pensionistico.

Inoltre, è importante sottolineare che la legge finanziaria n. 122/2010 ha introdotto modifiche significative per quanto riguarda la decorrenza delle pensioni dei liberi professionisti, estendendo il periodo necessario per accedere alla pensione di almeno 18 mesi. Ciò significa che i liberi professionisti dovranno prolungare la loro attività lavorativa per un ulteriore anno prima di poter usufruire dei benefici pensionistici. Questa modifica legislativa riflette una tendenza generale verso il rafforzamento della sostenibilità dei sistemi previdenziali, richiedendo un maggiore periodo di contribuzione da parte dei lavoratori autonomi, in linea con le sfide poste dall'invecchiamento della popolazione e dalla necessità di garantire equità e solidità finanziaria al sistema pensionistico.

I liberi professionisti sono quindi incoraggiati a informarsi accuratamente e a pianificare con attenzione la propria strategia previdenziale, avvalendosi anche del supporto di consulenti specializzati. L'obiettivo è di massimizzare le opportunità offerte dalle normative vigenti, allo scopo di costruire una solida base per la propria sicurezza finanziaria futura, assicurandosi così una pensione adeguata che possa sostenere il proprio standard di vita nel periodo post-lavorativo. Questo processo di pianificazione richiede una comprensione approfondita delle leggi e dei sistemi previdenziali in atto, nonché una valutazione attenta delle proprie esigenze e aspettative per il futuro.

Casse di previdenza 

I liberi professionisti, soprattutto quelli registrati agli Albi, ai fini di ottenere il riscatto della pensione, devono iscriversi alle Casse di previdenza apposite e pagare i contributi; gli altri professionisti, non iscritti e non aventi casse autonome, dovranno invece fare riferimento alla Gestione separata dell’Inps.

Gli enti di previdenza che si occupano della contribuzione dei liberi professionisti iscritti, dovranno impegnarsi a pagare le pensioni e gli eventuali servizi aggiuntivi quali copertura sanitaria, assegni di maternità, di disoccupazione o familiari.

Contributi soggettivi per le pensioni dei liberi professionisti

Per ottenere la pensione, i liberi professionisti dovranno altresì annualmente versare dei contributi soggettivi alle casse di previdenza, calcolati in base al loro reddito; sono infine obbligati a pagare anche i contributi integrativi e quelli eventualmente di maternità.

FAQ

Qual è il significato della parola libero professionista?

Un libero professionista è un individuo che esercita un'attività professionale in maniera autonoma, senza essere legato da un contratto di lavoro subordinato. I liberi professionisti offrono servizi basati sulle loro competenze e conoscenze specialistiche in vari settori, come legale, medico, ingegneristico, architettonico, consulenza d'impresa, e altro ancora. Lavorano su base contrattuale per i clienti, e sono responsabili per la gestione delle loro attività, inclusa la fatturazione, la tassazione e la ricerca di nuovi clienti.

Quali sono i vantaggi di essere un libero professionista?

La scelta di intraprendere la carriera da libero professionista si accompagna a una serie di vantaggi significativi che possono contribuire non solo al benessere professionale ma anche a quello personale. Uno degli aspetti più apprezzati di questa modalità lavorativa è la libertà e la flessibilità nella gestione del proprio tempo e delle proprie attività lavorative. Questo significa avere il controllo su come, quando e dove lavorare, offrendo una libertà senza precedenti rispetto agli schemi lavorativi più tradizionali. Tale flessibilità permette ai liberi professionisti di bilanciare in modo più efficace le esigenze lavorative con quelle personali e familiari, migliorando la qualità della vita e riducendo lo stress legato a rigidi orari di lavoro.

Inoltre, la possibilità di selezionare i progetti su cui lavorare e i clienti con cui collaborare rappresenta un ulteriore vantaggio significativo. Questo aspetto permette ai liberi professionisti di orientarsi verso lavori che rispecchiano i loro interessi, le loro competenze e i loro valori, rendendo il lavoro più stimolante e gratificante. La capacità di scegliere consente inoltre di costruire un portafoglio di progetti diversificato e di sviluppare una nicchia di specializzazione, elementi che possono accrescere la domanda per i propri servizi e, di conseguenza, il potenziale di guadagno.

