Sempre più spesso nel nostro Paese, le imprese assumono cittadini comunitari (ovvero risiedenti nell'Unione Europea). Per tale ragione, in Italia ci sono degli iter specifici per accedere al mercato del lavoro qualora non si abbia la cittadinanza italiana.

Chi sono questi lavoratori?

Si tratta di soggetti che abbiano come nazionalità uno dei 27 Stati membri dell'Unione Europea: Italia, Germania, Francia, Lussemburgo, Olanda, Belgio, Regno Unito, Irlanda, Austria, Spagna, Portogallo, Grecia, Danimarca, Svezia, Finlandia, Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Slovenia, Ungheria, Estonia. Lettonia, Lituania, Malta e Cipro, Romania e la Bulgaria.

L'assunzione di lavoratori comunitari

Nei confronti dei cittadini comunitari non si applicano le disposizioni del Testo unico sull'immigrazione, ma trovano applicazione le norme contenute nel D.Lgs. n. 30 del 6 febbraio 2007.

La snellezza delle pratiche burocratiche

Dal momento che, tranne che per ragioni di sicurezza o ordine pubblico, i cittadini comunitari hanno diritto alla libera circolazione e al soggiorno nel territorio degli Stati dell'Unione Europea, essi possono essere assunti senza che sia richiesto allo Sportello Unico per l'immigrazione alcun nullaosta per il lavoro.

L'iter per l'assunzione di cittadini comunitari

Assumere cittadini comunitari implica per l'impresa il solo obbligo di adempiere alle ordinarie procedure burocratiche previste anche per i connazionali (es. comunicazione di assunzione ai centri per l'impiego almeno il giorno prima dell'instaurazione del rapporto di lavoro così come ora previsto dalla legge n. 296/2006, apertura posizione previdenziale ed assicurativa presso i competenti Enti previdenziali ed assistenziali).

I cittadini comunitari Rumeni o Bulgari

Unica eccezione a quanto scritto è stata fatta per i cittadini Rumeni o Bulgari, poiché Romania e Bulgaria sono entrati nell'UE nel 2007. Per tali soggetti il Governo Italiano aveva previsto temporaneamente (fino al 31 dicembre 2010) una procedura specifica per l’assunzione in alcuni settori specifici.

Non erano state previste invece restrizioni per i cittadini Rumeni o Bulgari intenzionati a intraprendere un'attività autonoma. Dal 2012 invece è stato abbandonato, su direttiva dell’Unione Europea, il regime transitorio che permetteva l’assunzione di queste persone senza nulla solo nei settori “liberalizzati”. Da due anni quindi questi cittadini possono firmare qualsiasi tipo di contratto senza passare per lo Sportello Unico per l’Immigrazione, dunque senza chiedere il nulla osta preventivo per questi casi. L’unico atto da registrare è la comunicazione ai Centri per l’Impiego oltre che agli enti assistenziali e di previdenza competenti.

Gli ambiti lavorativi

Un cittadino comunitario proveniente dalla Romania o dalla Bulgaria poteva comunque essere assunto da un'azienda senza alcuna formalità particolare qualora venga assunto in uno dei seguenti settori:

  • agricolo;
  • turistico alberghiero;
  • lavoro domestico e di assistenza alla persona;
  • edilizio;
  • metalmeccanico;
  • dirigenziale e altamente qualificato.

Inoltre, era prevista l'assunzione immediata nei casi di lavoro stagionale ed in tutti i casi originariamente previsti dall'articolo 27 del Testo Unico sull'immigrazione.

Romania e Bulgaria nell'Unione Europea

Come già anticipato nella pagina Assunzione cittadini comunitari, i cittadini comunitari possono essere assunti senza che sia richiesto allo Sportello Unico per l'immigrazione alcun nullaosta per il lavoro. Assumere cittadini comunitari implica per l'impresa il solo obbligo di adempiere alle ordinarie procedure burocratiche previste anche per i connazionali.

Unica eccezione è fatta per i cittadini Rumeni o Bulgari poichè Romania e Bulgaria sono entrati nell'UE nel 2007. Per tali soggetti il Governo Italiano ha previsto temporaneamente (fino al 31 dicembre 2010) una procedura specifica per l’assunzione in alcuni settori specifici. Per definire il settore di assunzione del lavoratore rumeno o bulgaro è possibile consultare l'elenco dei contratti collettivi nazionali di lavoro sul sito del Ministero in cui appaiono tutti i CCNL e i settori relativi. Le norme in materia sono cambiate negli ultimi anni. Si può infatti dividere la cronostoria in due fasi: dal 2007 (anno d’entrata nell’Unione Europe dei due Paesi) al 2012 e dal 2012 ad oggi.

Come si procede nell'assunzione dei rumeni?

Per assumere un lavoratore rumeno o bulgaro in uno dei settori in cui non è stata disposta l'apertura immediata, è necessario che il datore di lavoro invii allo Sportello Unico per l'Immigrazione, tramite raccomandata a/r, una richiesta di nulla osta al lavoro utilizzando i moduli disponibili sui siti internet del Ministero della Solidarietà Sociale e del Ministero dell'Interno.

Nel caso di assunzione di un lavoratore bulgaro o rumeno, cosi come avviene per i cittadini comunitari, non è necessario stipulare il contratto di soggiorno, se l’assunzione avviene in un settore in cui non è stata ancora disposta l’apertura. In questo caso è necessario il nulla osta al lavoro.