Parlando di remunerazione, uno dei benefici più evidenti della libera professione è la possibilità di guadagnare in base alle proprie competenze e al proprio impegno, superando i limiti imposti da un salario fisso. Questo modello di compensazione incentiva l'eccellenza e la produttività, permettendo ai più talentuosi e laboriosi di ottenere ricompense economiche proporzionali al valore che sono in grado di generare. Sebbene ciò comporti anche una maggiore incertezza rispetto alla stabilità di un reddito fisso, offre l'opportunità di massimizzare i propri guadagni attraverso l'efficienza, l'innovazione e la qualità del lavoro fornito.

Infine, la libera professione apre le porte allo sviluppo e all'impiego delle proprie competenze e passioni professionali in maniera molto più diretta e significativa. I liberi professionisti hanno la possibilità di approfondire le proprie aree di interesse, specializzandosi e diventando esperti riconosciuti nei loro campi. Questo non solo aumenta le opportunità di lavoro e il potenziale di guadagno ma offre anche una profonda soddisfazione personale derivante dal riconoscimento delle proprie abilità e dal contributo tangibile al progresso e all'innovazione nel proprio settore di attività.

In sintesi, la carriera da libero professionista, nonostante le sfide e le incertezze che può comportare, offre una serie di vantaggi distintivi che includono una maggiore autonomia, la possibilità di autodeterminazione professionale, potenziali economici più elevati e l'opportunità di perseguire le proprie passioni, contribuendo in modo significativo al proprio benessere e alla propria realizzazione professionale.

Quali sono le sfide di essere un libero professionista?

Essere un libero professionista comporta anche alcune sfide. Tra queste, la necessità di gestire tutti gli aspetti della propria attività, inclusa la contabilità, la fatturazione e la ricerca di nuovi clienti; la mancanza di sicurezze come un reddito fisso, i benefici per i dipendenti o la protezione contro la disoccupazione; la necessità di pagare le tasse come lavoratore autonomo; e la necessità di mantenere un flusso di lavoro costante per garantire un reddito stabile.

Come posso diventare un libero professionista?

Per diventare un libero professionista, di solito devi avere competenze o conoscenze specialistiche che puoi offrire come servizi ai clienti. Potrebbe essere necessario ottenere una licenza o una certificazione professionale, a seconda del campo in cui intendi lavorare. Inoltre, dovrai registrarti come lavoratore autonomo con l'autorità fiscale pertinente, e potrebbe essere necessario aprire un conto bancario aziendale. Infine, dovrai trovare clienti che hanno bisogno dei tuoi servizi, che può richiedere marketing e networking.

Quali sono i diritti e i doveri?

I liberi professionisti hanno il diritto di gestire la propria attività come ritengono più opportuno, purché rispettino le leggi e le normative pertinenti. Hanno il diritto di stabilire le proprie tariffe, scegliere i propri clienti e progetti, e decidere quando e dove lavorare. Allo stesso tempo, hanno il dovere di fornire i servizi promessi in maniera professionale e competente, di pagare le tasse sui loro guadagni, e di rispettare le leggi e le normative relative alla loro attività, come le norme sulla privacy dei dati o le norme sulle licenze professionali.

Se ti stai avvicinando al mondo del lavoro e hai intenzione di intraprendere la carriera come libero professionista o di cercare un impiego in un'azienda, questi articoli possono fornirti un'ottima base di conoscenza per muovere i primi passi:

Autore: Laura Perconti

Immagine di Laura Perconti

Laureata in lingue nella società dell’informazione presso l'Università di Roma Tor Vergata, Laura Perconti segue successivamente un Corso in Gestione di Impresa presso l'Università Mercatorum e un Master di I livello in economia e gestione della comunicazione e dei nuovi media presso l'Università di Roma Tor Vergata.