Attività lavorativa liberalizzata

E’ bene ricordare, che icittadini Rumeni o Bulgari possono svolgere la loro attività lavorativa nei seguenti casi “liberalizzati”:

  • Non sono previste invece restrizioniper i cittadini Rumeni o Bulgari che vogliano intraprendere un'attività autonoma.
  • Un cittadino comunitario proveniente dalla Romania o dalla Bulgaria può essere assunto da un'azienda senza alcuna formalità particolare qualora venga assunto in uno dei seguenti settori:
    • agricolo;
    • turistico alberghiero;
    • lavoro domestico e di assistenza alla persona;
    • edilizio;
    • metalmeccanico;
    • dirigenziale e altamente qualificato.
  • Inoltre, è prevista l'assunzione immediata nei casi di lavoro stagionale ed in tutti i casi originariamente previsti dall'articolo 27 del Testo Unico sull'immigrazione

Cosa è cambiato dal 1 gennaio 2012 sull’assunzione

Il Governo italiano ha raccolto l’invito del Parlamento europeo abbandonando dal 1 gennaio 2012 il regime transitorio sul tema dell’accessibilità nel mercato del lavoro per i cittadini romeni e bulgari, entrati a far parte dell’Unione Europea dal 2007. Da due anni a questa parte, infatti, i lavoratori di questi due Paese possono essere assunti con qualunque contratto senza avere il nulla osto preventivo che era rilasciato dallo Sportello Unico per l’Immigrazione. Prima infatti esistevano solo alcuni settori liberalizzati, che con l’abbandono del regime transitorio si sono ampliati a tutti gli ambiti lavorativi. Nei casi di assunzione di romeni e bulgari, bisognerà dare comunicazione ai rispetti Centri per l’Impiego e agli enti previdenziali e assistenziali annessi.

I problemi sociali dell’integrazione

Non è tutto rose e fiori. Il grande flusso di stranieri negli ultimi anni, unita alla crescente disoccupazione in Italia, ha portato molta esasperazione tra i cittadini italiani, in una lotta sociale tra chi vede troppi stranieri lavorare nel Bel Paese e chi invece ribatte dicendo che alcuni mestieri i nostri connazionali non li vogliono più fare, lasciando terreno fertile per chi proviene da altri Paesi. Per quanto riguarda poi soprattutto i romeni, alcuni fatti deliquenziali hanno alzato l’asticella verso questa comunità, rovinando la reputazione della stessa, la quale è ormai invisa a molti abitanti dello Stivale. Inoltre, c’è anche la questione del lavoro in nero: molti stranieri che lavorano qui spesso sono sottopagati o sfruttati e accettano di lavorare anche in assenza di tutele perché bisognose di denaro e soldi. I romeni sono molto impiegati nei settori della manovalanza e del trasporto. Non sono poche le denunce e i controlli degli apparati dello Stato su chi cerca di ingannare il fisco attraverso il non pagamento di ritenute e tasse da parte dei datori di lavori, alcuni dei quali sono loro stessi romeni.
E’ necessaria quindi una regolamentazione del mercato per non far precipitare una situazione che è sull’orlo del baratro per quanto riguarda il sistema lavorativo in Italia.

Il caso della Croazia

Dal 1 luglio del 2013 è entrata ufficialmente a far parte dell’Unione Europea la Croazia. Il Governo Italiano, così come aveva stabilito per Romania e Bulgaria all’epoca, ha pensato a un regime transitorio per i lavoratori croati per due anni (per romeni e bulgari era durato cinque anni come abbiamo visto nei precedenti paragrafi) ma anche in questo caso ci sono dei settori “liberalizzati”, ossia non appartenenti al regime transitorio e per i quali non è necessario il nulla osta per il lavoro. Queste regole varranno quindi fino al 2015 dopo di che tutti i settori saranno liberalizzati. Sul sito dell’ente previdenziale italiano si possono leggere tutte le novità e le informazioni dettagliate sull’assunzione di cittadini comunitari, compresi gli ultimi aggiornamenti.

Attenzione alle polemiche

Il tema dell’assunzione di queste persone che fanno parte dell’Unione Europea non dovrebbe scatenare polemiche visto che in Europa ormai l’Italia fa parte di una zona di libero scambio. Tuttavia alcuni fatti recenti uniti alla disoccupazione del Bel Paese e alla provenienza di certe persone hanno scatenato alcune tensioni tra la cittadinanza. Stiamo parlando soprattutto degli ultimi ingressi, come romeni, bulgari e in generale chi proviene dall’Est Europa. Spesso queste persone pagano la delinquenza di chi viene in Italia solo per furti, rapine o delitti comuni, scatenando quindi un’immagine dell’intero popolo non troppo ben voluto dalla cittadinanza. Per quanto riguarda i permessi o i nulla osta, c’è da aggiungere un altro dato: spesso i datori di lavoro chiamano questi lavoratori per la manovalanza perchè gli italiani non accettano questo tipo di occupazioni. Ma c’è anche l’altro lato della medaglia ossia che questi lavoratori stranieri spesso sono sottopagati e non tenuti in regola per cui al datore di lavoro il costo della persona sarà notevolmente inferiore.



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